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Riforma del codice della nautica da diporto: l'impatto sui Comuni

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 2015, la legge 167/2015 per la delegaal Governo sulla riforma del codice della nautica da diporto. Il Governo dovrà adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, insieme a altri ministeri, uno o più decreti legislativi di revisione e integrazione del Dlgs 18 luglio 2005 n. 171 (codice della nautica da diporto) per la disciplina di alcune materie, tra le quali, con riferimento a quelli che interessano maggiormente le pubbliche amministrazioni, vanno segnalate: il regime amministrativo per la navigazione delle unità da diporto; l'attività di controllo in materia di sicurezza della navigazione da diporto e di prevenzione degli incidenti in prossimità della costa; l'aggiornamento dei requisiti psicofisici necessari per il conseguimento della patente nautica.

Sicurezza
Saranno previsti interventi sulle attività di controllo in materia di sicurezza della navigazione da diporto e di prevenzione degli incidenti in prossimità della costa con l'obiettivo della salvaguardia della vita umana in mare e nelle acque interne, anche in relazione alle attività che si svolgono nelle medesime acque, con particolare riferimento all'attività subacquea. Ci saranno interventi in materia di revisione della disciplina sanzionatoria, in relazione alla gravità e al pregiudizio arrecato alla tutela degli interessi pubblici nonché alla natura del pericolo derivante da condotte illecite, al fine di garantire comunque l'effettività degli istituti sanzionatori.

Ambiente
Sarà introdotta una regolamentazione puntuale della disciplina della nautica, allo scopo di tutelare l'ecosistema e di vietare l'ancoraggio al fondale nelle aree marine protette all'interno del campo boa, dei campi di ormeggio attrezzati, anche con l'impiego di tecnologie informatiche e telematiche, nelle zone di riserva generale (zone B ) o di riserva parziale (zone C ), per le unità da diporto autorizzate alla navigazione, prevedendo una riserva di ormeggi alle imbarcazioni a vela.

Demanio
Interventi del legislatore dovranno essere attuati in materia di destinazione d'uso per la nautica minore delle strutture demaniali, pontili, arenili e piazzali, che presentino caratteristiche particolarmente idonee per essere utilizzati quali ricovero a secco (dry storage) di piccole imbarcazioni, garantendo comunque la fruizione pubblica delle medesime aree.
Sarà prevista l'equiparazione, a tutti gli effetti, alle strutture ricettive all'aria aperta, delle strutture organizzate per sosta e pernottamento di turisti all'interno delle proprie imbarcazioni ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato, secondo i requisiti stabiliti dal ministero dei Trasporti, sentiti i ministeri dei Beni e delle attività culturali e del turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

La cultura del mare
Particolare interesse, nella legge in commento, è la possibilità che prevede l'eventuale inserimento della cultura del mare e dell'insegnamento dell'educazione marinara nei piani formativi scolastici, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche attraverso l'attivazione di specifici corsi e l'istituzione della giornata del mare nelle scuole.
Verrà istituito l'elenco nazionale, aggiornato, degli istruttori professionali, consultabile nel sito istituzionale della Federazione italiana vela (FIV) e della Lega navale italiana (LNI) e nei siti dei Comuni nel cui territorio sono presenti centri velici.


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