osservatorio anci-ifel

Da Espon e Urbact soluzioni per favorire ricerca e innovazione diffusa nelle città italiane

di Simone d'Antonio

L'utilizzo combinato di risorse provenienti da diverse fonti di finanziamento rappresenta una condizione decisiva per favorire processi di sviluppo urbano integrato e capaci di tenere assieme diversi aspetti, dalla ricerca applicata alla partecipazione civica. I programmi Espon e Urbact rappresentano a livello europeo i principali punti di riferimento per la realizzazione di progetti che coinvolgono diversi livelli di governance su scala territoriale, favorendo nuove forme di collaborazione tra città e regioni di diversi paesi europei oltre a promuovere il coinvolgimento attivo di università, centri di ricerca e altri stakeholder locali come attivatori di processi di crescita del territorio.

Iniziative congiunte
Proprio su questi programmi europei si registrano in questi mesi nuove forme di collaborazione tra Governo, Regioni e Comuni nell'ambito delle attività promosse dal Comitato nazionale del programma Urbact, co-presieduto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e dalla Regione Molise, e dal Comitato nazionale del programma Espon, che vede impegnata la Regione Lombardia e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. L'organizzazione di una giornata nazionale congiunta tra i due programmi risponde all'esigenza, rimarcata in maniera sempre più decisa a livello europeo, di collegare il piano della ricerca applicata ai contesti territoriali con la definizione di reti e progetti che migliorino la governance locale attraverso azioni di sistema che coinvolgono una pluralità di attori nazionali e locali.
La partecipazione all'incontro, organizzato per il 18 e 19 gennaio a Milano, di attori come l'Agenzia nazionale per la Coesione e la Regione Emilia Romagna, che sarà coinvolta nel prossimo Tavolo regionale del programma Urbact e ospita il maggior numero di città italiane partecipanti al programma (Bologna, Piacenza, Parma, Ravenna, Cesena, Forlì, San Lazzaro di Savena), testimonia un'attenzione trasversale e diffusa verso programmi che si distinguono soprattutto per l'effetto moltiplicatore in termini di innovazione prodotta sul territorio.

Il lavoro di rete
Dalla rigenerazione partecipata delle strutture dismesse in centri e periferie urbane di città come Genova, Napoli, Casoria e San Donà di Piave alla riqualificazione sostenibile del territorio a Potenzia, Rieti e Cesena, sono numerosi gli esempi di città che hanno fatto del lavoro di rete un esempio di governance innovativa continua, che si alimenta del contributo di università e strutture di ricerca attive su più livelli, capaci spesso di anticipare temi e tendenze al centro dell'azione urbana di un numero crescente di città europee. Lo sviluppo delle economie creative e la gestione dei rapidi cambiamenti di flussi di popolazione, la promozione della mobilità elettrica come soluzione intermodale e logistica o il supporto a processi di innovazione sociale aperti al territorio sono alcuni dei temi su cui i progetti Urbact hanno anticipato il dibattito europeo e nazionale, proponendo e testando soluzioni di alta innovazione partecipate sia a livello territoriale che europeo, ovvero elaborate attraverso una stretta collaborazione con diverse tipologie di attori locali e a diretto contatto con città europee di diversi paesi e peso strategico.

La partecipazione dell'Anci
La partecipazione di Anci in qualità di National Urbact Point a questo dibattito tra diversi livelli di governo testimonia il sostegno offerto a tali processi e alle community attive dal piano locale a quello europeo, passando per un confronto con i livelli centrali e regionali che rappresentano elementi decisivi per rendere in Italia le città Urbact alfieri di nuove modalità di sviluppo partecipato e orientato all'Europa. L'attesa ampia partecipazione al nuovo bando europeo per la ricerca di buone pratiche, da condividere e trasferire in altri contesti territoriali europei, dimostra quanto le città italiane si pongano sempre più non solo come recettori di innovazione ma promotrici di azioni e progetti capaci di fare scuola in Europa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA