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Urbact III, la collaborazione tra Comuni e cittadini per lo sviluppo urbano innovativo nelle città italiane

di Simone d'Antonio

La fase di sviluppo dei nuovi progetti Urbact III ha costituito per molte città italiane l'occasione per avviare processi partecipativi attorno alle sfide di rigenerazione urbana al centro del principale programma europeo dedicato allo sviluppo urbano sostenibile. Passando in rassegna le principali attività svolte nei primi sei mesi dei network Urbact che entreranno nelle prossime settimane in fase di implementazione, è possibile notare come le città italiane (le più presenti nel programma anche per questa edizione) abbiano approfittato delle possibilità metodologiche offerte dal programma per ripensare il proprio sviluppo futuro a partire dalla collaborazione con i cittadini o con particolari fasce della popolazione.

Le attività in corso
Nel caso di San Donà di Piave i giovani sono stati protagonisti della fase iniziale di progettazione partecipata che condurrà la città a riqualificare l'unica struttura sopravvissuta in città alla distruzione della Prima Guerra Mondiale, ovvero la vecchia cisterna d'acqua che sarà trasformata in centro culturale e ricreativo multimediale grazie anche ai fondi già attivati dai locali distretti del commercio. La città veneta, capofila di City Centre Doctor, punta così a dare un risalto concreto sul piano locale a quell'azione di confronto tra strategie europee di valorizzazione dei centri storici al centro del progetto.
La partecipazione a Urbact ha consentito finora al comune di Casoria di coinvolgere decine di attori locali, rappresentativi di comitati civici, associazioni e organizzazioni come Legambiente, nel processo di riconversione di spazi pubblici abbandonati, promosso dal progetto Growth by Reconversion, che vede fra i partner le città di Anversa, Barcellona, Vienna, Oslo e Solin. La riqualificazione di due parchi cittadini, inseriti nel progetto del grande parco urbano previsto dal nuovo piano urbanistico comunale, è al centro di un processo partecipativo realizzato attraverso una serie di incontri preparatori e visite sul campo che consentiranno alla cittadina del napoletano di confrontarsi con alcune delle esperienze europee più significative di rilancio della crescita locale a partire dalla rigenerazione urbana.
Per Milano invece la partecipazione a Urbact ha costituito finora un'occasione per mettere a sistema quanto realizzato finora nel campo dell'innovazione sociale, tema principale del progetto BoostInno che vede fra i suoi partner Torino, Parigi, Barcellona e Danzica. A conclusione della fase di sviluppo il Comune ha pubblicato il Libro bianco sull'innovazione sociale, che costituisce un'utile guida per le città che intendono rilanciare il proprio sviluppo a partire dalle esperienze innovative realizzate a Milano negli ultimi anni. Dalla promozione della sharing economy fino alla creazione di spazi per imprese innovative e coworking, il Libro bianco realizzato in collaborazione con la Fondazione Brodolini passa in rassegna le modalità di collaborazione civica elaborate a Milano anche a partire dall'esperienza dell'Expo, che ha accelerato processi già attivi nel contesto urbano dandogli una dimensione europea e globale.
A Messina invece la prima fase del network Urbact Arrival Cities, dedicato ai rapidi cambiamenti di popolazione urbana in seguito ai fenomeni migratori degli ultimi anni, ha consentito di portare su un piano più ampio la riflessione sulle misure locali di integrazione di rifugiati e richiedenti asilo.
L'esperienza del progetto Sprar attivo sul territorio e il focus particolare sulle misure di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati saranno proposte a livello europeo come un'efficace modello non solo locale ma nazionale, contribuendo una volta di più a rendere Urbact un'occasione di crescita e di promozione di esperienze positive realizzate nel nostro paese nei diversi settori della vita urbana.


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