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Comuni «Ricicloni» 2015, Nord-Est in testa ma cresce la raccolta differenziata nel Centro-Sud

di Mauro Calabrese

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In Italia, nel 2015, sono diventati 1.520 i Comuni censiti da Legambiente che hanno superato la soglia del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti, per una popolazione di quasi 10 milioni di abitanti, contribuendo ad alimentare l’economia circolare del riciclo e del riuso, parte di una “Green Economy” che nel settore del riciclo e ridisegno dei prodotti impiega 150 mila lavoratori.

Il Concorso
Con la consegna a Roma, il 7 luglio 2015, dei premi ai “Comuni Ricicloni”, si è conclusa la XXII edizione del concorso nazionale organizzato da Legambiente, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e la partecipazione delle maggiori associazioni di categoria dell’industria del riciclo e riuso, che valuta le amministrazioni comunali, i consorzi di comuni, le comunità montane che hanno introdotto sistemi efficienti per la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti urbani, il contenimento della produzione dei rifiuti e la loro valorizzazione e che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione, in termini di percentuale della raccolta differenziata avviata a riciclaggio, ma anche in termini di acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

L’edizione 2015
Rispetto alla edizione dello scorso anno, i Comuni Ricicloni 2015 sono cresciuti di 192 unità, in prevalenza distribuiti nel Nord-Est del Paese, tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, ma con una sensibile crescita delle amministrazioni del Centro-Sud, con aumento della percentuale di comuni virtuosi dal 18 al 25% del totale nazionale, in particolare distribuiti tra Marche e Campania, anche grazie alla introduzione di premi e penalità, come l'ecotassa per i rifiuti avviati a discarica e sgravi tariffari a chi ricicla di più.

“Rifiuti Free”
Dei 1.520 totali, sono poi ben 356 i Comuni definiti “Rifiuti Free”, per un totale di circa 1,8 milioni di abitanti, che oltre a essere ricicloni in termini di percentuale della differenziata, nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi pro capite di rifiuto secco indifferenziato, rappresentando un eccellenza rispetto al dato della produzione media nazionale di circa 550 kg per anno, ma anche rispetto alla media europea assestata a quota 510 kg, ancora una volta grazie alla responsabilizzazione dei cittadini, per mezzo di una comunicazione efficace e con politiche tariffarie di incentivazione.

Le Regioni
Salvo il dato di eccellenza del Nord Est, le migliori performance arrivano da Marche, Umbria e dalla sempre più verde Campania, dove la maggioranza dei comuni campani si avvicina o supera la soglia del 65%, con l'eccezione negativa della città di Napoli, rispetto a Regioni del Nord come Piemonte e Lombardia, dove non si registrano miglioramenti, a eccezione della segnalazione di merito della citta di Milano, prima città al di sopra di un milione di abitanti a raggiungere la quota del 50% di raccolta differenziata. Tra i capoluoghi, le sole novità riguardano Mantova, Treviso e Parma.

Il Lazio
Parallelamente al Concorso Nazionale, si è svolta la prima edizione di “Comuni Ricicloni” nel Lazio da parte di Legambiente Lazio, con il supporto dell’Assessorato alle Politiche del Territorio Mobilità e Rifiuti della Regione, che ha svolto un’indagine sulla raccolta dei rifiuti urbani e la successiva analisi dello stato di gestione, anche per individuare i casi virtuosi e le pratiche di buona gestione da promuovere e divulgare, accanto alle situazioni di criticità e potenzialità di miglioramento, con la raccolta di dati attraverso una scheda inviata alle amministrazioni di 115 comuni, comprendenti oltre il 70% degli abitanti del Lazio, che ha visto la premiazione di 11 comuni “ricicloni” oltre la soglia del 65%, il primo dei quali è il Comune di Oriolo Romano (VT) con il 79,67% di differenziata seguito da Castelnuovo di Porto (RM) con il 78,78% e Castelliri (FR) con il 77,60%, con un dato medio regionale assestato al 39%. Positivo anche il dato riguardante la Capitale, salito fino al 40%, rispetto al disarmante 25,7% registrato nel 2012.


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