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Niente avvalimento per l'iscrizione all'albo dei gestori ambientali

di Massimiliano Atelli

La quinta sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata, con la decisione 28 luglio 2015, n. 3698, sull'applicabilità dell’istituto dell'avvalimento con riguardo all'iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali di cui all'articolo 212 del Dlgs n. 152 del 2006.

Il principio di diritto
In genere il rilascio della certificazione di qualità aziendale, identificabile con la capacità dell’imprenditore di organizzare i propri processi produttivi e le proprie risorse al fine di corrispondere, nella maniera più opportuna, alle richieste della stazione appaltante, costituisce la conclusione di un percorso che vede impegnata l'intera struttura aziendale; quindi proprio la stretta relazione che sussiste tra l'ottimale gestione dell'impresa nel suo complesso ed il riconoscimento della qualità rende tale certificazione un requisito connotato da un'implicita soggettività (anche se rientra fra i requisiti di ordine speciale e, più precisamente, tecnico-organizzativo) e come tale non cedibile ad altre imprese se disgiunta dall'intero complesso aziendale in capo al quale è stato riconosciuto il sistema di qualità.
È questo l’orientamento giurisprudenziale da preferire, ha osservato il Consiglio d Stato, atteso che la certificazione di qualità, finalizzata ad assicurare l’esigenza che l'impresa svolga il servizio secondo un livello minimo di prestazioni accertato da un organismo qualificato, debba essere ascritta tra i requisiti di ordine soggettivo di affidabilità che debbono essere posseduti da chi esegue effettivamente la prestazione.
Non può quindi condividersi l’opposto l’orientamento giurisprudenziale, secondo il quale la disciplina dell'articolo 49 del Dlgs n. 163 del 2006 non pone alcuna limitazione all'avvalimento se non per i requisiti strettamente personali, di carattere generale, di cui ai precedenti articoli 38 e 39, mentre quello della certificazione di qualità - in quanto connesso ad una procedura con la quale un soggetto verificatore esterno all'impresa, terzo e indipendente e a ciò autorizzato, fornisce attestazione scritta che un'attività è conforme ai requisiti specificati da norme tecniche, garantendone la perduranza nel tempo attraverso un'adeguata sorveglianza - dovrebbe essere acquisito come requisito speciale di carattere (pur sempre) tecnico-organizzativo e come tale suscettibile di avvalimento.

Il caso
Nella specie, veniva in contestazione, fra l’altro, l’esclusione di uno dei concorrenti per avere illegittimamente applicato l'istituto dell'avvalimento di cui all'articolo 49 del Dlgs n. 163 del 2006, per supplire alla carenza del requisito soggettivo di iscrizione all'Albo nazionale Gestori ambientali di cui si assumevano sprovviste sia la mandataria che la mandante.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Consiglio di Stato persuade appieno. Non tutto è deducibile in avvalimento, proprio perché la stretta relazione che sussiste tra l'ottimale gestione dell'impresa nel suo complesso ed il riconoscimento della qualità rende tale certificazione un requisito connotato da un'implicita soggettività (anche se rientra fra i requisiti di ordine speciale e, più precisamente, tecnico-organizzativo). Come tale, non è cedibile ad altre imprese se disgiunta dall'intero complesso aziendale in capo al quale è stato riconosciuto il sistema di qualità.

 

 


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