Home  › Territorio e sicurezza

Inquinamento acustico, sì all'ordinanza del sindaco se l'Arpa documenta il superamento dei limiti

di Massimiliano Atelli

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'ordinanza sindacale adottata ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 447/1995, ove si dispone che qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della giunta regionale, il prefetto, il Ministro dell'ambiente, secondo quanto previsto dall'articolo 8 della legge 3 marzo 1987, n. 59, e il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito delle rispettive competenze, con provvedimento motivato, possono ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività, è espressione di un potere sostanzialmente analogo a quello attribuito al sindaco dagli articoli 50 e 54, del Tuel, tanto che le ordinanze di cui si tratta rientrano nella competenza della medesima autorità, ossia del sindaco (Tar Piemonte, sezione I, 12 giugno 2013, n. 708; Tar Lombardia Milano, sezione IV, 23 gennaio 2012, n. 256).
Lo ha chiarito con sentenza del 2 luglio 2015, n. 1528, la sezione IV del Tar Lombardia-Milano
Il principio di diritto
Tali provvedimenti sono diretti al contenimento o all'abbattimento delle emissioni sonore, potendo giungere sino a disporre l'inibitoria totale o parziale di determinate attività, sicché rispetto ad esse è sufficiente che l'organismo tecnico competente abbia rilevato, con i necessari accertamenti tecnici, il superamento dei limiti massimi di inquinamento acustico stabiliti dalla normativa di riferimento.
Invero, il superamento, documentato dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), dei valori limite di rumore differenziale di immissione stabilito dalla vigente normativa, anche se non coinvolgente l'intera collettività ma singoli cittadini, è sufficiente a concretizzare l'eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica, atteso che l'utilizzo del particolare potere di ordinanza "contingibile e urgente", delineato dall'articolo 9, della legge 26 ottobre 1995 n. 447, in ipotesi di accertato superamento dei valori limite, assume carattere pressoché doveroso, tenuto conto sia che l'inquinamento acustico ontologicamente rappresenta una minaccia per la salute pubblica, sia che la suddetta legge non configura alcun potere di intervento amministrativo "ordinario" che consenta di ottenere il risultato dell'immediato abbattimento delle emissioni sonore inquinanti (Tar Umbria Perugia, 15 maggio 2015, n.215).

Il caso
Nella specie, sulla base dei riscontri tecnici effettuati dall'Arpa presso uno stabilimento industriale, all'esito dei quali veniva accertato il superamento del limite differenziale misurato a finestra aperta e a finestra chiusa, durante il tempo di riferimento notturno, il Comune emetteva l'ordinanza con la quale ingiungeva all'impresa di adottare tutti i provvedimenti necessari per il contenimento dei rumori causati dall'impianto.
La sentenza del Tar Lombardia persuade.
Importante appare, in questo quadro, a diversi effetti, soprattutto la conferma del carattere di doverosità dell'ordinanza sindacale, una volta acclarato dall'Arpa il superamento dei valori limite di rumore differenziale di immissione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA