Home  › Territorio e sicurezza

Veicoli da rottamare, legittima l'ordinanza di sgombero dell'area per carenze igienico-ambientali

di Lorenzo Camarda

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

È il Sindaco, quale ufficiale di governo, che ha il potere di emanare un’ordinanza contingibile e urgente in materia igienico-sanitaria, anche nel caso di sgombero di aree destinate all’alienazione e alla rottamazione di automibili fonti di inquinamento. È quanto si ricava dalla decisione della quinta sezione del Consiglio di Stato n. 5377 del 27 novembre scorso.

Il caso
Una Sas titolare di un’area (destinata a centro di raccolta di veicoli sottoposti a sequestro giudiziario) si configura come un vero e proprio ammasso di auto in disuso accatastate e i cui relitti hanno causato un inquinamento del terreno sottostante non impermeabilizzato (come risulta dal verbale dell’Unità operativa dell’Asl di Caserta).  Ricorre al Tar Campania la società interessata contro l’ordinanza contingibile ed urgente adottata dal Sindaco di Casagiove per lo sgombero dell’area per ragioni igienico-sanitarie. I motivi del ricorso sono: l’incompetenza del Sindaco ad emanare un’ordinanza in materia igienico-sanitaria; la mancanza del preavviso dell’avvio del procedimento, l’erronea procedura in materia di area destinata a deposito auto per sequestro giudiziario.  Il Tar Campania respinge il ricorso. Segue quindi il ricorso in appello.

In diritto
Circa la prima censura (incompetenza del Sindaco) la materia è disciplinata dall’articolo 54 del Tuel che attribuisce al Sindaco, nelle vesti di ufficiale di governo, il potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti allorquando si verifichino delle situazioni che impongono un tempestivo provvedimento a tutela della salute pubblica, stante un pericolo attuale e concreto. E non vi è dubbio che sussistano queste circostanze, come risulta dal verbale dell’Asl competente.
Circa la seconda censura (mancanza del preavviso dell’avvio del procedimento) la materia è disciplinata dalla legge n. 241/1990 che prevede, tra le deroghe all’obbligo del preavviso dell’avvio del procedimento, anche il caso delle ordinanze contingibili ed urgenti. Sul punto si è espressa chiaramente copiosa giurisprudenza (ex multis Tar Toscana, sez. II, 21 gennaio 2009) e puntuale dottrina (Mariuzzo).
Circa la terza censura (erronea procedura inerente ad un centro di raccolta di veicoli sottoposti a sequestro giudiziario), la disciplina in materia va allargata all’allocazione in tale area di auto da rottamare che richiede la specifica autorizzazione regionale (Dpr n. 815/1982) in quanto gli autoveicoli fuori uso sono espressamente annoverati tra i rifiuti speciali. Autorizzazione di cui peraltro la Società appellante è sprovvista.

Conclusioni
Per i motivi di cui sopra il Consiglio di Stato respinge anche l’appello.


© RIPRODUZIONE RISERVATA