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Annullate le ordinanze del sindaco contro il rumore della stazione

di Mauro Calabrese

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Non compete alcun potere ai Sindaci di emanare ordinanze contingibili e urgenti per il contenimento e l’abbattimento del rumore derivante dal traffico notturno della stazione ferroviaria, nemmeno per ragioni di tutela della salute pubblica o dell’ambiente, trattandosi di servizi pubblici essenziali.

Il Tar Lombardia
Così ha deciso il Tar Lombardia, Milano, Sezione III, con la sentenza n. 1920 del 2 settembre 2015, annullando le ordinanze contingibili e urgenti, tutte di identico contenuto, con cui il Sindaco del Comune di Como, di fronte alla situazione di forte disagio della popolazione interessata, aveva imposto al gestore del servizio pubblico di trasporto ferroviario regionale e alle società responsabili del traffico ferroviario della Regione Lombardia e della gestione della locale Stazione ferroviaria alcune stringenti prescrizioni in merito all’abbattimento del rumore provocato.
Ad avviso dei giudici amministrativi di primo grado, non può essere riconosciuta alcuna competenza ai Sindaci, nemmeno esercitando i propri poteri di urgenza riconosciuti dall’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali, essendo riservato, ai sensi della Legge 26 ottobre 1995, n. 447, allo Stato centrale, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, il potere di intervenire con provvedimenti di inibizione delle emissioni sonore che possano influire sull’esercizio dei servizi pubblici essenziali, tra cui rientrano anche le linee ferroviarie.

Le ordinanze
I provvedimenti impugnati dalle società del settore ferroviario, rendevano di fatto impossibile l’esercizio del servizio ferroviario nella fascia oraria notturna dalle ore 22.00 alle ore 06.00, imponendo da un lato il divieto assoluto di svolgere le attività di preparazione di attivazione dei treni, attività essenziale per la preparazione alla partenza dei primi convogli, e dall’altro lato vietando l’utilizzo di annunci con l'ausilio di altoparlanti, strumento essenziale per le finalità informative e di sicurezza degli operatori e degli utenti del servizio ferroviario, non sostituibile, come ricorda la pronuncia del Tar, con strumenti alternativi, come monitor o display, che non garantiscono la stessa immediatezza ed efficacia della comunicazione.
Le ordinanze del Sindaco imponevano quindi alle società coinvolte di predisporre un piano di contenimento e abbattimento del rumore, per la risoluzione delle emissioni oltre i limiti, e di mantenere in termini ristrettissimi i tempi di preaccensione delle motrici al fine di ridurre al minimo l'impatto esistente delle sorgenti sonore.

Inquinamento acustico
La Legge n. 447/1995, “Legge Quadro in materia di inquinamento acustico”, che stabilisce i princìpi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico, attribuisce allo Stato il compito di adottare appositi piani pluriennali destinati alla riduzione e contenimento delle emissioni sonore prodotte per lo svolgimento di servizi pubblici essenziali, tra cui le linee ferroviarie, le metropolitane, le autostrade e le strade statali, nei limiti appositamente stabiliti per ogni specifico sistema di trasporto, nel rispetto delle competenze degli Enti Locali.
Di fronte a eccezionali e urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente, l’articolo 9, comma 1, della medesima Legge, attribuisce ai Sindaci, Presidenti di Provincia o Regione, accanto al Ministro dell'Ambiente e al Presidente del Consiglio dei Ministri, nell'ambito delle rispettive competenze, il potere di emanare ordinanze di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, compresa la facoltà di disporre l'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Subito dopo, tuttavia, al secondo comma, la medesima disposizione riserva esclusivamente al Presidente del Consiglio dei Ministri tale potere, laddove si verta in materia di servizi pubblici essenziali.
Inoltre, ricostruiscono le motivazioni della pronuncia del Tar, secondo le disposizioni della Legge Quadro sull’inquinamento, le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, in caso di superamento dei valori limiti di emissioni sonore, sono in ogni caso obbligati a predisporre e presentare ai Comuni interessati appositi piani di contenimento e abbattimento del rumore, ma seguendo le specifiche direttive emanate dal Ministro dell'Ambiente con apposito DpR n. 459/1998, specificamente dedicato alla materia dell’inquinamento acustico derivante dal traffico ferroviario, che nelle premesse mette in evidenza “la necessità di armonizzare la legislazione nazionale con quella di altre nazioni europee” nonché “il ruolo essenziale di infrastruttura strategica per lo sviluppo di modalità alternative di trasporto di persone e merci svolto dalle ferrovie”.

Conclusioni
In conclusione, ricorda il Tar Lombardia, alla luce della normativa quadro sull’inquinamento acustico, è devoluta allo Stato la competenza esclusiva a disciplinare le emissioni e immissioni sonore prodotte nello svolgimento di servizi pubblici essenziali, soprattutto per quanto riguarda il trasporto ferroviario, compresa la gestione e l’attività di uno scalo ferroviario, con la conseguenza che le emissioni e immissioni sonore prodotte da quest'ultima attività non possono essere direttamente regolate dagli Enti locali.

 


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