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Politiche di coesione, dal Cipe le regole sulle risorse a sostegno di Snai - Il punto sulle risorse a disposizione della strategia

di Francesco Monaco

Con la deliberazione adottata il 10 agosto 2016, il Cipe –insieme ad altri importanti provvedimenti riguardanti lo sviluppo e la coesione già illustrati in un precedente articolo - ha approvato le modalità di utilizzo delle risorse stanziate dall'articolo 1, comma 674, della legge 190/2014 (legge di stabilità per il 2015) al fine di rafforzare la «Strategia nazionale per le aree interne» (da ora Snai), pari a complessivi 90 milioni di euro per il triennio 2016-2017.
La decisione segue una precedente delibera Cipe n. 9/2015, che dettava gli indirizzi operativi della prima fase attuativa della strategia.

Quadro complessivo delle risorse a disposizione
In realtà, il quadro complessivo delle risorse a disposizione di Snai risulta a oggi significativamente più consistente e articolato. La scelta operata dai diversi livelli istituzionali coinvolti nella programmazione e attuazione di Snai (Stato, Regioni, enti locali) è stata infatti quella dell'integrazione delle fonti finanziarie per l'attuazione dei diversi interventi. Ciò per assecondare il tratto più innovativo di Snai. Tratto che la distingue da tutte le precedenti esperienze di sviluppo locale sperimentate in Italia a partire dalla fine degli anni ‘90: coniugare finalmente, in un unico disegno programmatico, sviluppo economico e pieno godimento dei diritti di cittadinanza nei territori bersaglio. Si ricorda, a questo proposito, che - secondol'Accordo di partenariato 2014-2020 (all'interno del quale nasce Snai) - gli obiettivi fissati per lo sviluppo delle aree interne del Paese (in primis fermare il calo demografico che le caratterizza) dovranno essere perseguiti facendo interagire e combinando - nell'ambito di una medesima strategia di intervento - due diverse classi di azioni: i progetti di sviluppo economico e di rilancio del sistema produttivo e gli interventi di adeguamento e potenziamento della qualità/quantità dei servizi essenziali offerti ai cittadini.
Il quadro finanziario che risulta da suddetta impostazione è dunque articolato e così composto da:
1. risorse nazionali stanziate a valere su varie leggi di stabilità (2014-2015-2016) per gli interventi di miglioramento dell'offerta di servizi pubblici;
2. risorse stanziate nei Programmi Operativi Regionali (POR) -cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEARS)- per i progetti di sviluppo locale.
A queste potranno aggiungersi, naturalmente se disponibili, risorse proprie dei Comuni coinvolti oppure di altri soggetti pubblici o privati interessati al successo della strategia (penso, ad esempio, alle Fondazioni di origine bancaria come Fondazione Cariplo, già attiva nelle aree interne della Lombardia).

Gli stanziamenti in legge di stabilità
Le leggi di stabilità 2014 (articolo 1, commi da 13 a 17, legge 147/2013) e 2015 (articoli 674 e 675 della legge 23 dicembre 2014 n. 190) hanno destinato, rispettivamente:
• 90 milioni di euro per il triennio 2014-2016, per la realizzazione degli interventi finalizzati all'attuazione Snai (legge di stabilità 2014);
• ulteriori 90 milioni di euro per il triennio 2015-2017, per il rafforzamento di Snai (legge di stabilità 2015).
In ultimo l'articolo 1, comma 811, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) ha incrementato le risorse a disposizione di altri 10 milioni di euro per il triennio 2016-2018.
Le risorse complessivamente stanziate per Snai dalle varie leggi di stabilità ammontano dunque a 190 milioni di euro. Esse sono rese disponibili dal cosiddetto Fondo di Rotazione (che contiene le risorse per il cofinanziamento comunitario dei fondi comunitari) e, come detto, sono finalizzate al riequilibrio dell'offerta dei servizi di cittadinanza che sono alla base della strategia (scuola, salute e mobilità).

Gli stanziamenti dei Por
Le risorse effettivamente stanziate e rese disponibili dai programmi operativi regionali Fesr, Fse e Fears a oggi non risultano complessivamente rappresentabili, sebbene esse siano già quantificate nella gran parte dei Por.
Di fatto, sono rese esplicite nei provvedimenti regionali di individuazione delle aree che -man mano che vengono adottati- stabiliscono esattamente quanta parte di risorse dei Por Fesr, Fse e Feasr finanzieranno gli interventi di sviluppo locale definiti nell'ambito delle tipologie indicate dall'Accordo di Partenariato 2014-2020, e cioè: 1) tutela del territorio e comunità locali; 2) valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile; 3) sistemi agro-alimentari e sviluppo locale; 4) risparmio energetico e filiere locali di energia rinnovabile; 5) saper fare e artigianato.

La delibera Cipe n. 9/2015

Secondo le disposizioni della delibera Cipe n. 9/2015 le risorse stanziate dalla legge di stabilità per il 2014 erano ripartite a favore di interventi pilota in 23 aree progetto (la Delibera non riguardava dunque lo stanziamento ex Legge di Stabilità 2015).
In particolare, un importo di 86,02 milioni di euro era attribuito alle 23 aree-progetto in ragione di 3,74 milioni di euro ciascuna; mentre e 3,98 milioni di euro sono state attribuite alle attività di assistenza tecnica e rafforzamento amministrativo necessari alla programmazione e attuazione degli interventi.
Sempre il Cipe, con questa delibera, ha stabilito che con l'ulteriore stanziamento operato della Legge di Stabilità 2015 (90 milioni di euro), alle prime potenziali 23 aree-progetto selezionate come prototipo, si sarebbe aggiunto un pari ammontare di risorse che avrebbe potuto finanziare gli interventi di un secondo gruppo di aree-progetto che Comitato nazionale e Regioni avessero selezionato -con la procedura istruttoria prevista della co-progettazione- nell'ambito del complesso di aree interne individuate a fine 2015.

(*) Capo area politiche di coesione territoriale ANCI


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