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Anagrafe nazionale, Anci: «Sottovalutato impatto su Comuni, no a ricerca di capri espiatori»

a cura della Redazione Anci

«Il sistema dei Comuni crede fermamente nell'utilità dell'avere un sistema centralizzato delle informazioni anagrafiche, ma non può fare a meno di constatare che ad oggi il progetto presenta ancora alcune difficoltà attuative, legate in particolare alla relazione fra sistema centrale e sistemi informativi in uso nei Comuni. Si è sottovalutato l'impatto dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente sugli enti locali». Lo afferma il delegato Anci all'innovazione e sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, rispondendo alle osservazioni di Sogei riguardo la presunta «ritrosia» dei Comuni nell'aderire al nuovo sistema.
«La maggior parte dei Comuni – spiega Filippeschi – possiede già software specifici e integrati per le funzioni demografiche. L'impatto dell'adeguamento del software locale diventa di conseguenza ingente, sia in termini organizzativi, sia in termini di risorse finanziarie. Considerare l'anagrafe come un “pezzo” a sé stante, facilmente sostituibile e senza nessun onere a carico del Comune ha costituito una leggerezza, che adesso si sconta con il ritardo accumulato dal progetto. Le risorse sono state indirizzate solo alla realizzazione dell'infrastruttura centrale e non si è tenuto conto dei costi di adeguamento dei sistemi locali».

Vantaggi
«È interesse di tutti – aggiunge il delegato Anci - che l'Anagrafe unica sia realizzata. Con un archivio anagrafico centralizzato i Comuni saranno sollevati dagli obblighi informativi nei confronti della altre pubbliche amministrazioni, e al contempo sarà semplificato l'accesso dei cittadini alle proprie informazioni, a prescindere dal Comune di residenza. Ma l'Anpr – ribadisce Filippeschi - deve anche garantire ai Comuni l'operatività quotidiana dei Servizi demografici e degli uffici ad essi collegati».

I costi
«È controproducente continuare a ripetere che l'introduzione dell'Anpr non genera costi sul livello locale, ma anzi comporta dei risparmi, perché l'impatto sui Comuni è oneroso e non si tratta certo di ritrosia. La soluzione proposta da Sogei crea inevitabilmente dei costi a carico dei Comuni che, oltretutto, saranno costretti a disattendere due norme statali: la prima, quella che istituisce l'Anpr, che sancisce il vincolo di invarianza finanziaria, la seconda, la legge di stabilità 2016, che impone il contenimento della spesa pubblica per l'informatica con un obiettivo di risparmio del 50%. La fase di sperimentazione-assistita richiesta dall'Anci e sancita in Conferenza Unificata il 5 agosto 2014 doveva servire proprio a questo: quantificare l'effettiva ricaduta economica ed organizzativa sul comparto locale. Ora sussistono gli elementi conoscitivi necessari a procedere ad un cambio di passo e accompagnare i Comuni con le misure realmente adeguate a favorire il dispiegamento dell'Anpr. Cercare un capro espiatorio - conclude Filippeschi - non aiuta il progetto. L'Anci e i Comuni continueranno a dare la loro massima disponibilità e a fare la loro parte».


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