Home  › Territorio e sicurezza

Emilia-Romagna, nuovo piano rifiuti: «paghi quanto butti»

di Mauro Calabrese

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Progressiva chiusura di quasi tutte le discariche attive, riduzione del numero degli inceneritori, adozione diffusa della tariffa puntuale, sono questi gli obiettivi della Legge regionale n.16 del 5 ottobre 2015 che il nuovo Piano regionale dei rifiuti fino al 2020, approvato dalla Giunta regionale dell’Emilia Romagna, dovrà tradurre in pratica. Il raggiungimento di questi ambiziosi propositi passa attraverso la creazione di una filiera integrata su tutto il territorio della Regione che punti alla prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia e smaltimento, nel rispetto della gerarchia dei rifiuti, fino al raggiungimento di soglie superiori a quelle previste dalla normativa europea.

Il Piano
Il Nuovo Piano messo a punto dalla Giunta regionale, che passa ora all’Assemblea per la definitiva approvazione in tempi brevi e senza sostanziali modifiche all’impianto generale degli obiettivi prefissati, prevede l’aumento della raccolta differenziata fino al 73%, la riduzione di una percentuale compresa tra il 20 e il 25% per la produzione pro-capite di rifiuti e del 5% dello smaltimento in discarica, assicurando l’autosufficienza a livello regionale della gestione definitiva degli scarti.
Nelle intenzioni della Presidenza della Regione, l’implementazione di un servizio efficiente e integrato, con il completamento della filiera dei rifiuti, porterà la crescita e lo sviluppo delle aziende emiliano-romagnole attive nel settore della Green Economy, anche attraverso la promozione della sottoscrizione di appositi Accordi volontari per la valorizzazione delle frazioni di rifiuti differenziati, partendo dal raggiungimento dell’obiettivo di quote di riciclo di almeno il 70% di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico.

Riduzione dei rifiuti prodotti
Tra le novità più rilevanti del futuro Piano, infatti, c’è l’adozione integrata e uniforme di principi e azioni a livello di bacino regionale, per razionalizzare i servizi e, nel contempo, ridurre sia i costi che la quantità di rifiuti, così da portare, progressivamente, al definitivo spegnimento di almeno due degli otto inceneritori attivi nella Regione e al mantenimento in servizio di massimo tre discariche, destinate in particolare ad accogliere i rifiuti speciali. Primo obiettivo sarà, nel solco delle novità proposte, l’adozione diffusa della tariffa puntuale, secondo il principio "paghi quanto butti", che comporta un maggior esborso correlato al quantitativo crescente di rifiuti conferiti e, in parallelo, la previsione di incentivi per il riciclo, così da ridurre le bollette degli utenti.

Oltre gli obiettivi europei
Ulteriore aspetto di rottura con la vecchia gestione, consiste nella fissazione di obiettivi in tema di gestione dei rifiuti superiori a quelli stabiliti dalla normativa vigente dell’Unione Europea che, ricordiamo, prevedono, attraverso il rigoroso rispetto della gerarchia dei rifiuti, il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata al 2025 e del 65% entro il 2030, nonché lo smaltimento e il conferimento in discarica al 10% entro il 2030, dalla attuale soglia media italiana vicina al 40%.

Inceneritore di Parma
Uno dei primi risultati dell’integrazione e della razionale gestione degli impianti della Regione Emilia Romagna previsti dal nuovo Piano, comporterà l’aumento dell’utilizzo del nuovo inceneritore di Parma, così da ricevere i rifiuti urbani delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, in sostituzione delle meno remunerative, in termini di conferimento, 60 mila tonnellate annue di rifiuti speciali che l’impianto tratta attualmente, anche provenienti da fuori Regione. Ferma la quantità massima di rifiuti inceneriti alle previste 130 mila tonnellate, attraverso una parificazione dei costi di smaltimento per le Province interessate, si prevede, pertanto, di ridurre i tempi di ammortamento dei costi di realizzazione dell’impianto da parte del gestore.
L’effetto economico preventivato dovrebbe portare, nelle intenzioni della Giunta emiliano-romagnola, a una riduzione, per gli utenti della Provincia di Parma, della tariffa unica di smaltimento di circa il 10%, grazie alla condivisione dei costi con le altre municipalità coinvolte, oltre al riconoscimento di una indennità di disagio ambientale pari a 11 euro per ogni tonnellata di rifiuto conferito, a beneficio dei Comuni parmensi posti nelle vicinanze dell’inceneritore, in aggiunta alle risorse del Fondo d'ambito di incentivazione previsto dalla Legge regionale sui rifiuti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA