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Election day, il Viminale boccia l'accorpamento di amministrative e referendum

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'accorpamento dei referendum sulle trivellazioni con le prossime elezioni amministrative previste per giugno prossimo non si può fare. L'affare presenta «difficoltà di natura tecnica, non superabili in via amministrativa» e richiede comunque l'approvazione di un'apposita legge.
Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, risponde così a un'interrogazione presentata nel corso del question time alla Camera dopo il via libera della Consulta al referendum abrogativo sulla durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazione dei giacimenti già rilasciate entro le 12 miglia dalla costa e in attesa di una decisione sulla data - che dovrebbe arrivare tra il 10 e 15 febbraio 2016.

Le motivazioni
La legge che disciplina l'istituto referendario (la n. 352/1970) - ha spiegato il ministro - non contiene espresse previsioni sulla possibilità o meno di abbinare il referendum abrogativo con le consultazioni elettorali amministrative.
Inoltre ci sono altre criticità come la diversa composizione degli uffici elettorali, la ripartizione degli oneri su scala nazionale e locale e l'ordine di successione delle operazioni di scrutinio.

Le reazioni
A nulla pare valere il fatto che un'unica data, meglio ancora se coincidesse con il primo turno previsto per il 6 giugno 2016, permetterebbe il dimezzamento dei costi - si parla di un risparmio di 300 milioni di euro - e una più ampia partecipazione alle urne rispetto al referendum.
Dura la reazione dell'onorevole Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra italiana e primo firmataria dell'interrogazione che ha anche annunciato la presentazione di una proposta di legge.
«Il ministro dell'Interno Alfano ha traccheggiato sull'accorpamento tra le amministrative e referendum sulle trivelle. Ha spiegato che occorre una legge per farlo, ma non ha spiegato quale sia il vero orientamento del Governo. Facciano la legge. In ogni caso per aiutare Alfano e il Governo presenteremo una proposta di legge di un solo articolo per aiutarli a decidere».
«Le obiezioni di Alfano all'Election Day per il referendum sulle trivelle sono tutte assolutamente superabili: basterebbe che il ministro dell'Interno facesse coincidere, nel decreto di convocazione dei comizi, la data del referendum con quella del primo turno delle elezioni amministrative», ad affermarlo in una nota è Angelo Bonelli dei Verdi. Metre il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'ambiente spera che che le Regioni che hanno chiesto il referendum si rivolgano al Presidente Mattarella, «massimo garante delle nostre istituzioni».

Il coordinamento delle Regioni promotrici del referendum sulle trivelle
Intanto ieri, i presidenti dei Consigli regionali di Basilicata e Veneto, Piero Lacorazza e Roberto Ciambetti, parlando a nome del coordinamento delle Regioni promotrici del referendum sulle trivelle in mare, hanno ribadito che «le istituzioni di prossimità devono poter dire la loro su questioni essenziali per lo sviluppo dei territori. Va quindi ripristinato il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni, che devono interrogarsi sulle politiche energetiche alla luce dei risultati della Conferenza di Parigi Cop 21, della caduta del prezzo del petrolio che oggettivamente modifica la sostenibilità finanziaria degli investimenti nelle fonti fossili e della necessità di tutelare le coste italiane, che viene ulteriormente rafforzata dalla scelta della Croazia di fermare la ricerca di idrocarburi sull'altro versante dell'Adriatico».


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