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Inceneritori di rifiuti, dall'Ue il fattore di correzione climatico per l'efficienza energetica

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Introdotto nella Direttiva Rifiuti 2008/98/CE un fattore di compensazione per il calcolo dell’efficienza energetica degli impianti di incenerimento dei rifiuti che tenga conto dell’impatto delle condizioni climatiche relative al sito di localizzazione dell’impianto stesso, per raggiungere la parità di condizioni nell’Unione Europea.

La Direttiva
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, Serie L, n. 184/13 del 11 luglio 2015 della Direttiva n. 2015/1127/UE la Commissione Europea ha provveduto a sostituire l'Allegato II della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, cosiddetta “Direttiva Rifiuti” (recepita in Italia dal Dlgs 3 dicembre 2010, n. 205 di modifica del Dlgs 152/2006), intervenendo sull’elenco, non esaustivo, e sui fattori delle operazioni di recupero.
L’articolo 3 della Direttiva 2008/98/CE, che contiene l’elenco delle definizioni ai sensi della normativa sui rifiuti, qualifica come «recupero» “qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale”.

Il fattore di correzione climatico
Nel dettaglio, la Direttiva 2015/1127/Ue riguarda gli impianti di incenerimento destinati al trattamento dei rifiuti solidi urbani che possono rientrare nel novero della operazione di recupero “R1” (“Utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia”) di cui al citato Allegato II, soltanto se dimostrano di raggiungere una determinata soglia di efficienza energetica, calcolata la specifica formula R1 di efficienza energetica, di cui al medesimo Allegato.
A seguito dell’espletamento di prove e verifiche tecniche è emerso che le particolari condizioni climatiche di localizzazione dei singoli impianti all’interno dell’Unione Europea possono influenzare la resa inceneritori destinati al trattamento di rifiuti solidi urbani, in termini di quantitativi di energia che possono essere tecnicamente usati o prodotti sotto forma di energia elettrica, riscaldamento, raffreddamento o vapore industriale, alterando l’equilibrio delle condizioni tra i diversi Stati Membri.
Per tale ragione la Commissione ha ritenuto ragionevole prevedere l’introduzione, nella formula R1 citata, di un fattore di correzione climatico (cd “Climate Correction Factor –Ccf”, nell’acronimo inglese), per tenere conto nel calcolo della efficienza energetica del singolo impianto delle condizioni climatiche locali relative al sito degli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani.
Pertanto, entro il termine di recepimento del 31 luglio 2016, in tutto il territorio dell’Unione, per il calcolo dell’operazione R1, il valore della formula di efficienza energetica dovrà essere moltiplicato per un fattore di correzione climatico (Ccf), a sua volta differenziato a seconda che si applichi agli impianti funzionanti e autorizzati in conformità della normativa dell’Unione applicabile anteriormente al 1 settembre 2015, ovvero a quelli autorizzati dopo il 31 agosto 2015 e per gli impianti di cui al punto precedente, a partire dal 31 dicembre 2029.

La normativa italiana
La previsione a livello comunitario del fattore di correzione climatico, per una volta, segue l’esempio di quanto previsto nella legislazione italiana con il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 7 agosto 2013 (pubblicato sulla GU, Serie Generale, n.193 del 19 agosto 2013, entrato in vigore il 22 agosto 2013), che ha adottato un apposito fattore di correzione “Kc” all'interno del nota 4 dell'allegato C del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.152, cd Codice dell’Ambiente, relativamente alla formula per il calcolo dell’efficienza energetica degli impianti di incenerimento sul territorio nazionale in relazione alle condizioni climatiche.
Il fattore di correzione Kc tiene infatti conto che, come dimostrato dallo studio della Confederation of European Waste-To-Energy Plants (Cewep) del marzo 2009, gli impianti di incenerimento situati in paesi con climi più caldi presentano dei rendimenti energetici più bassi rispetto a quelli situati in aree più fredde a causa delle diverse condizioni climatiche.


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