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Mobilità sostenibile, cercasi innovazione per il «G7 Trasporti»

di Paolo Testa (*)

La linea temporale che separa dal G7 Trasporti, in programma a Cagliari il 21 e 22 giugno 2017, si assottiglia sempre più e, allo stesso tempo, si rafforzano i pilastri sui quali questo significativo appuntamento si sorreggerà, primi tra tutti il valore sociale delle infrastrutture di trasporto e il ruolo centrale riconosciuto alle esigenze dei cittadini. Proprio questi ultimi sono infatti chiamati a individuare soluzioni innovative in grado di avere impatto positivo sul valore sociale dell'esperienza di mobilità e di fruibilità delle infrastrutture. A loro si richiede un portato di innovazione anche considerando che se ciascuno contasse i secondi, i minuti e le ore che trascorre in aeroporto o in autostrada, sui mezzi pubblici o in bicicletta, in treno o su una nave, allora si sorprenderebbe nel constatare che impiega buona parte dell'intera vita per spostarsi da un quartiere all'altro di una città, da nord a sud di un Paese, da un capo all'altro del mondo.

Il programma
Proprio all'utente finale, cioè a colui che vive in prima in persona l'esperienza del viaggio, si chiede dunque di riflettere intorno al tema della sostenibilità, al centro della seconda edizione di Nice to Meet You G7!, il programma di Open Government promosso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e realizzato da ItaliaCamp. La piattaforma di innovazione, alla quale è possibile accedere online fino al 19 maggio, fa da collettore di buone pratiche: le migliori avranno la possibilità di partecipare al programma che si svolgerà in concomitanza del Summit sui Trasporti di Cagliari, che vedrà la partecipazione di aziende pubbliche e private, istituzioni, esperti e stakeholder del settore. Entrando nello specifico, la call for practice è legata alla sostenibilità economica, ambientale e sociale applicata ai trasporti ed alle infrastrutture. Come progettare infrastrutture funzionali alle esigenze collettive ed economiche? Come assicurare il rispetto dell'ambiente e la tutela del territorio? Come sviluppare infrastrutture accessibili, che possano garantire connessioni tra centri e periferie? A queste e molte altre domande la call for practice cerca risposte nelle quali il minimo comun denominatore sia rappresentato dall'innovazione. È proprio la direttrice dell'innovazione a incrociare le dimensioni di utilità, sostenibilità, accettabilità sociale dell'infrastruttura sulle quali il Summit sui Trasporti mette l'accento.

La sostenibilità delle infrastrutture
Come già sottolineato, l'impatto delle opere infrastrutturali sulla vite delle persone è determinante, a tal punto da riguardare la sfera dei loro diritti, che possono essere garantiti solo attraverso connessioni adeguate. Ma la vera innovazione risiede nel considerare l'accessibilità nella sua accezione più ampia: accessibilità non solo in termini di collegamenti, di opportunità di spostamento, di accesso alle infrastrutture per utenze diversamente abili e ai servizi di trasporto per fasce di reddito meno abbienti, ma anche in termini di sicurezza per i segmenti sociali più vulnerabili. E' necessario superare il pensiero secondo il quale le infrastrutture sono importanti esclusivamente quando generano un ritorno di natura economica, quando collegano grandi poli industriali o quando sono faraoniche: sono importanti quando necessarie alla vita delle persone e delle comunità, quando generano esternalità sociali positive. E un'infrastruttura realmente utile deve essere anche un'opera sostenibile nel contesto in cui viene realizzata. E qui veniamo al tema della sostenibilità, strumento straordinario di crescita in un Paese come il nostro che deve fare della cultura, del paesaggio e delle bellezze naturali e storiche un proprio punto di forza e di unicità. Uno degli obiettivi che anima l'operato del MIT è proprio quello di pensare a infrastrutture che contribuiscano allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, che siano rispettose dell'ambiente, che introducano tecnologie in grado di garantire basse emissioni e, al contempo, efficacia ed efficienza nella mobilità.

Il coinvolgimento delle comunità locali
C'è poi la dimensione dell'accettabilità che passa necessariamente attraverso il coinvolgimento delle comunità locali fin dal primissimo momento di progettazione dell'opera infrastrutturale. Un coinvolgimento che si rivela necessario perché le persone non si sentano espropriate della facoltà di esercitare il diritto di decidere l'uso del proprio territorio ma, al contrario, possano dar voce alle proprie istanze fino a comprendere il valore ultimo e l'utilità finale di un intervento. In questo senso le infrastrutture diventano uno strumento di integrazione, utile anche a recuperare quel senso di appartenenza a una comunità, attraverso forme di partecipazione dei cittadini nelle decisioni pubbliche, trasparenti ed inclusive. E in questa direzione va esattamente il programma Nice to Meet You G7!: parola a studenti, professionisti, startupper, ricercatori, imprenditori, amministrazioni pubbliche, alla loro capacità e lungimiranza nel valorizzare il volto sociale delle infrastrutture, attraverso la chiave dell'innovazione.

(*) Capo Area Anci studi, ricerche e banca dati delle Autonomie locali


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