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Sicurezza stradale, una guida per orientare gli amministratori locali

di Federica Demaria

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Una bussola per gli amministratori comunali e gli operatori locali che si occupano di sicurezza stradale, per orientarli sulle questioni che rientrano nella riflessione e nel dibattito relativo a questo tema. Con questo spirito è stata redatta la Guida «Indicazioni per la gestione della sicurezza stradale urbana» realizzata dall'Anci con il contributo del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

I contenuti della guida
Uno strumento utile per muoversi nel maremagnun della sicurezza stradale che interseca materie differenti: dall'educazione alla progettazione urbanistica; dalla psicologia alla giurisprudenza; dall'organizzazione ai sistemi tecnologici di gestione dei dati. Un tema a molte dimensioni la cui gestione, anche politica, costituisce una sfida impegnativa per le amministrazioni locali che devono coordinare le diverse politiche territoriali di mobilità, sicurezza, educazione, ambiente, eccetera e, al contempo, attivare collaborazioni con attori esterni che possano contribuire a diffondere una diversa cultura dell'educazione stradale oltre ad integrare le competenze, i punti di vista e le risorse delle amministrazioni. Tutto per ottenere obiettivi rilevanti per la sicurezza e la salute dei cittadini.
I contenuti della Guida, elaborati a partire da contributi originali di diversi esperti nazionali, sono organizzati all'interno degli obiettivi che l'Europa si è data per il 2020 e che sono indicati nella «Comunicazione verso uno spazio europeo della sicurezza stradale» (miglioramento dell'educazione stradale e della preparazione degli utenti della strada; rafforzamento dell'applicazione della normativa stradale; miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali; promozione dell'uso delle moderne tecnologie per migliorare la sicurezza stradale, eccetera).

I dati sugli incidenti
Gli ultimi dati Istat sugli incidenti stradali in ambito urbano mostrano un discreto miglioramento, con un calo dei sinistri gravi e una diminuzione dell'indice di mortalità per quanto riguarda biciclette, motocicli e minicar. I numeri complessivi di incidenti su tutte le strade, anche extraurbane, rimangono comunque molto alti, a dimostrazione che c'è ancora tanto da fare sebbene il lavoro realizzato in questi ultimi anni, a partire dalle città sta portando buoni frutti.
Con riferimento ai risultati conseguiti nel precedente decennio 2001-2010, l'Italia ha ridotto sensibilmente la mortalità, -42 %, passando dai 7.096 morti del 2001 ai 4.114 del 2010, ottenendo un risultato in linea con la media europea. Il trend di riduzione è proseguito anche negli anni successivi con una riduzione del 53% nel 2014 rispetto al 2001, un miglioramento del 19% rispetto al dato 2010 e rispetto al 2013, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-3,77%) e del numero dei morti (-1,62%); in calo anche i feriti (-3,58%).

Strumenti e prospettive
Risultati ottenuti grazie ad una molteplicità di azioni: l'aumento delle dotazioni di sicurezza attiva e passiva dei veicoli, l'introduzione della patente a punti, l'inasprimento delle sanzioni per la guida sotto l'effetto di alcool o droghe, i controlli, la sensibilizzazione, la riduzione della velocità nelle strade urbane, eccetera.
Il dato che emerge con forza è che la sicurezza stradale non è solo una «questione da ingegneri» e va pianificata all'interno di un quadro strategico interdisciplinare di medio-lungo periodo. Esiste uno strumento pensato a questo fine che, però, non ha avuto grande successo presso le amministrazioni comunali italiane e che, forse, varrebbe la pena rilanciare. Si tratta del Piano della sicurezza stradale urbana (Pssu) le cui linee guida sono state emendate nel 2001, e che potrebbero utilmente essere riviste ed aggiornate anche in linea con il nuovo Piano nazionale della sicurezza stradale che sta per entrare in vigore.


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