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Turismo, sindaco Mantova in Cina: «Gemellaggi tra siti Unesco per pacchetti mirati che valorizzino le piccole città d'arte»

di Giuseppe Pellicanò

«È la prima volta che i governi italiano e cinese si impegnano a stringere rapporti turistici tra i loro territori partendo da un gemellaggio tra le città siti Unesco. Al rientro da Pechino, partiranno tavoli di collaborazione per cinque realtà, che faranno da apripista a un gemellaggio totale tra 12 aree, mirando a costruire pacchetti turistici non limitati alle tradizionali città d'arte, ma estesi a quelle più piccole altrettanto ricche di tesori d'arte». Così il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, sintetizza il senso della sua partecipazione alla visita che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrà dal 21 al 26 febbraio in Cina.
Palazzi, unico amministratore locale della nostra delegazione, in qualità di ambasciatore dei territori italiani siti Unesco, prenderà parte domani a Pechino al Forum dedicato alla cultura, al turismo e all'economia, dopo aver presenziato alla seduta dell'assemblea nazionale cinese.

La valorizzazione dei siti Unesco
«Il movimento dei flussi turistici verso l'Italia è passato dai 200mila cinesi nel 2011 a quasi un milione dello scorso anno. Un flusso che - sottolinea il sindaco mantovano – si dirige fuori dal classico itinerario Roma-Firenze-Venezia. Per questo motivo, forti del fatto che i due Paesi hanno il maggior numero di siti Unesco, rispettivamente 51 e 50, il nostro obiettivo è costruire una relazione diretta tra città italiane e cinesi coinvolgendo il sistema delle imprese per una proposta di incoming che passa attraverso la valorizzazione di tutti i siti Unesco».
Dei 12 siti coinvolti nell'operazione gemellaggio, le cinque aree che partiranno subito sono: Mantova-Sabbioneta, Palermo, Pisa, Ferrara e il Cilento, con il capoluogo mantovano che sarà il partner di Pingyao, considerata la perla delle città storiche del Celeste Impero.

Il turismo diffuso
Il gemellaggio arriva proprio quando si discute della possibilità del numero chiuso per i flussi turistici verso città come Venezia. «Per alcune realtà fragili dal punto di vista urbanistico, una regolamentazione va fatta, non so se attraverso il numero chiuso», riflette il sindaco di Mantova. Ma nell'opinione di Palazzi la cosa più importante è «cogliere l'opportunità di creare un turismo diffuso che consenta di convogliare i flussi in arrivo nei grandi hub nazionali verso le medie città che si sviluppano nelle loro vicinanze». Un sistema che sfrutta proprio la «capacità dei piccoli territori di essere a “misura d'uomo”, e quindi maggiormente appetibili per pacchetti di accoglienza qualificati che stimoli una presenza straniera oltre la classica presenza “mordi e fuggi”».
«Si tratta di una vera e propria sfida che – conclude il sindaco mantovano – ne porta con sé altre, come quella di migliorare il sistema dei trasporti tra le città coinvolte nel pacchetto. Ma che – si dice convinto – favorirà lo sviluppo di un turismo che promuova al meglio tutti i gioielli nascosti delle nostre realtà territoriali meno conosciute all'estero».


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