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Politiche di coesione, aggiornamento sull'attuazione della misura della Sia del Pon Inclusione

di Francesco Monaco (*)

Il 31 maggio scorso si è riunito a Roma il Comitato di sorveglianza del Pon Inclusioneche, fra l'altro, ha fornito ampia informativa sullo stato dei progetti presentati dagli ambiti territoriali comunali a valere dell'Avviso 3\2016 sulla misura denominata sostegno all'inclusione attiva (Sia).
Il Pon Inclusione 2014-2020 totalizza investimenti totali pari a 1.185.622.933,00 di euro (di cui 794.150.000,00 euro Fse e 391.472.933,00 euro di cofinanziamento nazionale).
Attraverso gli Assi 1 e 2, circa l'85% delle risorse del Programma viene destinato a supportare l'attuazione del sostegno per l'inclusione attiva (Sia), il futuro Reddito di inclusione (Rei), misura nazionale di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un sussidio economico condizionale alla adesione del nucleo familiare a un progetto di attivazione sociale e lavorativa.
La una misura Sia è inoltre co-finanziata dal Fondo nazionale per la lotta alla povertà, istituito per il «finanziamento degli interventi del Piano nazionale di lotta alla povertà estrema».

Le risorse a disposizione
La legge di stabilità 2016 ha istituito infatti il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, con una dotazione strutturale di 1 miliardo di euro l'anno, finalizzata all'attuazione del Piano nazionale di lotta alla povertàe, in particolare, alla definizione del Reddito di inclusione.
Grazie alle ulteriori fonti (risparmi Social card nel triennio 2015-17, risparmi Sia 2016, ecc.), le risorse attualmente disponibili per la prosecuzione e l'ampliamento del Sia nel 2017 ammontano a oltre 1,6 miliardi di euro.
A partire dal 2017 il Fondo per la lotta alla povertà verrà ulteriormente alimentato grazie ad un riordino dei trattamenti esistenti, da attuare secondo i criteri fissati dalla Legge delega in materia di contrasto alla povertà.

Gli interventi di sostegno agli ambiti territoriali
Il Pon Inclusione sostiene azioni volte a rafforzare la capacità amministrativa dei soggetti che, ai vari livelli di governance, sono coinvolti nell'attuazione del Programma (asse 4). Tali azioni di supporto saranno estremamente importanti per i Comuni e/o Ambiti territoriali che dovranno garantire adeguate professionalità, rafforzare la capacità di operare in rete con altri soggetti pubblici e privati, ripensare il modello organizzativo dei servizi e attivare misure rivolte ai componenti dei nuclei familiari beneficiari del sostegno economico (quali la formazione, i tirocini, le borse lavoro, le misure di accompagnamento sociale).
I finanziamenti ai Comuni per rafforzare i servizi di presa in carico (Sia), a valere sul Pon inclusione, vengono assegnati attraverso “Avvisi non competitivi” predisposti dall'Autorità di Gestione del PON Inclusione (Ministero del Lavoro, Direzione Generale Inclusione e Politiche Sociali), in collaborazione con le Amministrazioni Regionali.
Per ricevere i finanziamenti, i Comuni e/o gli Ambiti hanno presentato proposte progettuali di interventi - da realizzare su base triennale - destinati ai beneficiari del Sia e al rafforzamento dei servizi loro dedicati, in conformità alle Linee guida perl'attuazione del Sia.

Gli esiti dell'Avviso 3|2016

A seguito della pubblicazione dell'Avviso pubblico non competitivo per gli interventi da realizzare nel periodo 2016-2019, pubblicato il 3 agosto 2016, per finanziarie gli interventi da realizzare nei prossimi tre anni, dal 1 settembre 2016 i Comuni, coordinati a livello di Ambiti territoriali, hanno presentato proposte progettuali per finanziare interventi volti a rafforzare la rete dei servizi per la presa in carico e l'attivazione dei nuclei familiari beneficiari del Sia.
Le azioni ammissibili erano in particolare:
• AZIONE A -Rafforzamento dei servizi sociali;
• AZIONE B – Interventi socio-educativi e di attivazione lavorativa;
•AZIONE C – Promozione di accordi di collaborazione in rete.
Il bando, stanziava a questo scopo 486.943.523 euro per il primo triennio (2016-2019), ma ciascuna Regione poteva prevedere risorse aggiuntive per realizzare interventi complementari anche a valere sui relativi Programmi operativi regionali (Por), se coerenti.
Hanno presentato proposte progettuali 596 Ambiti territoriali su 597 Ambiti destinatari dell'Avviso (l'unico ambito che non ha presentato proposte è quello di Campione d'Italia).
La definizione delle proposte progettuali da parte degli Ambiti, trattandosi di procedure di selezione non competitive, è avvenuta sulla base di format unitari di progetto.
La definizione delle proposte degli Ambiti, nei casi in cui si è rilevata una criticità in termini di “qualità della progettazione”, è stata accompagnata dall'AdG, per mezzo delle Commissioni di valutazione dei progetti, responsabili della selezione delle proposte.
Le suddette Commissioni erano composte da membri indicati dall'Autorità di gestione ed, in alcuni indicati sia AdG che dalla Regione di riferimento.

Le proposte degli ambiti territoriali
Le proposta progettuale doveva contenere: a) un'analisi del contesto di riferimento che fotografasse lo stato del sistema di offerta dei servizi sociali presenti sul territorio erogati dall'Ambito stesso o dai Comuni ad esso associati e da altri soggetti; b) l'indicazione della presenza di reti sul territorio nonché c) le modalità di accesso delle misure di politica attiva del lavoro da parte gli utenti dei servizi sociali.
In definitiva, esse dovevano riflettere i fabbisogni necessari all'attuazione delle funzioni richieste da SIA, indicando infine i risultati attesi che ci si proponeva di raggiungere.
Ad oggi risultano approvati n. 358 progetti (d.d. n.11 del gennaio 2017; d.d. n 64 marzo 2017; d.d. n.120 dell'aprile 2017).
Con medesimo decreto direttoriale è stato assegnato l'anticipo sul finanziamento accordato.
Gli importi finanziari assegnati a ciascun progetto sono riportati negli elenchi allegati ai suddetti decreti.

(*) Capo Area Politiche di coesione territoriale Anci


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