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Per imporre la revisione della patente bastano dubbi sulla capacità di guida

di Massimiliano Atelli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Per l'adozione del provvedimento di revisione della patente di guida (articolo 128, comma 1, del Codice della strada) non è necessario che sia accertata con certezza la responsabilità del conducente, ma solo che sussistano "dubbi" sulla persistenza, in capo al titolare della patente di guida, dei requisiti fisici e psichici prescritti o della idoneità tecnica e, ciò, sulla base della complessiva condotta di guida tenuta (Tar Piemonte Torino sezione II, 13 febbraio 2014, n. 270).
E' un costante orientamento giurisprudenziale ribadito dalla sezione III del Tar Veneto con sentenza 16 luglio 2015, n. 817.

Il principio di diritto
L'adozione del provvedimento poggia tanto sulla la norma violata (articolo 141 comma 2, il quale prevede che "il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile"), quanto sull'articolo 128 comma 1, del codice della strada, laddove si prevede che le Amministrazioni competenti possano sottoporre a visita medica e ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza, nei medesimi, dei requisiti fisici e psichici o dell'idoneità tecnica.

Il caso
Nella specie, veniva impugnato il provvedimento emesso dall'Ufficio della locale sezione coordinata della Motorizzazione civile, diretto a disporre la revisione della patente di guida della categoria B di cui il ricorrente era titolare, avendo questi tamponato il veicolo che lo precedeva, fermo nella colonna, causando un incidente con lesioni personali gravissime a terzi.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Veneto persuade.
La scelta di campo fatta a suo tempo dal legislatore è netta: non è necessario che sia accertata con certezza la responsabilità del conducente, ma è sufficiente che sussistano "dubbi" sulla persistenza, in capo al titolare della patente di guida, dei requisiti fisici e psichici prescritti o della idoneità tecnica e, ciò, sulla base della complessiva condotta di guida tenuta.
Un punto di partenza chiaro, nell'ambito di un tema sempre di attualità (come dimostra la discussione sul cosiddetto omicidio stradale).


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