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Emergenza migranti, i Comuni del Veneto «chiamano» le Prefetture

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Maggior collaborazione tra le istituzioni e un'adeguata programmazione territoriale degli interventi per l'accoglienza. Sono queste le richieste di Anci Veneto per affrontare l'emergenza migranti. Il direttivo dell'associazione ha elaborato un documento con cui chiede alle prefetture della Regione «garanzie e tutele minime» per gestire «al meglio e senza detrimento per i territori e la cittadinanza» la difficile situazione.
Dura la denuncia di Anci Veneto su quanto accaduto finora: il sistema di accoglienza ha dimostrato lacune e inefficienze che vanno pesantemente a gravare sui Comuni.
Serve una pianificazione condivisa tra Prefetture e sindaci che «dovranno essere informati preventivamente su ogni decisione che interessi direttamente o indirettamente il territorio comunale». Soprattutto sui bandi predisposti dalle Prefetture per l'appalto dei servizi di accoglienza.
Il documento di Anci Veneto articola la questione in cinque punti programmatici: riconoscimento del diritto di asilo, tutela della salute, ordine e sicurezza pubblica, lavori di pubblica utilità e bandi per l'organizzazione dell'accoglienza.

Riconoscimento del diritto di asilo
Al primo punto, l'accelerazione dei tempi di disbrigo delle pratiche riconoscimento del diritto di asilo. Non più di 30 giorni, come previsto dalla direttiva 2005/85/Ce, anche potenziando il numero delle Commissioni presso le Prefetture e il loro organico grazie alll'impiego di personale disponibile o soprannumerario di altri enti.
Serve anche un intervento legislativo che consenta di ridurre tempi e gradi di giudizio relativi ai ricorsi avverso le decisioni delle commissioni territoriali, in modo da fissare tempi certi per la definizione dello status giuridico dei singoli ed assumere i conseguenti provvedimenti relativi all'accoglienza o al rimpatrio.

Salute e sicurezza pubblica
In linea generale, vanno adottate tutte le misure idonee a garantire la sicurezza dei cittadini e l'ordine pubblico, evitando in ogni caso raggruppamenti di soggetti provenienti da paesi diversi, in particolare se in situazioni di conflitto.
L'associazione affronta poi la questione sanitaria. Vanno definiti protocolli regionali per percorsi sanitari di screening e di accoglienza sanitaria, a tutela della salute del singolo e della comunità.

Lavori di pubblica utilità
Va prevista la possibilità di far svolgere direttamente ai migranti attività dì volontariato di pubblica utilità e di sostegno sociale per il territorio, tramite lavori socialmente utili, con oneri assicurativi a carico dello Stato. L'Anci Veneto chiede che queste attività, coordinate dai Comuni, vadano «regolamentate in modo da escludere qualsivoglia responsabilità dei Comuni».

Accoglienza in appalto
I Comuni interessati devono poter valutare i bandi predisposti dalle Prefetture per l'appalto dei servizi di accoglienza. Ma, preliminarmente - ricorda il documento - ai bandi devono essere ammessi soltanto quelle cooperative sociali o associazioni di volontariato che dimostrino di avere i requisiti di legge, di essere in possesso dei certificati antimafia secondo il codice dei contratti pubblici e di poter organizzare vitto e alloggio, di disporre di operatori esperti nell'accoglienza, mediatori linguistici, psicologi e un servizio di trasporto per accompagnare i profughi in questure per le pratiche amministrative, in ospedale o nei presidi sanitari.
A margine l'Anci Veneto suggerisce che si assicuri, per quanto possibile, il principio della prossimità con il territorio interessato sia dei soggetti individuati per l'accoglienza sia per le relative forniture.


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