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Urbact, esperienze di sviluppo urbano sostenibile delle città italiane

di Simone D'Antonio

La promozione dello sviluppo urbano sostenibile in Europa passa anche attraverso l'azione di decine di città italiane coinvolte nel Programma Urbact, che ha riassunto i risultati delle azioni intraprese dalle sue reti tematiche nei report finali dei progetti conclusi negli ultimi mesi. A pochi giorni dalla proclamazione dei progetti che intraprenderanno la fase di sviluppo di Urbact III, la nuova edizione del bando, le lessons learned dai progetti terminati di recente rappresentano un utile spunto per il miglioramento delle politiche di sviluppo locale su una pluralità di temi.

Le esperienze a confronto
Dalla mobilità al riuso degli spazi urbani, dall'alimentazione sostenibile alle economie creative: i progetti Urbact hanno fatto emergere negli ultimi anni una serie di pratiche partecipative e indicazioni utili per riorientare in senso europeo l'azione delle amministrazioni locali italiane.
È il caso di Napoli, che con il progetto USE-ACT ha coinvolto università, pianificatori urbani e associazioni di categoria per trovare soluzioni comuni al ritilizzo degli spazi urbani abbandonati: il confronto, tra le altre, con le esperienze di Dublino, Riga e Istanbul hanno permesso di individuare nuove forme di governance metropolitana sul tema e una maggiore collaborazione tra istituzioni e portatori di interessi locali.
Reggio Emilia, leader del progetto Enter.Hub ha invece messo in luce le caratteristiche ideali di un hub di trasporto di una città di medie dimensioni, ricavandone indicazioni utili a migliorare il collegamento infrastrutturale e culturale tra la Stazione Mediopadana dell'Alta Velocità e il contesto cittadino. Migliorare l'accesso alle tecnologie per ridurre le diseguaglianze sul territorio, rendere le stazioni pezzi integranti del contesto urbano e utilizzare open data e Ict per migliorare servizi e trasparenza sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento finale, che riassume i risultati dell'azione intrapresa in collaborazione, tra le altre, con città europee come Lodz, Porto e Girona.
Coniugare il miglioramento dei servizi sanitari alla crescita del territorio è il tema di fondo su cui si è sviluppata l'azione di Novara, che assieme a città come Leeds, Tartu e Eindhoven ha sviluppato nel network 4D Cities una serie di linee-guida per le amministrazioni che intendono puntare sul settore sanitario per sostenere l'imprenditorialità e la ricerca sul territorio. L'armonizzazione tra il capitale di conoscenze presenti nel contesto urbano e il settore sanitario passa, secondo il progetto, attraverso il sostegno a università e start-up presenti in città per mettere davvero l'innovazione al servizio del cittadino.
La promozione dell'alimentazione sostenibile come fattore di crescita sociale e economica del contesto urbano è il tema che ha accomunato l'azione di Messina e Fermo, rispettivamente nei progetti Sustainable Food for Urban Communities. Mentre Messina ha confrontato con città europee del calibro di Bruxelles e Goteborg il suo modello di collaborazione tra scuole e produttori agricoli del territorio per la diffusione di una migliore cultura dell'alimentazione sin dall'infanzia, Fermo ha ricavato utili indicazioni per rendere eventi e specificità gastronomiche del territorio un elemento decisivo per la crescita turistica della città, sulla scorta di quanto realizzato ad esempio nella città spagnola di Burgos, con impatto positivo su diversi settori produttivi.
Gli altri quindici rapporti confezionati sulla base delle esperienze realizzate dalle città italiane sono disponibili all'indirizzo http://urbact.eu/.


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