osservatorio anci-ifel

Urbact III, le città campane tra rigenerazione partecipata e governance innovativa

di Simone d'Antonio

La Campania è da tempo tra le regioni che ha maggiormente puntato sulla programmazione integrata urbana per favorire lo sviluppo sostenibile delle città a partire dalla collaborazione tra diversi livelli di governo. La partecipazione massiccia ai progetti europei co-finanziati dal programma Urbact pone Napoli tra le città leader del dibattito nazionale sulla governance partecipata e sull'innovazione urbana a partire dal confronto tra amministrazioni locali, stakeholder e cittadini.

Il modello
Il Tavolo regionale Urbact della Campania, che segue gli appuntamenti organizzati dal National Point del programma in Sicilia e Liguria alla fine dello scorso anno, si configura come un originale modello di confronto tra le città che stanno già utilizzando al meglio le risorse europee per avviare azioni integrate di rigenerazione urbana e il livello regionale che è chiamato a favorirne una rapida implementazione, a partire da un sostegno diretto ed efficace ad interventi emersi da percorsi di qualità certificati e di chiaro valore europeo. Sono numerose le esperienze su cui le città campane stanno efficacemente collaborando con altre realtà urbane europee nell'ambito di Urbact III e Urban Innovative Actions, definendo strategie d'azione capaci di costituire un modello per altre realtà urbane della regione.

Le esperienze cittadine
Da città leader del network Second Chance, Napoli si sta focalizzando sulla riqualificazione delle grandi strutture dismesse nel centro storico, con particolare attenzione all'ex Ospedale Militare che può costituire una chiave di rilancio sociale, economico e culturale per l'intera zona dei Quartieri Spagnoli. Il progetto, che vede città come Porto, Genova, Lublino e Coblenza tra i partner, costituisce un osservatorio importante sulle forme di riuso dei beni comuni urbani e sulle modalità innovative di finanziamento e di governance di tali azioni. L'inclusione sociale delle fasce più disagiate a partire da Piani d'azione già finanziati e in corso di implementazione è invece il focus scelto da Napoli con il nuovo network UrbInclusion, che vede il capoluogo partenopeo al fianco di realtà come Torino e Barcellona nella promozione di modelli di innovazione sociale scaturiti da percorsi di partecipazione avviati in centri e periferie urbane.
Casoria sta invece lavorando a stretto contatto con città del calibro di Anversa, Oslo, Vienna e Barcellona nella definizione di strategie di riuso di spazi e strutture abbandonate nelle cinture metropolitane, nell'ambito del network SubUrban. A partire dalla riqualificazione di fabbriche dismesse e dalla trasformazione di spazi verdi in parchi e orti urbani, la città dell'hinterland napoletano sta sviluppando originali modelli di concertazione locale capaci di essere modello di rilancio urbano per l'intera area. Con il progetto ReGeneration Ercolano sta collaborando con San Lazzaro di Savena, Loures, Vilnius e altre medie e grandi città europee nel coinvolgimento attivo dei giovani nelle strategie di rigenerazione urbana, rafforzando quelle modalità di partecipazione che hanno visto proprio i giovani protagonisti di azioni di visibilità nazionale come le ultime candidature a Capitale italiana della Cultura. Pozzuoli invece è fra le quattro città italiane vincitrici del primo bando di Urban Innovative Action, grazie al quale avvierà la trasformazione della zona di Monteruscello in agro-city, rendendo così l'agricoltura urbana un fattore di crescita per l'intero territorio e di nuova occupazione per le fasce più deboli. Sostenere l'attuazione di tali progetti che testimoniano la vitalità delle amministrazioni locali campane e di quel sistema di relazioni virtuose attivate con una pluralità di stakeholder attivi sul territorio rappresenta per i livelli regionali e nazionali una priorità per dimostrare la centralità dei meccanismi di partecipazione locale all'interno di progettazioni di qualità che guardano a un confronto virtuoso con altre realtà italiane ed europee.


© RIPRODUZIONE RISERVATA