Home  › Territorio e sicurezza

Proroga di termini in materia ambientale: il Milleproroghe salva il doppio regime del Sistri

di Mauro Calabrese

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2014 il decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014, cosiddetto Milleproroghe 2015, che dispone la “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” normalmente previsto alla fine dell'anno per garantire la funzionalità e l'efficienza di diversi ambiti amministrativi. Tra le numerose proroghe, attese o annunciate, assai rilevanti le norme dettate in materia ambientale.

Conferimento in discariche di rifiuti

L'articolo 9 del Dl 192/2014, specificamente in tema di “Proroga di termini in materia ambientale”, prevede al primo comma la proroga al 30 giugno 2015 del termine, originariamente previsto al 31 dicembre 2014 dall’articolo 6, comma 1, lettera p), decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 di “Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”, e successive modificazioni. La norma dispone infatti il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti aventi PCI (Potere calorifico inferiore) inferiore a 13.000 kJ/kg, con l'eccezione riguardante i rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vita e dei rottami ferrosi per i quali sono autorizzate discariche monodedicate che possono continuare ad operare nei limiti delle capacità autorizzate. La proroga di tale termine, che si ripete di anno in anno, sempre per mezzo del consueto decreto Milleproroghe, da ultimo con il decreto legge 30 dicembre 2013 n. 150 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2014, n. 15) discende dalla necessità di eliminare una evidente antinomia con la normativa comunitaria in materia di rifiuti, dato che un simile divieto non è dato reperire all'interno della disciplina della Direttiva 1999/31/CE, nelle more della definitiva approvazione del Disegno di legge cosiddetto “Collegato Ambiente” recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali” collegato alla Legge di Stabilità 2014 che ne prevede la definitiva abrogazione. Tale provvedimento legislativo, approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati lo scorso novembre, langue in Senato per l'esame in Commissione per via del ingorgo di votazioni concentratesi a fine anno, in particolare con la Legge di Stabilità.

Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico

La disposizione del secondo comma del medesimo articolo 9 del Decreto Milleproroghe prevede il differimento al 28 febbraio 2015 del termine previsto dall'articolo 1, comma 111, della Legge 27 dicembre 2013 n. 147, Legge di Stabilità 2014. Così disponendo, si concede un’ulteriore finestra di tempo, rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2014, alle Regioni che non si siano ancora adeguate, per la presentazione dei bandi di gara o per l'affidamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, senza quindi incorrere nella revoca del finanziamento statale stanziato e nella contestuale rifinalizzazione di tali risorse.

Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

Ben più rilevante è il disposto del terzo comma della norma in esame, che ancora una volta interviene sulla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti ‘Sistri’, prorogando al 31 dicembre 2015 il vigore del regime transitorio già previsto dall'articolo 3-bis del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125), recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”. La disciplina del cosiddetto doppio binario, per la semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, al fine di consentire la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l'applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative, prevede che sino al 31 dicembre 2015 convivano il sistema informatico e quello tradizionale di tenuta dei registri e formulari cartacei. Nel dettaglio, la norma di cui alla lettera a) dispone la sopravvivenza, come detto fino al 31 dicembre 2015, degli adempimenti e gli obblighi previsti dagli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, cosiddetto Codice dell'ambiente, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010 n. 205, per quanto attiene agli obblighi di tracciabilità dei rifiuti, all'aggiornamento del catasto dei rifiuti, alla tenuta dei registri di carico e scarico e ai formulari di trasporto, prevedendo quindi che si applichino esclusivamente le sanzioni relative a tali adempimenti tradizionali di tracciabilità. Infatti, la disposizione della successiva lettera b) prevede, al contempo, che non trovino applicazione le sanzioni, previste dal Codice dell'ambiente per il mancato adempimento degli obblighi previsti dal Sistema Sistri, di cui ai numeri da 3 a 9 dell'articolo 260-bis Dlgs n.152/2006, relative in particolare a errori od omissioni nella compilazione del registro cronologico o della scheda Sistri, a falsità nelle informazioni fornite ai fine della tracciabilità e a omissioni o falsità nelle schede o formulari da accompagnare al trasporto.Se dal punto di vista degli operatori, tale moratoria rappresenta certamente una buona notizia, non altrettanto può considerarsi il disposto della lettera c), del medesimo comma 3 dell'articolo 9 in esame, che invece, sempre modificando il testo del medesimo comma 3-bis, dell'articolo 11 del Dl 101/2013, prevede l'applicazione a partire dal 1 febbraio 2015 delle pesantissime sanzioni pecuniarie previste ai commi 1 e 2 dell'articolo 260-bis citato, in relazione alla omessa iscrizione al Sistema Sistri e all'omesso versamento del contributo annuale di iscrizione al medesimo.

Trattamento delle acque reflue urbane

Infine, il comma 4 dispone lo slittamento al 28 febbraio 2015 del termine, scaduto il 31 dicembre 2014, previsto dal comma 7 dell'articolo 7 del decreto legge 12 settembre 2014, n.133, cosiddetto “Sblocca Italia”, convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014 n. 164. La norma in questione, dettata per conformarsi ai rilievi dell'Unione Europea per la mancata applicazione della Direttiva 91/271/CEE in materia di trattamento delle acque reflue urbane, al fine di accelerare la  progettazione e la realizzazione degli interventi sui sistemi di collettamento, fognatura e depurazione, prevede l'esercizio di un nuovo potere sostitutivo in capo al Governo, anche con la nomina di commissari straordinari cui attribuire gli incisivi poteri attribuiti ai Presidenti di Regione per gli interventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico dall'articolo 11, commi 4, 5 e 6, del decreto legge 4 giugno 2014, n. 91, cosiddetto “Competitività&Crescita” (convertito, con modificazioni, della Legge 11 agosto 2014, n. 116).

T assazione dei combustibili impiegati negli impianti di cogenerazione di energia elettrica e riscaldamento

Di rilevanza ambientale, segnaliamo quindi nel Decreto Milleproroghe, la disposizione del comma 2 dell'articolo 10 di “Proroga di termini in materia economica e finanziaria”, che proroga al 31 dicembre 2015 il vigore del regime transitorio dei coefficienti di calcolo dell'accisa per tassazione dei combustibili impiegati negli impianti di cogenerazione di energia elettrica e riscaldamento, come stabiliti dalla Deliberazione dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas n. 16/98 del 11 marzo 1998. Infatti, la normativa prevista dall’articolo 3-bis, comma 1, del decreto legge n. 16/2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 44/2012, demanda a un apposito decreto del ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, la determinazione della tassazione applicabile ai combustibili impiegati in tali tipologie di impianti.

Regime fiscale relativo alle energie da fonti rinnovabili

Infine, ricordiamo, sempre in tema di fonti rinnovabili, la previsione dell'articolo 12 di "<i>Proroga del regime fiscale relativo alle energie da fonti rinnovabili agro forestali e fotovoltaiche, nonché' di carburanti ottenuti da produzioni vegetali</i>" che rinvia al periodo di imposta 2016 la cessazione del regime fiscale transitorio relativo alla produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche e di carburanti ottenuti da produzioni vegetali, introdotto dal decreto legge 24 aprile 2014 n. 66 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 23 giugno 2014 n. 89) che considera tali attività, al di sotto di una specifica franchigia, come “attività connesse” ai sensi dell'articolo 2135, terzo comma, del Codice civile e quindi si considerano produttive di reddito agrario. Il regime ordinario, che verrà quindi applicato dal 2016, prevede invece che il reddito sia determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto (Iva) un coefficiente di redditività del 25 per cento.


© RIPRODUZIONE RISERVATA