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Demanio: conclusa la consultazione sul riutilizzo, fari aperti al pubblico per tutto settembre

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Si è chiusa la consultazioni pubblica online lanciata a giugno dall'Agenzia del demanio (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa l'11 giugno 2015) per raccogliere proposte e suggerimenti sul progetto Valore-Paese Fari sulla valorizzazione futura di 11 fari di proprietà dello Stato, di cui 4 proposti dal ministero della Difesa.
Il modello ipotizzato è quello della lighthouse accommodation: i fari, ora automatizzati, possono essere riconvertiti in strutture turistico-culturali, punti informativi e ristorativi, come avviene in molti paesi esteri. Un'iniziativa di valorizzazione, ma anche di tutela, che punta a rilanciare l'economia dei territori e a generare lavoro attraverso concessioni di lungo periodo a favore di idee imprenditoriali.
Terminata questa prima fase esplorativa, nelle prossime settimane il Demanio procederà a redigere i bandi di gara in base alle indicazioni emerse in merito alle procedure di concessione dei fari, ai costi di recupero e gli investimenti attesi, la durata e il canone annuo della concessione.
Intanto, nel corso di tutto il mese di settembre l'Agenzia ha organizzato le #OpenLighthouseDays con la collaborazione del Wwf e del Touring Club Italiano: a partire dal 7 settembre saranno aperti alle visite 7 degli 11 fari inseriti nel progetto, in Sicilia, Campania e Puglia. Tutti coloro che vogliono visitare i fari possono pre-accreditarsi su questo sito.

I dati emersi
Secondo i risultati delreport sulla consultazione, su 1.140 email raccolte, suddivise tra manifestazioni di interesse, richieste di informazioni, proposte e email generiche, la quasi totalità dei partecipanti si è espressa a favore di una valorizzazione dei fari secondo un modello di lighthouse accomodation ed una valorizzazione delle strutture esistenti grazie ad un restauro conservativo ed eco-sostenibile. L'87% dei partecipanti suggerisce infatti che quella dell'accoglienza turistica, ricettiva, ristorativa o promozionale, appare la formula migliore per consentire il recupero ed il mantenimento del faro e la salvaguardia e lo sviluppo del contesto ambientale in cui è inserito. E in ogni caso si è evidenziata la necessità che l'attività sviluppata all'interno del faro possa essere occasione di lancio anche di un'impresa sociale, altamente innovativa e sostenibile a livello economico, culturale e ambientale, green al 100%, ad impatto e km 0.

Come valorizzarli
Si ribadisce, però, che una soluzione di accoglienza turistica debba essere complementare ad altre attività e servizi di tipo ricreativo, sociale, culturale, per lo sport, per la promozione dei prodotti tipici e la scoperta del territorio, da definire e declinare in funzione del contesto sociale. Il recupero e il riuso del faro deve per questo essere fortemente innestato su un progetto di valorizzazione culturale, sociale e ambientale, rendendo il faro un luogo da vivere a 360 gradi, garantendo una connessione costante tra struttura e contesto.
I fari più amati sono risultati essere i due dell'Isola del Giglio, Faro di Capel Rosso e Faro di Punta del Fenaio, seguono il Faro di San Domino alle Isole Tremiti, il Faro di Punta Imperatore a Forio d'Ischia, il Faro di Capo Grosso a Levanzo, il Faro Formiche di Grosseto sull'isolotto Formica Grande, il Faro di Murro di Porco a Siracusa, il Faro di Capo d'Orso a Maiori, il Faro di Brucoli ad Augusta, il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica e il Faro di Capo Rizzuto.


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