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Mercati, settimana decisiva per adottare una linea comune in tutte le Regioni

di Pippo Sciscioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Prevista in settimana una svolta nella vicenda dei bandi per le concessioni dei mercati, prorogati al 31 dicembre 2018 dal recente decreto Milleproroghe che ha sinora scatenato la vibrante protesta di tre Regioni (Lombardia, Liguria ed Emilia) determinate a dare battaglia. Il prossimo 18 gennaio tutte le Regioni si incontreranno per concordare la linea comune da seguire, mentre il giorno clou nella intricata partita sarà quello successivo, il 19, quando si riunirà la Conferenza Unificata che dovrebbe prendere le decisioni finali.

A quali soluzioni si lavora
In pratica i tecnici del tavolo di coordinamento presso il Mise stanno studiando un emendamento all'articolo 6, comma 8, del decreto Milleproproghe in via di conversione: allo studio diverse soluzioni. Fra le quali, quella di anticipare al 31 dicembre 2017, dunque di un anno, la proroga già concessa o, in alternativa più probabile, prevedere una semplice proroga tecnica di pochi mesi per la pubblicazione dei bandi. In sostanza la nuova norma, lasciando validi i bandi già indetti dai Comuni entro il 31 dicembre 2016, interesserebbe soltanto i Comuni a oggi ritardatari consentendo loro maggior tempo per completare le procedure di pubblicazione degli avvisi pubblici. Ne deriverebbe che i bandi comunque dovranno essere indetti nel corso di quest'anno e la scadenza delle concessioni avverrà nel 2029. Quest'ultima soluzione consentirebbe di evitare una possibile questione dì illegittimità costituzionale (paventata già dalla Regione Liguria) in relazione al mancato coinvolgimento, da parte del Governo, della Conferenza Unificata, che ha partorito l'Intesa fonte dei bandi per le concessioni su aree pubbliche, prima di varare la proroga con l'articolo 6, comma 8. Infatti, proprio in relazione a questo delicatissimo profilo di legittimità dell'iter seguito dal Governo, il Senato nella scheda di lettura del decreto Milleproroghe ha evidenziato che «andrebbe valutata l'opportunità di verificare se vi siamo state forme adeguate di coinvolgimento delle Regioni nell'adozione della norma in esame».

Osservazioni conclusive
Del resto lo stesso articolo 70, comma 5, del Dlgs 59/2010, di recepimento della direttiva comunitaria Bolkestein, riserva proprio allo strumento dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata la fissazione dei criteri per il rilascio e il rinnovo delle concessioni dei posteggi nei mercati e nelle fiere nonché la previsione delle disposizioni per il passaggio dal vecchio al nuovo regime e dunque la normativa transitoria. Cosa che, con il decreto Milleproroghe, non è accaduto. Di contrario avviso l'Anci nazionale che, invece, ha fortemente caldeggiato la proroga delle concessioni al 2018: peraltro, lo scorso 10 gennaio l' Anci Lombardia ha diramato una circolareinvitando i Comuni che hanno avviato le procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni dei posteggi su mercati e fiere a sospenderle, precisando tuttavia che la proroga non riguarda le concessioni di chioschi e posteggi per le attività artigianali alimentari, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di rivendita di quotidiani e periodici svolte su aree pubbliche.


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