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L'Ocse: crollo degli investimenti nelle infrastrutture pubbliche locali in tutta la Ue

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Dal 2010 oltre il 40 % degli enti infrastatali dell'Ue ha registrato un calo degli investimenti infrastrutturali, con una diminuzione superiore al 10 % nel 38 % delle regioni, secondo un' indagine condotta a livello europeo dal Comitato delle regioni e dei poteri locali (CdR) e dall'Ocse.

Lo studio di Ocse-CdR
L'indagine ha riguardato quasi 300 rappresentanti di 255 regioni, città, contee e comuni rurali degli Stati membri dell'Ue. I risultati sono stati discussi dai rappresentanti regionali e locali dell'Ue assieme al vicesegretario generale dell'Ocse, Mari Kiviniemi, nel corso di una riunione della commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell'Ue (Coter) del CdR tenutasi recentemente a Bruxelles.
«Questa prima indagine congiunta indica che i problemi di governance sono importanti quanto la mancanza di finanziamenti. Il calo degli investimenti è dovuto alla diminuzione dei finanziamenti pubblici, ma è anche il risultato della mancanza di coordinamento tra il governo nazionale e gli enti infrastatali per quanto concerne la pianificazione e il finanziamento dei progetti infrastrutturali, una situazione che sta ritardando le realizzazioni delle imprese private. Dobbiamo migliorare in misura significativa la collaborazione tra il governo, gli enti infrastatali, il settore privato e le università, allo scopo di generare risultati e stimolare l'innovazione nel settore», ha affermato il Presidente dell'assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'Ue, Markku Markkula.

Approcci innovativi e buone pratiche
Nella consultazione sono stati inoltre passati in rassegna approcci innovativi e buone pratiche. «L'indagine indica che molti enti infrastatali europei stanno migliorando la governance degli investimenti infrastrutturali» ha detto Kaviniemi, aggiungendo che «ad esempio, il piano infrastrutturale di Londra per il 2050 oppure la riqualificazione del centro urbano di Łódź, in Polonia, con più di 100 partner pubblici e privati, sono stati due esempi tra i più interessanti. Il CdR e l'Ocse possono svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'apprendimento delle buone pratiche in questo settore».
«Agli enti locali e regionali è riconducibile il 55 % di tutti gli investimenti pubblici», ha sottolineato il presidente della commissione Coter Raffaele Cattaneo, mettendo in evidenza che «il CdR è pienamente impegnato a migliorare la pianificazione infrastrutturale a medio termine e a intensificare la collaborazione tra le amministrazioni contigue. Le soluzioni a livello nazionale e quelle sul piano locale dovrebbero completarsi a vicenda, altrimenti le sovrapposizioni e gli ostacoli burocratici rischiano di scoraggiare gli investitori privati e di rallentare l'esecuzione dei lavori».


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