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La politica di coesione territoriale fra i temi dell'assemblea annuale Anci

di Francesco Monaco (*)

In programma a Bari dal 12 al 14 ottobre prossimo, la XXXIII assemblea annuale dell'Anci metterà al centro della discussione fra i sindaci e del confronto con governo, parlamento e parti sociali i principali temi in agenda dei Comuni e del sistema degli enti locali: dall'autonomia finanziaria e organizzativa alle nuova regole di bilancio; dalla cura delle persone al nuovo welfare dell'inclusione; dall'accoglienza dei migrantialla ricostruzione dei territori colpiti da calamità naturale; dalla semplificazione amministrativa al rilancio degli investimenti e del sistema produttivo; dalla valorizzazione del capitale umano alla tutela dell'ambiente; dal rilancio della cultura al miglioramento della qualità della vita nelle città e nelle "aree interne".

Gli approfondimenti tematici della politica coesione
La politica di coesione intesa - come recita l'articolo 119, comma 5 della Costituzione - quale mezzo per promuovere, con risorse aggiuntive dello Stato e\o dell'Unione Europea, «lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale» nonché «per rimuovere gli squilibri economici e sociali» e «favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona», a prescindere dal territorio di nascita o di residenza) troverà certamente spazio negli interventi degli amministratori locali e degli ospiti nelle varie sessioni in cui si articoleranno ilavori dell'Assemblea.
Su di essa, inoltre, ci si soffermerà in alcuni dei molti momenti di approfondimento tecnico organizzati sulle varie materie nell'ambito dei cosiddettieventi a latere, seminari gestiti in collaborazione con partner istituzionali e tecnici dell'Anci.
Due di questi seminari - la cui ideazione e organizzazione è curata con l'apporto dell'Agenzia nazionale per la coesione territoriale- riguarderanno specificamente la capacità istituzionale e amministrativa dei Comuni e lo sviluppo urbano sostenibile.

Capacità istituzionale – PON Governance
Nel seminario sulla capacità istituzionale (giovedì, 13 ottobre, h. 10.30/12.30 – Fiera di Bari, Sala Sogin) saranno illustrati i principali interventi messi in campo dal Pon Governance (il programma che destina più di 800 milioni di euro per rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate all'attuazione delle politiche di sviluppo in Italia) per assicurare supporto agli enti locali nel complesso percorso di riordino avviato dalla legge 56/2014 (legge Delrio), con un focus specifico sulla problematica delle gestioni associate nei comuni delle "aree interne".
Un processo continuo di miglioramento delle competenze, dei metodi e degli assetti organizzativi finalizzato a un cambiamento sistemico e strutturale della Pa: è questa l'interpretazione del rafforzamento della capacità istituzionale attraverso cui il Pon Gov interviene a sostegno della ridefinizione del sistema di governance multilivello delle politiche di investimento pubblico. In questo quadro, il seminario intende porre l'accento sul nuovo ruolo degli enti locali alla luce della riforma delle autonomie e sul contributo che il Pon può offrire all'impostazione di una strategia di accompagnamento organizzativo e procedurale con un approccio place based seppur a carattere organico.

Sviluppo urbano sostenibile: PON Metro
Nel secondo seminario (in programma sempre giovedì, 13 ottobre, h. 14.30/17.30 - Sala SOGIN) saranno invece affrontati i temi dello sviluppo sostenibile nelle città metropolitane, nell'ambito del PON METRO (il programma che destina circa 892 milioni di euro al ridisegno e alla modernizzazione dei servizi urbani nonché alla promozione di pratiche e progetti di inclusione sociale nelle 14 città metropolitane italiane) e dei più generali interventi definiti dai programmi operativi regionali in materia di agenda urbana.
«Si tratta - ha dichiarato l'Autorità di Gestione del PON Metro Giorgio Martini - di un momento di scambio attivo fra le realtà metropolitane e i territori di comuni piccoli e medi, finalizzato al rafforzamento del potenziale trasferimento di idee, progetti e buone pratiche dai contesti metropolitani a quelli di dimensioni territoriali minori».
Nel corso del seminario, verrà distribuito un dossier realizzato da IFEL (l'organismo di studi, ricerca e formazione dell'Anci) che passa in rassegna tutti gli interventi di sviluppo urbano (per lo più indirizzati alle "città medie") previsti dai programmi operativi regionali (POR). Il dossier in questione, insieme agli altri studi realizzati per l'assemblea, sarà scaricabile nei prossimi giorni dal sito della Fondazione.

