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Ztl sempre legittima se tutela salute, ambiente e patrimonio culturale

di Pietro Verna

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La parziale limitazione della circolazione veicolare è sempre giustificata quando derivi dalla necessità di tutelare la salute, l'ambiente o il patrimonio culturale; sicché il pagamento per la sosta o per l'accesso alle zone a traffico limitato non può essere accomunato a un tributo, ma a una misura volta a superare le enormi criticità ambientali dell'inquinamento acustico e atmosferico (Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 2255/15).

La vicenda
In questi termini il massimo organo di giustizia amministrativo ha confermato la pronuncia con la quale il Tar Toscana aveva respinto il ricorso proposto da alcuni titolari di autorimesse private contro l'ordinanza del Comune di Firenze istitutiva della zona a traffico limitato (Ztl). Ordinanza che, secondo i ricorrenti, avrebbe violato i diritti di libera circolazione e di iniziativa economica di cui agli articoli 16 e 41 della Costituzione ed avrebbe avvantaggiato la società di parcheggi a partecipazione pubblica comunale, perché avrebbe creato corsie preferenziali di accesso in determinati punti della Ztl.

La decisione
A prescindere dai motivi di merito, quel che spicca nella sentenza del Consiglio di Stato è il richiamo ai principi elaborati dalla giurisprudenza in ordine alla disciplina della circolazione veicolare, della sosta a pagamento e del telecontrollo all'interno dei centri abitati. In primis, quello secondo cui la libera circolazione non si identifica con la libertà assoluta di circolare su tutte le strade con il mezzo privato, bensì va regolata al fine di raggiungere la migliore utilizzazione dei beni pubblici (Corte costituzionale, sentenze 29 gennaio 2005 n.66; 19 luglio 1996 n. 264; Consiglio di Stato, sentenza 4 dicembre 2013 n. 5768).
Principi che i magistrati di Palazzo Spada hanno applicato muovendo dall' articolo 16 della Costituzione, che non preclude la possibilità di adottare misure che influiscano sul movimento della popolazione («ogni cittadino può circolare in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza»). Ragione per la quale l'articolo 7 del codice della strada prevede che nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco, limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per «esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale» e stabilire, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata, anche senza custodia del veicolo. Ordinanze che – rivela la sentenza- sono espressione di scelte discrezionali incidenti su valori costituzionali «che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali e che necessitano di essere contemperati secondo criteri di ragionevolezza». Il che, nella fattispecie, è puntualmente avvenuto, in quanto dall'ordinanza adottata dall'amministrazione comunale fiorentina si evince che la stessa ha tenuto conto di vari elementi ( tipologia dei veicoli, impatto ambientale, situazione topografica, ristrettezza degli spazi, conseguenze derivanti dall'uso indiscriminato del mezzo privato, eccetera) e che è stata adottata previo rilascio dell'autorizzazione del Ministero dell'interno all'utilizzo di sistemi di controllo elettronico degli accessi alla Ztl. Senza considerare, infine, che sulla ventilata disparità di trattamento si era già espressa, in senso negativo, la II Sezione del Consiglio di Stato in sede di ricorso straordinario proposto da alcuni ricorrenti contro una precedente ordinanza del sindaco di Firenze (parere 26 gennaio 2011 n. 191/2006).

Orientamento consolidato
Di qui l'incensurabilità e la "ragionevolezza" delle disposizioni adottate dall'amministrazione comunale, soprattutto se si considera che, conformemente al dictum della sentenza 7 novembre 2007 n. 367 della Corte costituzionale («la gravosità delle limitazioni si giustifica anche alla luce del valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all'ambiente, al paesaggio ed alla salute), il consolidato indirizzo della giurisprudenza amministrativa:
• reputa legittima la diversità del regime circolatorio in base al tipo, alla funzione ed alla provenienza dei mezzi di trasporto, specie quando la nuova disciplina sia introdotta gradualmente e senza soluzioni di continuità;
• non ritiene utilmente proponibili doglianze in cui si lamenta la violazione degli articoli 16 e 41 della Costituzione, quando non sia vietato tout court l'accesso e la circolazione all'intero territorio, ma solo a delimitate zone dell'abitato particolarmente esposte alle conseguenze dannose del traffico;
• riconosce che la parziale limitazione della libera locomozione e di iniziativa economica sia sempre giustificata quando derivi dall'esigenza di tutelare patrimoni culturali ed ambientali di rilievo mondiale o nazionale (in particolare, Consiglio di Stato, 13 febbraio 2006 n. 825).


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