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Legge europea 2014, niente proroghe sugli affidamenti diretti dei servizi di igiene urbana

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Niente proroga della scadenza naturale degli affidamenti diretti di servizi pubblici locali, in particolare per i servizi comunali di igiene urbana, non conformi alla normativa europea, a favore di società a partecipazione pubblica che non siano già quotate in borsa alla data del 31 dicembre 2004.

Le procedure di infrazione
Con l’entrata in vigore della Legge 29 luglio 2015, n. 115, recante “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.178 del 3 agosto 2015, si è cercato di porre rimedio alle Procedure di infrazione comunitaria n. 2012/2050 e n.2011/4003, per violazione del diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici e concessioni, derivante da affidamenti diretti di servizi di igiene urbana e di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti locali, da parte di alcuni comuni, a società a partecipazione pubblica quotate in borsa o da queste controllate.
Secondo i rilievi della Commissione, viola l’interpretazione giurisprudenziale della normativa comunitaria, la disposizione che consente di prorogare gli affidamenti, senza procedura a evidenza pubblica, a società quotate al 1 ottobre 2003, o controllate da altre società che siano quotate in borsa alla stessa data, in quanto la partecipazione anche minoritaria di una impresa privata nel capitale di una società, cui partecipa anche l’amministrazione aggiudicatrice interessata, “esclude in ogni caso che tale amministrazione possa esercitare sulla detta società un controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi”. Al tempo stesso, non conforme è stata ritenuta la proroga al 31 dicembre 2020 della definitiva cessazione degli affidamenti assentiti a società poste, dopo il 31 dicembre 2004, sotto il controllo di società quotate in borsa a seguito di operazioni societarie svolte in assenza di procedure conformi alle norme dell’Unione Europea in materia.

Le nuove scadenze
L’articolo 8 della Legge 115/2015, a tal fine, provvede a modificare la normativa transitoria introdotta dal comma 22 dell'articolo 34 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221), relativamente alla scadenza degli affidamenti diretti di servizi pubblici locali. La modifica introdotta, prevede che gli affidamenti senza gara di servizi, purché affidati a società quotate in borsa prima del 31 dicembre 2004 o a società da queste controllate, cessano alla scadenza naturale del contratto di servizio, ovvero improrogabilmente al 31 dicembre 2020 per quelli per i quali non è prevista alcuna scadenza.
Inoltre, il nuovo disposto del comma 22 dell’articolo 34 citato, prevede che gli affidamenti diretti, a società poste sotto il controllo di altre quotate con procedure difformi ai principi e alle disposizioni comunitari, cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’Ente affidante, il 31 dicembre 2018 o alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto, se anteriori.

Gli affidamenti diretti
La scelta delle modalità di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e quella relativa all’oggetto degli affidamenti, nel rispetto della normativa vigente, deve perseguire la maggiore efficacia rispetto alle finalità di interesse generale dagli enti territoriali e l’efficienza ed economicità, in termini di costi di fornitura dei servizi, nell’interesse degli utenti e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, nel rispetto dei principi di concorrenza e nel quadro di una logica di sussidiarietà orizzontale.
A tal fine, gli enti locali devono adeguatamente motivare le proprie scelte di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, per mezzo di una valutazione comparativa di convenienza, predisponendo le relazioni che, ai sensi del comma 20 del citato articolo 34 del Dl 179/2012, devono essere debitamente pubblicizzate sul sito internet dell’Ente Locale affidante e sull’Osservatorio dei servizi pubblici, dando “conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste”, nel rispetto della disciplina europea e della parità tra gli operatori, rendendo così trasparenti le motivazioni tanto della costituzione del soggetto in house quanto dell’affidamento diretto del servizio.

La Legge europea 2014
La Legge europea n. 115/2015, composta di 30 articoli, prevede una serie di misure abrogative o modificative finalizzare a risolvere ben 14 procedure di infrazione e 11 casi pre-contenziosi “Eu Pilot” per il non corretto recepimento della normativa comunitaria, toccando disposizioni in materia di libera circolazione delle merci, libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali, giustizia e sicurezza, trasporti, fiscalità, dogane e aiuti di Stato, lavoro e di politica sociale, salute pubblica e sicurezza alimentare, ambiente ed energia e, infine, protezione civile.
Da segnalare, tra le altre, il disposto dell’articolo 16 che, modificando il testo dell’articolo 88, comma 2, lettera g-bis), del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, “Testo Unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro”, estende il campo di applicazione della normativa in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro anche ai lavori edili o di ingegneria civile che si svolgono all’interno di cantieri temporanei o mobili, come quelli di rifacimento di impianti interni che necessitino di assistenze murarie, quali demolizioni, trasformazione, rinnovamento, riparazione, intonacature, verniciature, con esclusione soli lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile.

Rifiuti da imballaggio
In particolare, sempre in materia di interesse ambientale, l’articolo 23 del provvedimento, recante “Disposizioni finalizzate al corretto recepimento della direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio. Procedura di infrazione n. 2014/2123”, prevede alcune modifiche al Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.152, cd Codice ambiente, ampliando l’ambito di applicazione della relativa disciplina, prevedendo nel novero dei soggetti coinvolti anche i produttori o gli utilizzatori di imballaggi o rifiuti di imballaggio, nonché stabilendo l’applicazione delle modalità di progettazione e di produzione degli imballaggi a tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell'Unione europea e correggendo le disposizioni in tema di requisiti essenziali.
Ancora, il medesimo articolo, modifica le definizioni contenute nel Codice dell’Ambiente di “riciclaggio organico” e di “accordo volontario” al fine di renderle perfettamente conformi alla corrispondente definizione contemplata dalla Direttiva europea, oltre a correggere un errore materiale contenuto nell’Allegato E alla parte quarta del Dlgs n. 152/2006 e relativo agli obiettivi di riciclaggio per i materiali contenuti nei rifiuti di imballaggio da conseguire entro la fine del 2008.

Terzo pacchetto energia
Infine, si segnala l’articolo 26 della Legge 115/2015, dedicato alle “Disposizioni per la corretta attuazione del terzo pacchetto energia. Procedura di infrazione n. 2014/2286”, che rafforza i poteri dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico (Aeegsi), aumentandone l’indipendenza dal Ministero dello Sviluppo Economico, traferendo le funzioni regolatorie del piano decennale di sviluppo della rete oltre che in relazione alla disciplina del bilanciamento di merito economico, alle condizioni di accesso alle infrastrutture transfrontaliere, alle sanzioni pecuniarie commisurare al fatturato delle imprese responsabili e al potere di sostituzione del gestore del sistema di trasporto del gas naturale nel caso di violazione persistente dei propri obblighi.


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