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Incostituzionale la norma ligure che ha rinviato l'obbligo di trattare i rifiuti

di Paola Rossi

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La Corte costituzionale ha accolto il ricorso del Governo contro la Regione Liguria che aveva procrastinato ben oltre il perimetro della legge statale l'applicazione del divieto di conferire in discarica rifiuti indifferenziati. Con la sentenza n. 149 depositata ieri è stata, infatti, dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 5 della legge della Regione Liguria 5 agosto 2014 n. 21 , che ha introdotto l'articolo 24-bis della legge della Regione Liguria 24 febbraio 2014 n. 1 (Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l'esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti).

La norma regionale illegittima
La norma bocciata stabiliva che i gestori delle discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani «che non siano in grado di assicurare, tramite idonei sistemi di pretrattamento» la separazione fra la frazione secca e quella umida e successiva stabilizzazione di quest'ultima, devono presentare alla Regione e alla Provincia competente, entro il 30 settembre 2014 un programma di adeguamento secondo un «crono-programma» per realizzare gli interventi, che devono concludersi entro il 31 dicembre 2015. Veniva previsto inoltre che i «comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti residenti, che conferiscono i propri rifiuti indifferenziati agli impianti di discarica, devono presentare alla Regione e alla Provincia competente per territorio, entro la data del 31 ottobre 2014, programmi organizzativi». I programmi di adeguamento e organizzativi andavano poi approvati da una conferenza di servizi indetta dalla Provincia (cui partecipava anche la Regione) entro la fine del 2014. Infine, l'ultima disposizione censurata della norma illegittima consentiva di fatto fino all'approvazione dei programmi di adeguamento cioè fino al 31 dicembre 2014 di operare in discarica con le vecchie modalità.

Contrasto con la legge statale...
La disciplina regionale, procrastinando al 31 dicembre 2014 e, con il crono-programma, sino al 31 dicembre 2015, l'entrata in vigore dell'obbligo di collocare in discarica esclusivamente rifiuti trattati, ha consentito il conferimento di rifiuti indifferenziati ben oltre il limite temporale fissato dal Legislatore nazionale in adeguamento alle norme comunitarie. Infatti, la legge statale, con l'articolo 17, comma 1, del Dlgs 13 gennaio 2003 n. 36 ha dato attuazione alla direttiva 1999/31/Ce sulle discariche di rifiuti, e ha previsto tale possibilità solo fino al 31 dicembre 2006, termine poi prorogato al 31 dicembre 2008 dalla Finanziaria 2007. La norma statale stabiliva l'obbligo per le Regioni di adeguarsi.

...di recepimento di norme Ue
La norma ligure è quindi illegittima per aver dettato disposizioni difformi dalla disciplina statale in tema di rifiuti, in violazione della potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale (articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione). Ma nella gerarchia delle fonti normative la censura è motivata anche per contrasto con il primo comma dello stesso articolo della Carta che stabilisce il rispetto dei vincoli imposti dall'ordinamento comunitario, dato che la normativa regionale impugnata dal Governo contrasta con una disciplina statale attuativa di norme Ue.


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