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Urbact III e la governance partecipata nelle città dell'Emilia Romagna

di Simone d'Antonio

La partecipazione attiva di cittadini e stakeholder per la governance condivisa dei principali processi di sviluppo urbano rappresenta un elemento da tempo al centro dell'azione delle città dell'Emilia Romagna, che proprio sul fronte della collaborazione civica hanno sviluppato in piccoli e grandi centri esperienze in grado di orientare il dibattito nazionale ed europeo. La partecipazione massiccia delle città della regione al programma Urbact cristallizza metodologie e strategie in corso d'attuazione su una serie di temi legali allo sviluppo urbano sostenibile, contribuendo al contempo a innovare e attualizzare le modalità con cui i cittadini collaborano all'identificazione e alla realizzazione delle principali sfide urbane. Il Tavolo regionale Urbact, organizzato da Anci nazionale in collaborazione con ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Emilia Romagna, costituisce un primo forum di discussione locale su come dare attuazione alle tante azioni emerse dai piani locali che scaturiscono dal confronto con le migliori esperienze europee sui temi dei progetti e dai processi di partecipazione attivati a livello locale.

I progetti delle città dell'Emilia Romagna
La città metropolitana di Bologna è senza dubbio tra le principali protagoniste del panorama Urbact nazionale, con la partecipazione a due network per la realizzazione di piani d'azione e uno per l'implementazione di programmi già esistenti e finanziati. Con Gen-Y City, Bologna sta affrontando il tema dei millennials con un'attenzione particolare alla creazione di nuove opportunità lavorative a partire dal digitale mentre con la rete Procure sta affrontando il tema degli appalti pubblici innovativi a partire da un dialogo con realtà europee come Praga, Albacete, Preston e altre. Con JobTown 2 Bologna intende implementare piani già esistenti per migliorare l'occupabilità di diverse categorie sociali, a partire dal lavoro di rete svolto da Cesena e altre città europee nel corso della prima edizione del progetto finanziata da Urbact II.
Sempre sul fronte della realizzazione di piani e strategie già finanziate, al centro della nuova tipologia di progetti co-finanziati dal programma Urbact con gli Implementation network, Ravenna è impegnata con Creative Spirits nella promozione delle imprese creative come driver di sviluppo territoriale, tema affrontato in Urbact II da Bologna con il network guidato da Birmingham dal titolo Creative Spin. San Lazzaro di Savena è invece capofila di un network che vede tra le sue città partner anche Ercolano, o capitali europee come Vilnius, dal titolo Re-Generation, che punta sul coinvolgimento diretto dei giovani nell'azione di rigenerazione urbana.
Tra i progetti invece avviati da più tempo e tesi alla creazione di piani d'azione locali attraverso la partecipazione attiva di cittadini e stakeholder, Parma sta lavorando sul tema della logistica nei centri storici con il progetto Freight Tails, affiancando la realizzazione del Piano urbano per la mobilità sostenibile a un dialogo strutturato con altre città europee attive nel ricercare soluzioni condivisa al tema della gestione delle merci nei contesti urbani. La riqualificazione di tre strutture militari dismesse o in via di dismissione è invece l'azione principale che Piacenza sta portando avanti con MAPS, il network dedicato al confronto fra soluzioni di riuso delle aree militari dismesse nei contesti urbani (tema al centro anche di altri network che coinvolgono città italiane, come 2nd Chance che vede tra le altre impegnate anche Napoli e Genova).
Con il progetto Agri-Urban Cesena sta invece confrontandosi con attori del territorio e realtà europee interessate all'agricoltura urbana e alle produzioni alimentari a chilometro zero, elaborando soluzioni per la valorizzazione delle tipicità e la trasformazione di tali filiere in moltiplicatori di sviluppo urbano. Forlì si sta invece concentrando sul tema dei servizi sociali innovativi con il progetto Change!, che sta favorendo il coinvolgimento dei cittadini nella definizione di forme di innovazione partecipata capaci di ridefinire il rapporto tra PA e utenti.


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