Territorio e sicurezza

Il "vincolo" sui beni immobili di interesse culturale: la valutazione dell'Amministrazione

a cura della Redazione "PubblicaAmministrazione24"

Beni culturali e ambientali - Effetti provvisori di sottoposizione presuntiva al regime di bene culturale – Articolo 12 Dlgs n. 42/2004 – Superamento del termine – Silenzio significativo – Inconfigurabilità
Nel sistema della verifica prevista dall'articolo 12 del Dlgs n. 42/2004, non è configurabile alcun silenzio significativo idoneo a far cessare quella condizione di bene culturale della cosa oggetto di tutela. Questa conclusione è in linea con l'intera configurazione della verifica dell'articolo 12 del Codice che prevede - in luogo del precedente sistema degli "elenchi" - una presunzione legale relativa di culturalità e una sottoposizione al regime integrale di bene culturale fino a che il procedimento di verifica non si sia espressamente concluso con un provvedimento amministrativo negativo di quell'interesse, con gli effetti di condizione risolutiva di quel regime; ovvero con un provvedimento positivo che conferma e consolida il regime medesimo, spiegando gli effetti di un'ordinaria dichiarazione di bene culturale (articolo 12, comma 7).
D'altra parte, se si considera che il provvedimento negativo ha gli effetti sostanziali di fuoriuscita giuridica del bene dal patrimonio culturale nazionale e di sottrazione al relativo regime, è ragionevole ritenere che le conseguenze giuridiche negative di un'eccessiva durata del procedimento non debbano prevalere, grazie a una fictio iuris, sull'esigenza superiore e immanente della tutela fino a che di questa non si sia dimostrata la mancanza di giustificazione. Non v'è dubbio infatti che - nelle more del completamento del procedimento – quella fuoruscita potrebbe essere di pregiudizio all'integrità effettiva del bene e rendere inutile il ritorno della tutela se, successivamente, ne venisse riconosciuta la buona ragione. Il provvedimento adottato oltre il termine di cui all'articolo 12, consolida legittimamente gli effetti provvisori di sottoposizione presuntiva al regime di bene culturale.

Beni culturali e ambientali - Articolo 12 Dlgs n. 42/2004 – Superamento del termine – Silenzio significativo – Inconfigurabilità
Risulta nullo l'atto di compravendita stipulato in presenza di una condizione di inalienabilità del bene, perdurante non solo dopo l'avvio del procedimento di verifica dell'interesse storico-artistico, ma fino all'atto che conclude il procedimento nel senso dell'irrilevanza culturale della cosa.

Beni culturali e ambientali – Procedimento di verifica dell'interesse storico artistico di un bene – Bene appartenente ad un ente pubblico o a persona giuridica privata senza fine di lucro – Bene appartenente ad un privato - Motivazione – Differenza
A fronte di procedimenti volti alla verifica dell'interesse storico-artistico di un bene che appartiene ad un ente pubblico o a persona giuridica privata senza fine di lucro, e che dunque è presunto bene culturale in ragione di tale appartenenza, la motivazione del provvedimento di tutela non deve dar conto della presenza di un interesse particolarmente importante, che deve invece caratterizzare la cosa oggetto di dichiarazione di bene culturale quando appartenga a privati (cfr articolo 10, comma 3, del Codice).

Beni culturali e ambientali - Valutazione di interesse storico- artistico – Stato di degrado del bene – Incompatibilità – Inconfigurabilità
Lo stato di degrado del bene non è incompatibile con una valutazione di interesse storico-artistico-architettonico. La giurisprudenza ha più volte affermato che un manufatto in condizione di degrado ben può costituire oggetto di tutela storico-artistica, sia per i valori che ancora presenta, sia per evitarne l'ulteriore degrado (Consiglio di Stato, VI, 3 aprile 2003, n. 1718; 3 settembre 2001 n. 4591; 28 dicembre 2000 n. 7034; 30 novembre 1995 n. 1362; cfr, più recentemente, Consiglio di Stato, VI, 8 aprile 2015, n. 1779, per cui "lo stato di parziale distruzione o di cattiva manutenzione o conservazione di un bene non osta alla dichiarazione di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante ai sensi dell'articolo 10 Dlgs, n. 42 del 2004, restando rimesso all'apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione preposta all'imposizione e gestione del vincolo la valutazione dell'idoneità delle rimanenze ad esprimere il valore che si intende tutelare; potere tecnico-discrezionale, nella specie correttamente e attendibilmente esercitato").
Consiglio di Stato, Sezione 6, Sentenza 16 luglio 2015, n. 3560

