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Aree urbane degradate, accolta la richiesta di proroga dei termini del bando

di Redazione Anci

Il termine di presentazione delle domande relative alla partecipazione dei Comuni al bando per la presentazione di proposte per la riqualificazione delle aree urbane degradate è stato prorogato dal 30 novembre al 2 dicembre. I Comuni che non sono riusciti a inviare la propria domanda di finanziamento avranno quindi la possibilità di farlo inoltrando il loro progetto entro la mezzanotte di mercoledì. La decisione è stata presa - a seguito della richiesta Anci - dalla Presidenza del Consiglio a causa di motivi tecnici connessi al funzionamento della casella mail Pec di ricezione delle proposte.

I malfunzionamenti della Pec
A seguito delle segnalazioni di numerosi Comuni e alla proficua collaborazione delle Anci Regionali che hanno tempestivamente segnalato l'impossibilità di inviare la documentazione richiesta dal bando, l'Anci aveva immediatamente sollecitato la Presidenza a risolvere quanto prima il problema. Un problema che rischiava d'impedire alle Amministrazioni Comunali (impegnate in soli 30 giorni a predisporre tutta la documentazione richiesta) di inviare la propria candidatura.

Il bando
Il bando dà attuazione a una disposizione normativa contenuta nella legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi 431 e seguenti della legge 190/2014) e prevede il finanziamento diretto ai Comuni senza limiti demografici, di progetti di riqualificazione di aree urbane degradate per un totale di circa 200 milioni di euro.
Si tratta di un provvedimento che è stato presentato a ridosso della scadenza. Inoltre il testo proposto inizialmente all'Anci, nel corso dell'istruttoria tecnica, presentava delle grosse criticità che impedivano di fatto la partecipazione dei Comuni. Numerose le perplessità che erano già state espresse dall'Anci in sede tecnica.

Il ruolo dell'Anci
Al fine di fugare ogni equivoco sulle responsabilità dell'Anci in merito alla gestione di questo progetto, si vuole, in questa sede ripercorrere la corposa attività svolta dall'Associazione.
Con i correttivi richiesti dall'Associazione, e condivisi dai vari ministeri, sono stati introdotti elementi di chiarezza, nonché inseriti indicatori oggettivi che hanno consentito ai Comuni di poter presentare domanda di finanziamento.
Per agevolare i Comuni nella verifica dell'ammissibilità delle aree l'Anci, in collaborazione con Istat, ha raccolto tutte le variabili necessarie per il calcolo degli indicatori. Inoltre per facilitare il relativo calcolo, e quindi verificare l' ammissibilità delle aree, l'Associazione ha predisposto un foglio di calcolo con cui i Comuni hanno potuto verificare gli indici richiesti semplicemente inserendo le informazioni Istat.
Consapevoli che potevano esserci ulteriori criticità e che potevano generarsi equivoci da una diversa lettura di alcuni termini contenuti nel provvedimento, l'Anci (nonostante che la norma primaria non gli attribuisse alcun ruolo in questa fase) nell'interesse dei Comuni, ha elaborato e condiviso con le Amministrazioni titolari del bando diverse Faq che chiarivano questi aspetti.
Le Faq sono state pubblicate sia sui siti istituzionali sia sul Quotidiano degli enti locali e Pa del Sole 24 Ore.


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