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I Comuni e le comunità del cambiamento: le esperienze delle città italiane

di Simone D'antonio

La definizione di politiche locali integrate passa sempre di più attraverso la collaborazione con i protagonisti del mondo dell'innovazione che nelle città italiane stanno recuperando spazi e promuovendo pratiche di partecipazione e inclusione sempre più avanzate. Le città protagoniste dei progetti finanziati dal programma Urbact offrono in molti casi esempi importanti di come questi community hub riescano spesso non solo a partecipare a forme di dialogo attivo e bidirezionale, nell'ambito dei Gruppi d'azione locale che finalizzano gli scambi internazionali promossi dal programma europeo, ma anche innovando il modo in cui i Comuni governano processi come il riuso delle grandi strutture dismesse o la promozione dell'innovazione sociale per la crescita urbana. Il confronto promosso dal Festival delle Comunità del Cambiamento di Rena, la Rete delle eccellenze nazionali, rilancia la necessità di mettere in rete esperienze quanto mai diverse tra loro che ridefiniscono dal basso il ruolo dei comuni, da intendersi sempre più come facilitatori di processi di innovazione in corso sui territori e registi di azioni svolte da una pluralità di attori e soggetti diversi.

Incredibol e programmi di sostegno dell'imprenditoria creativa a Bologna
Tra le città che maggiormente sta reinterpretando in questo senso il ruolo dell'amministrazione locale, Bologna ha puntato da un lato al sostegno all'imprenditoria creativa e dall'altro a favorire nuove forme di impegno civico attraverso il Regolamento Beni Comuni e i Patti di Collaborazione. Attraverso il programma Incredibol, promosso come pratica di valore europeo negli ultimi anni nell'ambito del network europeo Creative Spin, il Comune ha offerto supporto a imprese giovani e creativi che hanno potuto utilizzare spazi dismessi o in parziale disuso per realizzare servizi di interesse collettivo. Nel caso di Kilowatt sono state recuperate le serre comunali in stato d'abbandono per strutturare una programma di iniziative per la città che vanno da uno spazio di coworking a KwBaby, servizio educativo sperimentale aperto ai bambini fino a 6 anni. L'istituzione di oltre cento patti di collaborazione tra amministrazione locali e gruppi di cittadini o singoli residenti impegnati nel recupero di spazi, dalle panchine ai tabelloni inutilizzati, in numerosi quartieri cittadini ha dato nuovo impulso a forme di partecipazione organizzata e per questo funzionali a ridefinire completamente il modo in cui la città produce innovazione a partire dalle persone.

Torino e l'azione per l'innovazione sociale
A Torino l'impegno in favore dell'innovazione svolto dal Comune con la strategia Torino Social Innovation ha trovato nel network Urbact BoostInno (che vede tra i partner anche Milano e Parigi) uno sbocco internazionale per diffondere pratiche di collaborazione che partono da quartieri come Barriera di Milano, dove una pluralità di spazi e attori stanno contribuendo a trasformare intere parti di un quartiere già interessato da importanti interventi con il programma Urban. La collaborazione tra diversi hub di comunit, da Via Baltea a Open Incet, sta creando un sistema di pratiche e competenze capaci di unirsi a reti formali e informali (come il coordinamento della Case del Quartiere) che ravvivano forme inedite di socialità in spazi insoliti, come i Bagni pubblici di Via Agliè, che coniugano la propria funzione originaria a quella di connettore di saperi, pratiche e persone.

Napoli e il riuso delle grandi strutture in disuso
Le esperienze di partecipazione avviate nelle edizioni precedenti di Urbact costituiscono per Napoli una base di partenza per azioni integrate di rigenerazione su grandi strutture dismesse presenti nel centro storico, come l'ex Ospedale Militare situato nei Quartieri Spagnoli, al centro del dialogo tra attori locali promosso dal progetto Second Chance. Trasformare questo spazio in epicentro culturale strategico del centro cittadino, a partire dal confronto con quartiere, associazioni e imprese, è l'obiettivo che l'amministrazione comunale sta conducendo in linea con un una visione di stampo europeo che vede nella diversità degli attori coinvolti in questa azione di confronto un elemento di crescita per l'intera città, a partire da un ruolo propulsivo dei Comuni per il coinvolgimento e il playmaking tra stakeholder, istanze e competenze spesso percepite come lontane ma complementar in politiche di sviluppo urbano di nuova generazione.


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