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Tavolini selvaggi, decadenza della concessione solo per violazioni reiterate e verificate

di Tiziana Krasna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Va annullato il provvedimento di decadenza della concessione di suolo pubblico per la sistemazione di tavolini e sedie nel marciapiede antistante un locale commerciale dichiarata per asserite reiterate violazioni sull'uso dello spazio avuto in concessione, consistenti nel porre ostacoli al passaggio dei pedoni sul striscia di marciapiede che doveva essere lasciata libera, quando dal provvedimento impugnato l'unica violazione accertata sia quella risultante da un singolo verbale dei vigili urbani del Comune.
Lo ha chiarito con sentenza del 3 luglio 2015, n. 913 la sezione II del Tar Sardegna.
Le asserite segnalazioni dei cittadini del Comune, di cui è menzione nel provvedimento, non possono infatti, in assenza di una verifica sull'attendibilità delle stesse da parte del Comune tramite accertamenti in loco, essere considerate utili al fine di dedurne la reiterata violazione del regolamento. Peraltro, ha aggiunto il Tar Sardegna, le verifiche in loco sono mancate nonostante l'accertamento in questione rappresenti un'attività alquanto facile, trattandosi di verificare, su area pubblica, l'esistenza o meno di ostacoli che impediscono il libero passaggio dei pedoni sulla striscia di mt 1,50 di marciapiede esclusa dalla concessione; attività che i vigili urbani del Comune potrebbero svolgere facilmente e quasi quotidianamente.

Il caso
Nella specie, parte ricorrente contestava la decadenza della concessione di suolo pubblico per la sistemazione di tavolini e sedie nel marciapiede antistante il locale commerciale di sua proprietà.

Argomenti, spunti e considerazioni
La sentenza del Tar Sardegna persuade.
Non v'ha infatti dubbio che di reiterate violazioni si può parlare solo quando le infrazioni riscontrate siano plurime e riferite ad un dato arco temporale. Così come non è discutibile che le verifiche in loco mancate rappresentino un'attività alquanto facile da realizzare, quasi quotidianamente, trattandosi di verificare, su area pubblica, l'esistenza o meno di ostacoli che impediscono il libero passaggio dei pedoni sulla striscia di marciapiede esclusa dalla concessione.
A queste condizioni, non vi erano alternative reali all'annullamento del provvedimento.


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