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Politica di coesione: Commissione Ue e Bei in Italia per promuovere gli strumenti finanziari e per rendere più efficiente l'attuazione dei fondi europei Sie

di Simona Elmo (*)

La rappresentanza in Italia della Commissione europea e la Banca europea degli investimenti (Bei), con Cassa depositi e prestiti nel ruolo di Istituto nazionale di promozione degli investimenti, il 27 ottobre scorso hanno riunito a Salerno le Autorità di gestione (AdG) dei Programmi operativi eegionali (Por) cofinanziati dai Fondi strutturali 2014-2020, nell'ambito della due giorni dedicata al tema degli strumenti finanziari nella politica di conclusione chiusa a Caserta il giorno successivo.
Lo scopo dell'iniziativa, organizzata in collaborazione con la Regione Campania, è stato quella di illustrare alle AdG le grandi potenzialità legate alle sinergie possibili fra Strumenti finanziari, Fondo europeo per gli investimenti strategici (Piano Junker) e Fondi strutturali 2014-2020, in modo da favorire e accelerare da parte delle Autorità di gestione, l'introduzione nei Por di Strumenti finanziari.

Gli strumenti finanziari nel ciclo 2014-2020
Gli Strumenti finanziari (Sf) sono delle misure di sostegno finanziario agli investimenti attraverso l'utilizzo dei Fondi strutturali per il finanziamento di opere/servizi in grado di generare reddito attraverso la loro gestione, data la loro sostenibilità finanziaria nel tempo.
Il quadro regolamentare comunitario relativo al ciclo di programmazione 2014-2020 ha confermato la centralità degli strumenti finanziari, già sperimentati nel precedente periodo di programmazione, dal lato Comuni con Fondi di sviluppo urbano, per il finanziamento (di natura revolving e non a fondo perduto) di interventi di rigenerazione urbana ed efficientamento energetico nelle aree urbane.
Gli strumenti sono costituiti da prestiti e garanzie attivati con un Fondo rotativo che le AdG istituiscono dentro il PO, previa valutazione ex ante sui fabbisogni del territorio e sulle situazioni di settori di investimento sotto-utilizzati, in modo da strutturare il Fondo adeguatamente e indirizzarlo su settori capaci di produrre rendimenti apprezzabili e di attrarre capitali privati.

L'evento di Salerno
Durante la parte della giornata a carattere seminariale, la DG Regio, la Bei e Cdp hanno, fra l'altro, illustrato funzionamento, regole e risorse degli Strumenti finanziari 2014-2020 sia con destinatari Piccole e medie imprese, sia con destinatari enti locali.
La presentazione è stata completata con l'esame delle lezioni apprese dagli Strumenti finanziari del ciclo 2007-2013 (Fondo Jeremie per le Pmi e Fondo Jessica per Comuni e Aree urbane) e con l'illustrazione di buone pratiche sperimentate negli Stati membri. In Paesi come la Lettonia, il ricorso a Strumenti di ingegneria finanziaria ha avuto effetti moltiplicatori del Pil, nell'ordine di grandezza da 1 a 3 (ossia, il Pil sarebbe cresciuto due punti percentuali in meno, in assenza dell'attivazione di tali strumenti).
Sulla base dello scorso ciclo, la Commissione europea ha impostato la nuova programmazione, puntando, da un lato, su una rigorosa valutazione ex ante da parte delle Autorità di Gestione regionali dei fabbisogni del territorio e dei potenziali settori di investimento nella fase di strutturazione del Fondo rotativo dentro il Por; d'altro lato, sulla standardizzazione di alcune procedure (ad es. alcuni contenuti degli accordi fra le parti, cioè Autorità di gestione, Intermediari finanziari, Beneficiari finali) nella fase di implementazione del Fondo.
Sul versante della semplificazione, ulteriori richieste di approfondimento del tema sono arrivate dai tavoli di discussione avviati durante l'evento: dalle regole di accesso ai finanziamenti agli indicatori di sostenibilità finanziaria del progetto candidato; essenziale è anche la standardizzazione, per quanto possibile, di atti e documenti necessari alla realizzazione dell'operazione, una volta che il progetto venga selezionato.
La Pa locale, che vedrà il proprio progetto finanziato, avrà la possibilità di "sfruttare" le competenze in campo finanziario del gruppo Bei e di altri intermediari finanziari (banche).
Un ulteriore fabbisogno in termini di accompagnamento nella fase di progettazione degli interventi è però stato evidenziato dal dibattito. La costruzione di un parco progetti di qualità da finanziare con le risorse dei Fondi rotativi è un'importante precondizione per realizzare nei tempi gli interventi programmati. Per questo motivo, è necessario che le Regioni attivino misure di assistenza tecnica ai Comuni e percorsi di capacity building che aumentino la propensione della Pa locale a ricorrere a tali Strumenti. La crescita delle competenze nella progettazione di qualità, è essenziale perché Autorità di gestione e Comuni interagiscano con il settore privato e con quello bancario e sfruttino l'effetto moltiplicatore degli investimenti finanziati con le risorse dei fondi rotativi.

Le attività di Ifel sul tema
Negli ultimi anni, l'attenzione degli operatori si è concentrata sull'individuazione delle varie fonti potenziali di finanziamento degli investimenti, mediante l'analisi dei contenitori (come i Programmi operativi) nei quali reperire le risorse finanziarie necessarie.
L'esperienza sin qui percorsa, ha invece fatto emergere un fabbisogno ulteriore del sistema dei Comuni, legato alla strutturazione di competenze specialistiche e know-how per accedere alle risorse finanziarie Ue, una volta messe a disposizione e conosciute.
Ifel ha ritenuto di dovere intercettare questo fabbisogno.
Nell'ambito del Piano annuale di attività del Dipartimento Fondi europei e investimenti territoriali dell'Ifel, l'Osservatorio sulle Politiche di coesione Ifel ha perciò avviato, da un anno, un focus sugli Strumenti finanziari (Sf) cofinanziati dai fondi strutturali 2014-2020 e sul ruolo che essi possono svolgere a supporto degli investimenti per lo sviluppo territoriale. Sono stati attivati servizi di formazione e informazione al sistema dei Comuni, realizzati mediante una "Comunità professionale" di esperti di settore, che prevede fra l'altro, un'interlocuzione sistematica con soggetti istituzionali quali Bei, Cassa depositi e prestiti, Autorità di gestione regionali, tecnici comunali ed esperti di settore.
Il tema degli Strumenti finanziari viene affrontato e sviluppato da Ifel dal punto di vista dei Comuni beneficiari delle risorse finanziarie, con l'obiettivo di rilevare i fabbisogni di conoscenza, competenze e supporto dei potenziali beneficiari. A fronte di tali fabbisogni si realizzano servizi formativi/informativi e strumenti /standard/schemi operativi da mettere a disposizione del sistema dei Comuni.
In pubblicazione a breve, il primo Vademecum dal titolo «Gli strumenti finanziari nella Programmazione 2014-2020 – Uno strumento operativo per i Comuni».
Nel Vademecum, con il contributo di alcuni dei partecipanti alla Comunità professionale, sono stati sistematizzati strumenti e standard operativi per il finanziamento di investimenti territoriali con Sf.
L'obiettivo è di mettere i Comuni in condizione di avviare, sin da subito, le attività, i piani e i programmi necessari e propedeutici all'accesso delle risorse finanziarie una volta che i Fondi di rotazione saranno attivati nei Por.

(*) Dipartimento Fondi europei e investimenti territoriali Ifel


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