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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso della regione Friuli Venezia Giulia

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Regione Friuli Venezia Giulia, annullando l'ordinanza cautelare con la quale il Tribunale amministrativo regionale aveva sospeso la delibera della Giunta regionale sull'atto di indirizzo per la gestione dell'attività venatoria.
Negli stessi giorni in cui il Governo è intervenuto a carico di altre Regioni per la chiusura anticipata dei calendari venatori su alcune specie - questione dalla quale il Friuli Venezia Giulia era stata toccata lo scoros anno (si veda il quotidiano degli enti locali del 18 gennaio 2016), conl'ordinanza 14 gennaio 2016 n. 39 si conclude il contenzioso tra Regione, Tar e Lega per l'Abolizione della Caccia (Lac) sulla sospensione della stagione che quindi si chiuderà regolarmente il 31 gennaio 2016.

La vicenda
Nel luglio 2015 la Giunta regionale aveva approvato il piano faunistico regionale, atteso da oltre vent'anni. Per renderlo effettivamente operativo serviva però che, a cascata, venissero approvati anche i singoli piani venatori distrettuali. Non essendoci tempo sufficiente, per la stagione venatoria 2015-2016 l'Amministrazione regionale aveva deciso di prorogare in via transitoria gli atti gestionali vigenti. Su questa scelta era intervenuta la Lac denunciando l'illegittimità della delibera di Giunta e chiedendo lo stop dell'attività venatoria.
Il Tar del Friuli Venezia Giulia aveva sospeso in via cautelativa la delibera della Giunta, riservando di esprimersi nel merito in un'udienza fissata appena nel mese di aprile 2016 (a stagione venatoria conclusa), generando di fatto quel vuoto normativo che la Regione voleva evitare con la sua delibera e che il Consiglio di Stato ha confermato nel suo pronunciamento favorevole alla Regione.

La decisione
Il Consiglio di Stato ha, infatti, accolto il ricorso, motivando che «dalla sospensione dell'efficacia dell'atto d'indirizzo impugnato pare conseguire un vuoto normativo contrario all'interesse pubblico sotteso alla regolamentazione dell'attività venatoria».
«A due settimane dalla chiusura della stagione, il Consiglio di Stato riconosce anche nella sostanza la correttezza della nostra azione amministrativa», commenta l'assessore regionale alla caccia Paolo Panontin. «Senza nulla togliere alle legittime forme di avversione alla caccia della Lac, sono soddisfatto perché siamo riusciti a riaffermare con successo la legittimità e correttezza del mio operato e della mia direzione», ha dichiarato Panontin.


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