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Le città Urbact e Urban innovative actions a Milano per I-City Lab: le reti per l'innovazione verso la Nuova Agenda urbana

di Simone d'Antonio

L'attuazione della Nuova Agenda urbana e degli Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile passa necessariamente attraverso un rinnovato protagonismo delle città, capaci con progetti di qualità, integrati e partecipati, di disegnare dal basso quelle Agende urbane nazionali in grado di ridefinire l'orizzonte futuro di sviluppo delle città sul medio-lungo periodo. L'incontro organizzato da Anci nell'ambito di I-City Lab a Milano il 25 ottobre punta a valorizzare il ruolo svolto da reti e programmi europei come Urbact, Urban Innovative Actions e Smart Cities Lighthouse di Horizon 2020 nel promuovere approcci innovativi in materia di sviluppo urbano sostenibile, già in corso d'attuazione in numerose città.

Le esperienze nelle città
Le decine di città italiane attualmente coinvolte nei programmi europei dedicati alla promozione della crescita urbana attraverso il coinvolgimento di stakeholder e mondo della ricerca e dell'innovazione sono quelle che stanno già mettendo in pratica i principi contenuti nell'Agenda di impegni approvata un anno fa a Quito in occasione della principale conferenza globale dedicata dal sistema Onu alle città.
Diffondere i modelli virtuosi di engagement civico promossi da tali progetti su una pluralità di temi, dal riuso delle aree militari dismesse di Piacenza, Napoli e Genova rispettivamente con i network Urbact Maps e 2nd Chance fino al contrasto alla povertà messo in atto da Torino con i progetti Co-City e UrbInclusion, rappresenta una modalità originale di fare rete fra le reti, di condividere tra le città modalità d'azione e integrazione fra diverse tipologie di fondi, con l'obiettivo di attuare le azioni emerse dai processi partecipativi attivati a livello urbano.
Il coinvolgimento di diversi livelli di governo nel supporto a progetti che spesso rientrano in una serie di piani più ampi, finanziati ad esempio dal Bando Periferie o da Pon Metro e Pon Governance, risulta un elemento decisivo per dare coerenza al lavoro che emerge dalle città e risponde spesso a bisogni di innovazione che intersecano diversi modelli e tipologie di intervento.

L'esempio di Milano
È il caso ad esempio di Milano, che sta promuovendo l'innovazione sociale su diversi fronti più o meno legati a temi centrali del suo dibattito urbano, come ad esempio la politica alimentare sostenibile della Food Policy, premiata come buona pratica dal programma Urbact. Mentre nell'ambito del progetto BoostInno la città sta sostenendo l'innovazione sociale e la creazione di nuovi modelli di impresa, con OpenAgri sta favorendo la riqualificazione dell'area di Porto di Mare-Parco della Vettabbia, con la messa a bando di trenta ettari di terreni nei pressi della Cascina Nosedo per sviluppare progetti di recupero di grani antichi e riuso degli scarti di lavorazione che possono dare opportunità lavorative a giovani imprenditori del settore. Il coinvolgimento di università e fondazioni per un progetto che punta a migliorare la vivibilità urbana è un elemento comune anche a Sharing Cities, progetto finanziato dal programma Horizon 2020, che vede Milano impegnata con Londra e Lisbona nella realizzazione di un distretto smart a partire dalla co-creazione di attività e servizi con gli abitanti.
La strategia seguita da Milano, ai vertici negli ultimi anni dell'I-City Rate che sarà presentato nel corso dell'evento ospitato da BASE, è uno degli esempi che sarà al centro dei tavoli di lavoro su rigenerazione urbana, innovazione sociale e digitale, ambiente e beni comuni a cui è possibile iscriversi al link http://icitylab2017.eventifpa.it/event-details/?id=5715.


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