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Urbact III, le esperienze delle città siciliane a confronto con realtà urbane locali ed europee

di Simone d'Antonio

La promozione delle pratiche di governance partecipata come elemento di crescita per l'intero territorio è uno degli effetti principali prodotti già da qualche anno dalla partecipazione delle città siciliane al programma Urbact. L'avvio di un dialogo costruttivo con la Regione e gli altri Comuni del territorio, promosso con il Tavolo regionale Urbact organizzato dal National Point italiano, rappresenta la testimonianza del buon lavoro svolto da città come Palermo, Messina e Siracusa nel cogliere le opportunità offerte dall'Europa in maniera concreta, ovvero trasformandole in progettualità capaci di incidere nel modo di fare accoglienza, inclusione sociale o promuovere crescita e innovazione.

Palermo
Il capoluogo siciliano ha scelto di applicare il risultato degli scambi tematici con altre realtà urbane europee interamente sul tema mobilità, focalizzando l'azione di confronto tra Comune e stakeholder locali sul miglioramento del piano urbano per la mobilità e dell'accesso ai sistemi di infomobilità attraverso una pluralità di piattaforme. Con CityMobilNet, network Urbact guidato dalla città tedesca di Bielefeld, Palermo sta confrontando i grandi cambiamenti nel settore della mobilità urbana intrapresi negli ultimi anni con le strategie di mobilità urbana sostenibile messe in vigore in altre città europee, identificando quali possono essere gli effetti dei processi partecipativi sul medio periodo per l'aggiornamento di tali strategie. Grazie a Interactive Cities, network promosso dal Comune di Genova e dedicato al tema del rapporto tra amministrazioni locali e cittadini attraverso i social media, Palermo sta invece raffrontando in che modo altre città europee (tra queste Parigi, Lisbona, Tartu e Ghent) utilizzano open data e social network per informare la popolazione sui grandi cambiamenti urbani e sulle modalità di fruizione di sistemi di mobilità urbana innovativa, incrociando i data set resi disponibili da iniziative come il bike sharing e il car sharing comunale con quelle raccolte invece da startup attive sul territorio.

Siracusa
La creazione di nuova occupazione a partire dal digitale e dall'innovazione urbana è il tema su cui Siracusa si confronta con altre città europee di medie dimensioni nell'ambito del progetto TechTown, guidato dalla città inglese di Barnsley. Grazie al progetto, l'amministrazione di Siracusa punta a giocare un ruolo centrale nell'aggregare le comunità di innovatori attive sul territorio, con l'obiettivo di mettere a servizio della città le conoscenze e le connessioni con gli altri ecosistemi dell'innovazione presenti a livello europeo. L'azione di dialogo con tali stakeholder locali segue la stessa logica tracciata negli ultimi tre anni in città dalla partecipazione a Genius Open, network Urbact che ha favorito l'utilizzo della piattaforma web di open innovation testata per la prima volta nella città inglese di York per aggregare i bisogni di rigenerazione e inclusione urbana provenienti da uno dei quartieri più difficili della città. Grazie alla partecipazione al progetto, Siracusa ha potuto avviare in collaborazione con i residenti opere di riqualificazione di strutture dismesse, come l'ala di una scuola parzialmente distrutta della Mazzarrona adibita a centro di comunità per le donne del quartiere: un intervento di piccole dimensioni facilitato proprio da quei processi di governance dal basso promossi da Urbact in uno dei quartieri che maggiormente avvertiva la distanza dal Comune.

Messina
A Messina la partecipazione al network Arrival Cities consente di posizionare la città dello Stretto tra i contesti urbani leader del dibattito europeo sui cambiamenti rapidi di popolazione in seguito ai fenomeni migratori. Riga, Dresda e Salonicco sono alcune delle città coinvolte nella rete, guidata dalla città portoghese di Amadora, che sta facendo emergere pratiche di integrazione di richiedenti asilo e rifugiati oltre che di dialogo delle seconde e terze generazioni di stranieri con le comunità locali: un'occasione importante per dare visibilità alla grande azione di sistema portata avanti da Messina con i recenti sbarchi dall'Africa ma anche con i sistemi di accoglienza integrata che caratterizzano la presenza dei progetti Sprar e l'azione di strutture sanitarie, associazioni e centri di prima e seconda accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, con particolare attenzione su minori stranieri non accompagnati e vittime di tratta. Su questo, come sugli altri progetti Urbact siciliani, un'azione complessiva di promozione delle innovazioni di governance promosse dalle città siciliane contribuisce a ricollocare al meglio tali città sulla mappa dell'innovazione italiana ed europea, valorizzando esperienze in corso e favorendo l'attuazione di azioni e progettualità emerse dal dialogo strutturato con gli attori locali.


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