Il contesto europeo: la settimana delle città e regioni europee
È interessante far notare due coincidenze che intercettano, negli stessi giorni dell'Assemblea, il dibattito europeo sulla politica di coesione.
La prima è che dal 10 al 13 ottobre, quasi in contemporanea, a Bruxelles si svolge, «la settimana europea delle città e delle regioni», nell'ambito dei tradizionali Open Days del Comitato delle Regioni.
L'evento consentirà a funzionari delle amministrazioni regionali e locali, esperti e accademici (sono previsti circa 6 000 partecipanti da tutta Europa, 600 oratori, circa 100 attività in programma fra seminari, dibattiti, mostre ed eventi mirati a creare reti di contatti) di scambiare buone pratiche e competenze tecniche in materia di sviluppo regionale e urbano.
Si tratta inoltre di un'importante piattaforma di comunicazione politica in merito allo sviluppo della politica di coesione dell'Ue, che contribuirà a sensibilizzare i responsabili decisionali sul fatto che regioni e città contano sempre di più nell'elaborazione delle politiche dell'Ue.

Una valutazione del ciclo 2017-2013 della politica di coesione
La seconda coincidenza è la pubblicazione di un rapporto indipendente di valutazione sulla programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, in cui risultati sono stati resi noti proprio in questi giorni dalla Commissione Ue.
Nell'ambito della politica di coesione 2007-2013 sono stati investiti 346,5 miliardi di euro. L'esercizio di valutazione in questione è stato suddiviso in 14 "pacchetti di lavoro" tematici. Sono stati inoltre intervistati oltre 3 000 beneficiari e 1 000 addetti delle autorità di gestione; 530 soggetti interessati hanno partecipato a 10 seminari, 80 organizzazioni hanno partecipato a una consultazione online e ogni pacchetto di lavoro è stato esaminato da esperti esterni.
Un milione di posti di lavoro creati, corrispondenti a un terzo della creazione netta complessiva di posti di lavoro nell'Ue nel periodo in esame, e 2,74 euro supplementari di Pil per ogni euro investito proveniente dai fondi della politica di coesione, pari a un rendimento stimato di 1000 miliardi di Euro di Pil aggiuntivo entro il 2023: questi i principali risultati della valutazione degli investimenti realizzati nel periodo 2007-2013.
Dall'analisi risulta che la politica di coesione ha giovato alle economie di tutti gli Stati membri dell'Ue e li ha sostenuti in tempi economicamente difficili.
Ha effettuato investimenti in quasi 400mila Pmi e start-up ed è stata un pilastro dell'agenda europea per la crescita e l'occupazione.
Favoriti gli investimenti nelle persone: 2,4 milioni di partecipanti alle azioni del FSE a sostegno dell'accesso all'occupazione hanno trovato un posto di lavoro nel giro di 6 mesi (2007-2010).
Tra i vari esempi eloquenti negli Stati membri, la politica di coesione ha contribuito a:
• creare oltre 100 000 posti di lavoro in Germania,
• finanziare 21 000 start-up in Svezia,
• finanziare circa 3 900 progetti di ricerca in Ungheria,
• risanare oltre 630 km di strade, soprattutto nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), in Lettonia.
In Italia gli investimenti hanno riguardato nel Nord-ovest l'innovazione tecnologica e il digital divide, al Sud i trasporti ferroviari e le infrastrutture ambientali, oltre che l'innovazione tecnologica e la ricerca.
Solo per esempio, in Campania, sono stati finanziati investimenti per la metropolitana di Napoli e per il potenziamento vie di fuga dal vulcano, oltre che il settore turismo e cultura con il grande progetto Pompei e la riqualificazione del centro storico di Napoli. In Sicilia, sono stati realizzati investimenti per il miglioramento al collegamento ferroviario tra Palermo e l'aeroporto.

Gli interventi sullo sviluppo urbano sostenibile
In generale in Ue, l'11 % della dotazione finanziaria 2007-2013 del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), pari a circa 29 miliardi di euro, è stato speso per lo sviluppo urbano e per progetti di infrastrutture sociali.
La valutazione ha permesso di capire che l'impatto degli investimenti dell'Ue in questo settore avrebbe potuto essere massimizzato elaborando strategie integrate per la riqualificazione urbana e i progetti sociali e coinvolgendo maggiormente i soggetti interessati a livello locale e i beneficiari dei fondi.
Secondo il rapporteur, infine, nell'attuazione dei programmi per il periodo 2014-2020, e a fronte di nuove sfide urbane quali la necessità di integrare i migranti, la Commissione dovrà cercare di coinvolgere sempre di più i soggetti interessati a livello urbano (enti locali, Ong o partner commerciali) nell'elaborazione della politica urbana dell'Ue, o tramite i partenariati nel quadro dell'agenda urbana dell'Ue o tramite il dialogo diretto con i sindaci.
(*) Capo area Mezzogiorno e politiche di coesione territoriale ANCI


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