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Sfruttamento agricolo, Cittalia sul progetto Agree: maggiore coordinamento tra attori locali

di Simone D'Antonio

Il contrasto allo sfruttamento agricolo passa attraverso un impegno diretto di Comuni e società civile per migliorare le condizioni di vita e di lavoro in particolare dei migranti coinvolti nel fenomeno. Dall'analisi comparativa svolta da Cittalia, Associazione Bruno Trentin e altri partner spagnoli e rumeni coinvolti nel progetto europeo Agree emergono similitudini e differenze dei sistemi agricoli nei vari paesi ma anche il diverso impatto che lo sfruttamento agricolo presenta sui territori e sulle vittime. Lo sviluppo di un'agricoltura più industrializzata e fortemente orientata al mercato rappresenta in Italia e in Spagna la causa principale per cui si ricorre massicciamente a una manodopera a basso costo, spesso privata dei diritti fondamentali.

Lo studio di Cittalia
L'analisi realizzata dal gruppo di ricerca italiano sulla zona dell'Agro Pontino evidenzia il forte distacco in termini di servizi e di inclusione sociale tra il contesto urbano di Latina e le coltivazioni limitrofe, sebbene si riscontri una forte stanzialità dei lavoratori che necessiterebbero non solo dei servizi di mediazione culturale (offerti spesso dalla rete locale di associazioni e sindacati) ma anche di una maggiore integrazione con il contesto locale. La ricerca svolta da Cittalia evidenzia una diffusione uniforme delle modalità di sfruttamento sia sui lavoratori dotati di permesso di soggiorno che su quelli irregolari. È soprattutto nelle piccole aziende agricole a conduzione familiare che si concentrano fenomeni di sfruttamento, secondo l'indagine, con l'obiettivo di ridurre i costi e aumentare i ricavi soprattutto lì dove i margini di guadagno sono necessariamente più bassi che rispetto alle grandi aziende.

Le strategia
Il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali locali nella definizione di forme di coordinamento e misure di contrasto allo sfruttamento rappresenta una necessità non solo nell'Agro Pontino ma anche nelle altre zone europee considerate dalla ricerca (le zone agricole della Catalogna e quelle di Covasna e Bacau per la Romania).
Dai comuni alle associazioni di categoria passando per sindacati e associazioni locali, sono numerosi i soggetti che il progetto Agree sta facendo incontrare nei tre contesti locali presi in esame dalla ricerca attraverso un programma di incontri che punta a diffondere tra la cittadinanza una maggiore sensibilità e attenzione nei confronti del tema. Tali incontri, avviati in Italia a metà marzo a Latina, puntano a contrastare gli effetti peggiori della debolezza strutturale del sistema agricolo che si sostanziano in aumento dello sfruttamento ai danni dei lavoratori migranti: allo stesso tempo si punta a premiare le aziende che non ricorrono a tali pratiche, attraverso la definizione di un bollino di qualità che certifichi e promuova tra consumatori locali le produzioni ottenute senza sfruttamento.


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