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«Legge luce»: meno costi e più risparmio energetico con le nuove norme della Lombardia

di Mauro Calabrese

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La Regione Lombardia introduce nuove norme per la riduzione dell’inquinamento luminoso e il risparmio energetico nell’illuminazione esterna, attraverso la semplificazione amministrativa e l’efficientamento economico, riducendo l’impatto ambientale e al tempo stesso i costi sostenuti dai Comuni.

La Legge Regionale
Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia la Legge Regionale 5 ottobre 2015 n. 31, recante “Misure di efficientamento energetico dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e conseguente riduzione dell’inquinamento luminoso” (Burl, Suppl. n.41 del 9 ottobre 2015), che, in conformità alla Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull’Efficienza energetica, sostituisce la Legge n.17/2000.
Quella che è stata definita come la nuova “Legge Luce”, si inserisce nella strategia di attuazione del Programma energetico ambientale regionale (Pear), approvato lo scorso giugno, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici da fonte fossile programmando una riduzione dei consumi tra l’8 e il 12 per cento e un aumento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Il Pear
Il Programma energetico ambientale regionale (Pear) costituisce lo strumento di programmazione strategica in ambito energetico e ambientale, con cui la Regione Lombardia definisce i propri obiettivi di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (Fer), in coerenza con le quote obbligatorie di utilizzo delle stesse assegnate alle Regioni nell’ambito del cosiddetto decreto “burden sharing” e con la nuova Programmazione Comunitaria 2014-2020.
Il Pear, inoltre, fa propri gli orientamenti definiti dall’Unione europea nell’ambito del quadro regolamentare inerente al Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020, che coniuga gli obiettivi energetici e ambientali con quelli economici, quali crescita, Pil, innovazione, con quelli sociali, come nuova occupazione, migliore qualità della vita, sviluppo sostenibile, attraverso azioni dirette al raggiungimento e, se possibile, al superamento degli obiettivi 2020 in un’ottica di sostenibilità ambientale, competitività e sviluppo durevole.

Gli obiettivi
La nuova disciplina si prefigge obiettivi di efficientamento degli impianti di illuminazione esterna attraverso l’impiego di sorgenti luminose a ridotto consumo e a elevate prestazioni illuminotecniche, nonché, attraverso il risparmio energetico, di contenimento dell’illuminazione artificiale ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 di “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica”, che fissa l'obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico nella riduzione, entro l'anno 2020, di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria, pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale, conteggiati a partire dal 2010, in coerenza con la Strategia Energetica nazionale e al cui raggiungimento possono concorrere le Regioni, insieme agli Enti Locali, in attuazione dei propri strumenti di programmazione energetica.
Contemporaneamente, la Legge n. 31/2015 mira alla salvaguardia delle condizioni naturali nelle zone di particolare tutela dall’inquinamento luminoso e la riduzione dell’inquinamento luminoso sul territorio regionale, nell’interesse della tutela della salute umana dei cittadini, della biodiversità e degli equilibri ecologici.

Gli strumenti
Al raggiungimento di tali obiettivi, la nuova disciplina intende pervenire, attraverso un apposito Regolamento di definizione delle norme tecniche che sarà adottato dalla Giunta Regionale, anche tramite una più efficace progettazione degli impianti di illuminazione esterna, con l’ottimizzazione dei consumi, dei costi di esercizio e di manutenzione, nonché con la prevenzione del deterioramento della qualità della illuminazione nel tempo.
Al tempo stesso, si prevede di ottimizzare e innovare i servizi pubblici di illuminazione mediante azioni di promozione, di sostegno e di incentivazione all’impiego diffuso di materiali e tecnologie, hardware e software, complementari per l’erogazione di servizi integrati all’impianto di illuminazione, anche wi-fi, per finalità di videosorveglianza, comunicazione, monitoraggio del traffico, gestione della viabilità e dei parcheggi, erogazione del servizio di ricarica ai veicoli elettrici e per ogni altra esigenza di cittadini, imprese e istituzioni, secondo il modello della “smart city”.
La Legge dispone, quindi, che tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna sul territorio della Regione dovranno essere progettati e realizzati in maniera più efficiente, sia dal punto di vista della resa che dei costi, oltre a garantire la riduzione della dispersione luminosa, il raggiungimento di elevati standards di prestazione energetica, il rispetto della sicurezza fotobiologica, la tutela della biodiversità e degli equilibri biologici.

La proprietà pubblica
Nell’ottica della razionalizzare della proprietà e della gestione della illuminazione pubblica, è previsto il vincolo della proprietà pubblica per tutti i nuovi impianti di illuminazione rispondenti alle prescrizione della nuova Legge, con l’attribuzione alla Regione delle funzioni di coordinamento e di indirizzo ai fini della riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso e l’assegnazione ai Comuni della competenza per l’accertamento delle violazioni e l’irrogazione delle relative sanzioni, insieme alle funzioni di vigilanza e controllo.

Il Sit
È, quindi, prevista l’implementazione del Sistema informativo territoriale regionale (SIT) con i dati relativi agli impianti di pubblica illuminazione esterna, con la creazione di una sorta di “catasto” per la georefenziazione degli impianti, dedicato al monitoraggio e all’analisi dei dati forniti dai Comuni.

Il Daie
In sostituzione del precedente Piano regolatore dell’illuminazione comunale (Pric), si prevede, da parte dei Comuni, l’approvazione del nuovo Documento di Analisi dell’Illuminazione Esterna (Daie), il quale, per individuare le potenzialità di intervento sugli impianti di illuminazione pubblica e per conseguire un adeguato risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento luminoso, conterrà tutta una serie di informazioni, in ambito locale, per il censimento degli impianti esistenti, la verifica della rispondenza ai criteri di legge, la suddivisione del territorio in zone differenziate in termini di sensibilità all’inquinamento luminoso, l’individuazione delle misure di efficientamento, risparmio, riqualificazione e acquisizione pubblica. Previsti inoltre obblighi informativi per i gestori privati e norme di tutela per la tutela contro l’inquinamento luminoso, con l’attribuzione di uno status particolare a favore di osservatori astronomici, parchi naturali e aree di particolare rilevanza naturale e ambientale.

Il tavolo tecnico
La nuova Legge è stata sviluppata perseguendo un percorso di ampia concertazione tra i vari stakeholders, riuniti in un apposito tavolo tecnico dedicato alla valutazione delle diverse esigenze e alla selezione delle migliori alternative, con il coinvolgimento, tra gli altri, di Anci Lombardia, Legambiente, Wwf, associazioni di categoria dei produttori e progettisti dell'illuminazione e dei fornitori di servizi, ordini professionali e altri Enti o Associazioni interessati.


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