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Eolico, la Regione Sicilia mette un freno alle installazioni selvagge

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Regione siciliana fissa rigidi criteri per l’individuazione delle aree ritenute non idonee all’insediamento di impianti eolici di potenza superiore a 20 KW, per scongiurare l’eccessiva concentrazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili e l’installazione in aree a forte valenza ambientale, culturale e paesaggistica o che presentino gravi vulnerabilità legate al rischio idrogeologico.

La Legge
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 49 del 27 novembre, entra in vigore la Legge Regionale 20 novembre 2015, n. 29, recante “Norme in materia di tutela delle aree caratterizzate da vulnerabilità ambientale e valenze ambientali e paesaggistiche” che individua le aree non idonee all’insediamento di impianti eolici e fissa le modalità procedurali per la dimostrazione, da parte del soggetto richiedente l’Autorizzazione Unica agli impianti di energia rinnovabili, della disponibilità giuridica delle aree interessate dal progetto.
Il provvedimento legislativo regionale, che si compone di soli 4 articoli, ai sensi delle disposizioni del Decreto 10 settembre 2010 del Ministero dello Sviluppo Economico, recante le “Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, prevede, innanzitutto, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della stessa, l’emanazione di un apposito Decreto del Presidente della Regione, a seguito di adeguata istruttoria, che stabilisca i criteri e individui le aree non idonee, tenendo, altresì conto delle concentrazione di impianti rinnovabili già esistenti.

Decreto Ministeriale
Ai sensi del Dlgs n. 387/2003, di “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità”, ai fini della razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative, per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili è previsto il rilascio, da parte della Regione o della Provincia delegata, di un’Autorizzazione Unica conforme alle normative in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico.
Il citato Dm 10 settembre 2010, in attuazione della richiamata normativa statale, individua le linee guida del procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, al fine di garantire il corretto inserimento degli impianti, in particolare quelli eolici, nel paesaggio, realizzando il contemperamento fra le esigenze di sviluppo economico e sociale con quelle di tutela dell'ambiente e di conservazione delle risorse naturali e culturali nelle attività regionali di programmazione e amministrative.
Il punto n.17 del Dm, pur con l’esigenza di velocizzare l’iter autorizzativo e la messa in esercizio degli impianti, assegna alle Regioni e Province autonome la potestà di individuare le aree non idonee all’installazione di specifiche tipologie di impianti, in virtù delle necessità di tutela dell'ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale, non compatibili con l'insediamento.
Nell’esercizio delle proprie competenze, gli Enti locali devono conciliare le politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili, individuando le singole aree non idonee nell'ambito di atti di programmazione congruenti con la quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili loro assegnata, cd “burden sharing”, eventualmente tenendo conto di quanto già previsto dal piano paesaggistico e in congruenza con lo specifico obiettivo di produzione energetica.

I criteri
Nell’individuazione delle aree non idonee alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza superiore a 20 kW, in linea con gli obiettivi del citato Dm, la Regione Sicilia, in particolare, prevede si tenga conto delle specifiche condizioni e tipologie di siti, innanzitutto per le zone di rischio specifico, come le aree che presentano una particolare vulnerabilità ambientale, individuate in quelle per le quali è stato apposto il vincolo idrogeologico; come pure le aree caratterizzate da elevata pericolosità ovvero rischio idrogeologico, come delimitate dai Piani di assetto idrogeologico regionale.
Si dovranno tenere, inoltre, in particolare considerazione le aree di maggiore pregio, come le aree individuate come beni paesaggistici ai sensi del Dlgs n. 42/2004, cd “Codice dei beni culturali e del paesaggio”; tutte le aree di particolare pregio ambientale, come i Siti di Importanza Comunitaria (Sic), le Zone di Protezione Speciale (Zps), le “Important Bird Areas’” (Iba) e i siti di Rete Natura 2000, la Rete Ecologica Siciliana (Res), i siti Ramsar e le Zone Speciali di Conservazione (Zsc), i Parchi e le Riserve naturali regionali, le Oasi di protezione e rifugio della fauna, i rimanenti Geositi; ancora, le aree di pregio agricolo e beneficiarie di contribuzioni per la valorizzazione della produzione di eccellenza siciliana o di pregio paesaggistico in quanto testimonianza della tradizione agricola della regione; e infine, le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, a vincolo archeologico, le zone di rispetto delle zone umide e/o di nidificazione e transito d’avifauna migratoria o protetta.

La disponibilità giuridica
All’articolo 2, la Legge Regionale 29/2015, dispone che il richiedente la prevista Autorizzazione Unica alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia (Iafr), fornisca adeguata dimostrazione della disponibilità giuridica dei suoli interessati dal progetto di installazione, allegando una specifica documentazione alla relativa istanza, quali il titolo di proprietà ovvero di altro diritto reale di godimento desumibile dai registri immobiliari; ovvero, gli atti negoziali mortis causa o inter vivos, a efficacia reale o obbligatoria, di durata coerente rispetto al periodo di esercizio dell’impianto, in regola con le norme fiscali sulla registrazione e debitamente trascritti; oppure, ancora, i provvedimenti di concessione o assegnazione del suolo rilasciati dall’autorità competente.
Inoltre, alla medesima istanza, il proponente dovrà allegare, per le opere legate alla realizzazione degli impianti, la documentazione riportante l’estensione, i confini e i dati catastali delle aree interessate, il piano particellare, l’elenco delle ditte nonché copia delle comunicazioni ai soggetti interessati dell’avvio del procedimento di autorizzazione per costruzione di nuove linee o per varianti a quelle esistenti, necessaria per la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità e di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.

Norma transitoria
In ultimo, il provvedimento della Regione Sicilia prevede l’applicabilità delle nuove disposizioni anche in relazione ai procedimenti in corso e che non siano ancora stati definiti dalla apposita Conferenza di Servizi decisoria alla data del 27 novembre 2015, data di entrata in vigore della legge.


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