Vincolo storico-artistico - Decreto di imposizione - Parte dell'immobile sopravvissuta agli interventi di demolizione - Valutazioni sulla rilevanza storico-artistica - Stato di parziale distruzione o di cattiva manutenzione o conservazione di un bene - Ostacolo alla dichiarazione di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante ai sensi dell'articolo 10 Dlgs, n. 42 del 2004 - Esclusione - Apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione preposta all'imposizione e gestione del vincolo
Lo stato di parziale distruzione o di cattiva manutenzione o conservazione di un bene non osta alla dichiarazione di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante ai sensi dell'articolo 10 Dlgs, n.42 del 2004, restando rimesso all'apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione preposta all'imposizione e gestione del vincolo la valutazione dell'idoneità delle rimanenze ad esprimere il valore che si intende tutelare; potere tecnico-discrezionale, nella specie correttamente e attendibilmente esercitato.
Consiglio di Stato, Sezione 6, Sentenza del 8 aprile 2015, n. 1779

Beni culturali - Dichiarazione di interesse culturale di una scultura - Opere di restauro - Modifica delle originarie fattezze dell'opera - Impugnazione del vincolo - Accoglimento - Fattispecie
Il bene culturale viene individuato a seguito di procedimento di verifica, che culmina in una dichiarazione dell'interesse culturale; l'accertamento dell'interesse culturale che caratterizza ontologicamente il bene, è il risultato di valutazioni tecnico-discrezionali compiute dalla pubblica amministrazione sulla scorta di criteri tecnico-scientifici del settore di scienza umanistica che, di volta in volta, viene in rilievo (storia dell'arte, archeologia, entoantropologia, ecc). Sebbene il risultato degli accertamenti e delle valutazioni sia caratterizzato da una componente di fisiologica ed ineliminabile opinabilità, detti accertamenti e giudizi devono essere compiuti, oltre che in aderenza alle risultanze fattuali, in corretta applicazione dei menzionati criteri tecnico-scientifici che informano la materia, funzionali all'accertamento della qualità oggettiva della cosa sub specie di bene di interesse culturale.
Consiglio di Stato, Sezione 6, Sentenza del 11 marzo 2015, n. 1257

Beni culturali e ambientali - Vincolo diretto e indiretto - Differenza
Il nostro ordinamento conosce due distinte forme di tutela, comunemente nota come "vincolo", dei beni immobili di interesse culturale: il vincolo diretto e il vincolo indiretto. Il primo grava per legge sugli immobili di tal tipo che appartengano "allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro", sì che il relativo decreto ha natura ricognitiva, e assume lo scopo pratico di consentire una trascrizione con efficacia pubblicitaria nei registri immobiliari, mentre va costituito con un apposito provvedimento, di carattere stavolta costitutivo, se il bene immobile appartiene a soggetti diversi da quelli elencati (articolo 10 del Dlgs 22 gennaio 2004 n.42). Il secondo (cd vincolo indiretto), in base al quale "Il Ministero ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro", così come previsto dall'art. 45 comma 1 del Dlgs 42/2004, è volto a proteggere la cd "quinta", ovvero il contesto in cui il bene culturale si inserisce: si fa l'esempio di un palazzo storico concepito come sito al centro di un'area libera, che perderebbe la propria identità se venisse circondato da costruzioni moderne su quell'area realizzate. (Amb.dir.)

Beni culturali e ambientali - Vincoli alla disponibilità di un bene di proprietà privata - Stretta interpretazione
Un qualsiasi vincolo alla disponibilità, intesa in senso ampio, di un bene di proprietà privata -garantita in quanto tale dall'articolo 42 Costituzione- non può che essere di stretta interpretazione (Consiglio di Stato sezione VI 12 luglio 2011 n.4198). Nel dubbio, quindi, si dovrà concludere per l'inesistenza, o la minore estensione, del vincolo. (Amb.dir.)
Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia - Brescia, Sezione 1, Sentenza 10 dicembre 2014, n. 1363


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