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Piccoli Comuni/2: Massimo Castelli: «Ecco le nostre proposte»

«Da Cagliari i piccoli Comuni tornano con un documento che presto presenteremo al governo. Un elenco di richieste proposte per definire i recinti entro cui i piccoli enti saranno chiamati ad operare, a cominciare della partita dell'associazionismo. Però deve essere chiaro che ci toccherà lavorare come dei professionisti per arrivare a un risultato definito su cui, con il supporto decisivo dell'Anci, non si tornerà più indietro».
Così Massimo Castelli, il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni Anci, presentando il Manifesto dei piccoli Comunicon le richieste e le proposte da portare all'attenzione del governo nei prossimi giorni. «L'obbligatorietà delle funzioni associate – ha detto Castelli illustrando a grandi linee i contenuti del Manifesto – così com'è oggi mette assieme tante debolezze. L'intercomunalità è un'opportunità per i Comuni e per i territori ma deve trovare una giusta dimensione perché l'Italia non è un'immensa pianura americana ma un Paese con culture, territori e sensibilità diverse tra loro». «Chiederemo quindi più attenzione alle politiche di coesione, il superamento definitivo del Patto di stabilità e che la legge Delrio viaggi di pari passo con i piccoli Comuni perché queste due realtà non sono treni su binari paralleli ma devono trovare un punto di incontro. Non meno Comuni ma più autonomia – ha quindi concluso Castelli – ma dobbiamo essere credibili, lavorando sodo e uscendo da un certo conservatorismo che può bloccare i processi di riforma tanto quanto la giungla di norme che oggi frena le amministrazioni»


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