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Antenne Muos in Sicilia compatibili con l'ambiente, ma da approfondire gli effetti sulla salute

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Verificata l’istruttoria circa la compatibilità ambientale dell’opera, gli atti regionali di autorizzazione alla realizzazione delle antenne del Muos meritano un adeguato approfondimento con particolare riguardo ai rischi e all'effettiva pericolosità delle emanazioni elettromagnetiche per la salute umana delle popolazioni dei territori circostanti e per il traffico aereo che si svolge nel vicino aeroporto di Comiso.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa
Con una decisione a sorpresa, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, con la sentenza 3 settembre 2015 n. 581, ha ribaltato il disposto della sentenza di primo grado emanata dal Tar Sicilia, accogliendo parzialmente sia il ricorso dello Stato avverso l’annullamento della revoca regionale di ritiro delle autorizzazioni, sia il ricorso originario proposto dal Comune di Niscemi avverso gli originari provvedimenti autorizzatori della contestata opera.
La Corte, stigmatizzando le difficoltà per l’azione amministrativa a causa della frammentazione e della eccessiva moltiplicazione dei centri decisionali e della incapacità degli organi politici di bilanciare gli interessi superindividuali nei settori sensibili, ha cercato di dipanare la complessa vicenda politico-giudiziaria, riformando la citata pronuncia di primo grado e annullando, sia i provvedimenti di annullamento in autotutela delle autorizzazioni che il provvedimento di revoca degli stessi da parte della Regione Siciliana, rinviando la decisione definitiva sulla legittimità dell’opera all’esito di una articolata integrazione dell’istruttoria tecnica.

Il Muos
Il Mobile User Objective System (Muos), è un sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza e a banda stretta, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, per migliorare le trasmissione e l’acquisizione dei dati emessi dai droni addetti alla sicurezza nell’intero Mediterraneo, composto da quattro satelliti (più uno di riserva) e quattro stazioni di terra, una delle quali, autorizzata nel 2011 e completata nel 2014, è localizzata a Niscemi, in Sicilia. La stazione terrestre del sistema Muos prevede l’installazione di tre grandi antenne circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri.
La struttura satellitare, posizionata all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, nell’ambito della rete ecologica “Natura 2000”, all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (Sic), è attualmente posta sotto sequestro per ordine della Procura di Caltagirone, confermato poi dal Tribunale del Riesame di Catania, che contesta la mancanza di tutte le autorizzazioni sotto il profilo ambientale, ricadendo all’interno di una riserva naturale della Regione.

La revoca delle revoche
Nel merito dell’appello, il Collegio ha definitivamente annullato la cosiddetta “revoca delle revoche”, quale duplice e contrario esercizio di autotutela, adottata dalla Regione Siciliana, più per ragioni politiche, che per un approfondito vaglio amministrativo, con cui si procedeva a ritirare gli atti di revoca, in realtà più propriamente di annullamento, delle originarie concessioni amministrative alla realizzazione dell’opera.
Ad avviso dei giudici, la Regione siciliana, dopo aver annullato d’ufficio le originarie autorizzazioni del 2011, per dichiarate esigenze di protezione della salute, dell’ambiente e della sicurezza del traffico aereo in partenza dal vicino aeroporto, ha successivamente, in maniera illegittima, ritenuto di poter validamente ritirare il medesimo annullamento sulla base della sola considerazione della ravvisata insussistenza di pericoli per la salute, ignorando del tutto gli ulteriori profili.

L’annullamento dell’autorizzazione
Per la Corte siciliana di appello, inoltre, pur senza statuire definitivamente sulla validità delle relative autorizzazioni, deve essere sanzionata l’erronea ricostruzione del Tribunale di primo grado circa la scadenza dell’autorizzazione paesaggistica quinquennale, ma al tempo stesso devono essere giudicati totalmente illegittimi anche gli atti regionali di ritiro, in quanto manifestamente insufficiente l’istruttoria sulla cui base furono adottati, in rapporto a quella, riconosciuta valida, svolta in sede di rilascio delle autorizzazioni ritirate.
Secondo il Consiglio, inoltre, tali provvedimenti di ritiro non hanno tenuto adeguatamente conto degli esiti favorevoli degli atti istruttori acquisiti in sede di conferenza dei servizi e da parte dei competenti organi di tutela ambientale, quanto piuttosto sono stati emessi sulla spinta di un diffuso sentimento di protesta della popolazione.

Il ricorso del Comune di Niscemi
Alla luce della complessa ricostruzione e motivazione della Sentenza del Collegio, l’annullamento della sentenza di primo grado comporta, quindi, che, una volta rimossi in via giurisdizionale sia la revoca delle revoche sia i ritirati annullamenti d’ufficio, l’esame della controversia deve ricondursi all’originario ricorso proposto dal Comune di Niscemi, in primo grado dichiarato, erroneamente, improcedibile.
Respinte preliminarmente le doglianze del Comune relativamente alla carenza delle necessarie valutazioni di natura ambientale, i motivi dedotti ritenuti ammissibili, riguardano, quindi, l’omessa o insufficiente istruttoria e valutazione, da parte delle autorità preposte, dell’incidenza sulla popolazione delle emissioni generate dall’impianto del Muos, anche in cumulo con quelle derivanti da altri impianti di trasmissione esistenti, e dei conseguenti rischi per la salute.

Il Collegio dei Verificatori
Tuttavia, per il Consiglio di Giustizia Amministrativa, al fine di esaustivamente esaminare le questioni riguardanti i vizi delle autorizzazioni originarie del giugno 2011, è necessario disporre un approfondimento di istruttoria, attraverso la nomina di un Collegio di verificatori, composto da cinque membri, di cui uno nominato dal Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), un altro dal Presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) e dai tre Ministri competenti, quali il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministro della Salute, e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per i profili attinenti alla navigazione aerea, in ragione dei pericoli per la sicurezza pubblica e, quindi, anche per la salute delle popolazioni, ipoteticamente riconducibili al pericolo di incidenti aerei.
Il Collegio, rinviando la prosecuzione del giudizio all’udienza del 16 dicembre 2015, ha disposto quindi che i verificatori accertino quale sia l’effettiva consistenza e quali siano gli effetti, anche sulla salute umana, delle emissioni elettromagnetiche generate dall’impianto Muos, quando funzionante, sia isolatamente sia in cumulo con gli impianti di radiotrasmissione già esistenti; se tali emissioni siano conformi, o no, alla normativa in materia di tutela dalle esposizioni elettromagnetiche, di tutela ambientale delle aree SIC e di prevenzione antisismica; se le emissioni elettromagnetiche dell’impianto Muos possano mettere in pericolo, tenendo conto anche della possibilità di un errore di puntamento delle antenne, la sicurezza del traffico aereo civile.


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