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Sostenibilità: Habitat III, Anci: «La salute nelle città sia al centro della New Urban Agenda»

di Emiliano Falconio

«Abbiamo chiesto ai leader nazionali, ai sindaci e ai cittadini di tutto il mondo di mettere la salute al centro della New Urban Agenda. Nel fare ciò, dobbiamo trovare nuovi modi di progettare, costruire e concepire le città, per permettere alle persone di vivere una vita sana nei contesti urbani». Così il vicepresidente Anci e sindaco di Valdengo, Roberto Pella, all'indomani della conclusione, a Quito in Ecuador, della Conferenza Onu Habitat III il vertice dei governi e degli organismi internazionali riuniti per definire le grandi priorità sull'urbanizzazione all'interno della "New Urban Agenda", redatta e adottata nella giornata di ieri 20 ottobre.

«Per raggiungere questo obiettivo - spiega Pella - abbiamo bisogno di rivolgere maggiore attenzione alla prevenzione delle malattie non trasmissibili e dobbiamo riconoscere i rischi presentati da stili di vita urbani non appropriati, causati da una sempre maggiore sedentarietà e da una alimentazione costruita sui cibi spazzatura. Per questo servono sistemi sanitari in grado non solo di medicalizzare ma anche di evitare le malattie non trasmissibili in modo più efficace. In questo contesto – continua il vicepresidente Anci – si inserisce anche un'azione di sensibilizzazione e alla promozione dell'attività fisica, non tanto dal punto di vista agonistico ma in favore del puro benessere fisico che, se perseguito, è in grado di abbattere i costi sanitari». Al fine di raggiungere questo obiettivo, secondo Pella «è indispensabile e sempre più rilevante un lavoro di squadra, che come Anci abbiamo messo in atto con il Coni e gli enti di promozione sportiva, per rilanciare la pratica sportiva per tutti e al contempo migliorare l'arredo urbano, i parchi pubblici e le piste ciclabili così da permettere a quante più persone possibili di praticare attività fisica».

E proprio per dare sostanza a tutto questo, alla vigilia del vertice di Quito il vicepresidente Anci, insieme ai sindaci di Città del Messico, Houston, Copenaghen, Shangai e Vancouver, ha inviato una lettera 'Manifesto' ai governi di tutto il mondo per sensibilizzarli sul tema della salute connessa allo sport, lettera ripresa e pubblicata il 12 ottobre dal New York Times. Nella missiva i sindaci hanno quindi auspicate politiche urbane con al centro la tutela della salute sotto ogni suo aspetto sia esso legato ai trasporti, alle politiche abitative, all'alimentazione, al recupero degli spazi verdi e degli impianti sportivi, all'inquinamento atmosferico e acustico fino alle disuguaglianze sociali.

«Abbiamo bisogno di ottenere questo diritto alla salute nelle città – aggiunge e conclude Roberta Pella - perché in caso contrario, la vita di miliardi di abitanti dei grandi agglomerati urbani è in pericolo. Anche per questo la delegazione italiana presso la Conferenza delle Regione dell'Unione Europea ha proposto un parere di iniziativa sull'Urban Health, che dopo essere stato approvata all'unanimità dal bureau del Comitato delle Regioni, comincerà nelle prossime settimane il proprio iter. Parallelamente saranno avviati una serie di incontri con Commissione e Parlamento europeo, nello spirito di unità di intenti con Anci capofila in modo da arrivare ad approvazione definitiva del parere entro la metà del 2017».


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