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Calendari venatori, il Cdm anticipa la chiusura della caccia in 7 Regioni

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Governo interviene di forza e modifica i calendari venatori approvati dalle Regioni. Nell'ultimo Consiglio dei ministri di venerdì scorso, è stato deliberato l'esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni Toscana, Calabria, Liguria, Marche, Puglia, Lombardia e Umbria, disponendo la rettifica del loro calendario venatorio con la chiusura della caccia al 20 gennaio 2016 per le specie tordo bottaccio, beccaccia e cesena.

Le ragioni
Una storia che si ripete. Già un anno fa, infatti, il Cdm era intervenuto in questo modo ai danni di alcune Regioni (allora si trattava di Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Marche). Ora, come allora, l'intervento si è reso necessario per evitare che il limite al 31 gennaio fissato dalle Regioni interessate in attuazione alla legge nazionale 157/1992, facesse coincidere la stagione della caccia di una o più delle specie indicate con il periodo prenuziale o di riproduzione, determinando cosi una violazione della normativa europea - la direttiva 2009/147/CE in materia di conservazione degli uccelli selvatici - e andando ad aggravare la posizione dell'Italia rispetto all'eventuale chiusura negativa del caso Eu-Pilot 6955/2014, avviato dalla Commissione europea.

La vicenda
Già dal luglio dello scorso anno e in diverse successive occasioni il Governo aveva provveduto a sensibilizzare gli enti territoriali ad adottare le modifiche ai calendari che erano risultati non conformi.
Da ultimo lo scorso 23 dicembre le Regioni inadempienti, nove in tutto, erano state diffidate a provvedere entro 15 giorni ad adottare i necessari provvedimenti di modifica dei calendari, ma il mancato adempimento da parte di alcune ha reso necessario il ricorso all'esercizio dei poteri sostitutivi.

La clausola su eventuali modifiche successive
«Nello spirito della più leale collaborazione tra le amministrazioni pubbliche» - si legge nella nota di Palazzo Chigi - il Ministro dell'ambiente ha proposto e ottenuto l'inserimento di una clausola che determina l'invalidità delle delibere, nell'ipotesi in cui le Regioni territorialmente competenti provvedano a intervenire sui rispettivi calendari entro il 19 gennaio 2016, termine ultimo utile per provvedere all'adozione delle modifiche richieste.


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