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Le città italiane che innovano premiate in Europa con le buone pratiche del programma Urbact

di Simone d'Antonio

Da tempo le città italiane sono tra le principali protagoniste del programma Urbact, attraverso le reti che mettono in comune strategie e piani d'azione per affrontare le più importanti sfide urbane in collaborazione con altre città europee. Con l'ultimo bando dedicato alle buone pratiche, per la prima volta il principale programma europeo dedicato allo sviluppo urbano sostenibile premia 97 buone pratiche in diversi settori urbani, con l'obiettivo di favorirne la replicabilità attraverso lo scambio di modelli ed esperienze tra città europee. Quattordici di queste pratiche sono realizzate da dodici città italiane, che si affermano ancora una volta tra le più innovative non solo per la qualità delle azioni ma anche per la capacità di interazione con una pluralità di attori che caratterizzano dal basso un ruolo nuovo per le amministrazioni comunali, ovvero quello di moltiplicatori di innovazione diffusa sul territorio.

Le esperienze
Le esperienze, che vanno dalla rigenerazione urbana all'inclusione sociale, fotografano con efficacia la capacità delle nostre città di promuovere crescita e coesione a partire da pianificazioni integrate o da idee e iniziative spesso semplice ma disruptive, capace di creare cambiamento diffuso nella governance di piccole e grandi amministrazioni.
E' il caso di Torino, che con InnovaTo ha messo in competizione i funzionari della città per trovare e attuare idee capaci di migliorare i processi organizzativi della macchina comunale. Il capoluogo piemontese viene premiato anche per la strategia di valorizzazione dei mercati, attraverso il coinvolgimento di piccoli commercianti e utenti.
Dedicata al tema dell'alimentazione sostenibile anche la buona pratica di Milano, la Food Policy che a partire da Expo ha completamente rivoluzionato le politiche locali in tema di cibo, con interventi su tutta la filiera. La strategia di contrasto al cambiamento climatico di Bologna è una delle due buone pratiche premiate del capoluogo emiliano, segnalato positivamente anche per il programma Incredibol, che fornisce supporto ai giovani che intendono realizzare imprese creative in città a partire dalla concessione di spazi in disuso e la realizzazione di programmi di formazione continua.
Tra le grandi città premiate figurano anche Genova, che con il suo modello di gestione della City Tax ha coinvolto tutti gli attori del settore del turismo nella definizione di una strategia collaborativa di promozione turistica, Napoli con gli usi civici dei beni comuni urbani e Bari con la riqualificazione dell'ex scuola De Melo trasformata in Spazio 13, luogo di aggregazione urbana e rigenerazione condivisa.

I contributi dei medi e piccoli Comuni
Tra le buone pratiche italiane di Urbact, che saranno nei prossimi mesi al centro di network di trasferimento tra città europee, figurano anche diverse esperienze di medi e piccoli centri soprattutto incentrate sull'inclusione sociale e il welfare innovativo, a conferma di quanto i centri di tali dimensioni siano diventati sempre di più nel nostro paese dei laboratori di sperimentazione collaborativa sull'innovazione sociale. Udine vede premiata la sua strategia urbana di promozione del gioco come elemento capace di favorire il legame intergenerazionale e come strumento inclusivo soprattutto per le fasce più deboli, come gli anziani.
A Macerata il gioco invece diventa elemento centrale per la rigenerazione degli spazi pubblici e per favorire l'incontro tra vecchi e nuovi cittadini, con particolare attenzione alle famiglie di origine straniera. Sempre in tema di integrazione, Forlì viene riconosciuta come esperienza positiva di accoglienza diffusa, a partire dalla gestione dei progetti Sprar e alla definizione condivisa di diverse tipologie di servizi sociali nell'intero territorio cittadino. Montichiari ha puntato invece sulla creazione di nuovi punti di comunità attorno ai quali far ruotare una serie di servizi di welfare innovativo, dal co-housing per famiglie in difficoltà fino all'accompagnamento al lavoro per i più giovani.


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