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Finanza a impatto sociale, esperienze e prospettive per i Comuni

di Annalisa Gramigna (*)

Il tema della finanza a impatto sociale sarà affrontato giovedì 21 aprile in occasione di un seminario organizzato da Ifel in collaborazione con l'Università di Tor Vergata di Roma. In questo seminario il tema della finanza sociale viene affrontato a partire dalla presentazione dei risultati di una ricerca realizzata dall'Università sugli strumenti di finanza per l'economia sociale e sulle esperienze realizzate in diversi Paesi europei: Regno Unito, Svizzera, Austria, Portogallo, Romania e Italia. L'obiettivo dell'incontro è quello di discutere delle prospettive di applicazione di questi strumenti finanziari e delle possibili politiche locali italiane.
La discussione avverrà tra esperti della materia che si confronteranno tra loro a partire dai risultati delle ricerca. È facile prendere parte all'incontro grazie alla diretta streaming, collegandosi dalle 10 alle 13 all'indirizzo www.fondazioneifel.it. Sarà inoltre possibile interagire con gli esperti attraverso una chat dedicata.

L'aumento dei bisogni in ambito sociale
Negli ultimi dieci anni alcune condizioni di contesto hanno stimolato la nascita di nuovi bisogni soprattutto in ambito sociale: la crisi economica, da una parte, ma anche le dinamiche demografiche sollevano una serie di questioni sulla sostenibilità economica dell'intervento pubblico tradizionale. Tra i fenomeni più evidenti che stanno portando a un ripensamento del ruolo tradizionale delle amministrazioni pubbliche i dati registrano: un progressivo invecchiamento della popolazione; un aumento della popolazione straniera; una diversificazione delle famiglie che sempre di più sono famiglie monocomponente e famiglie ricomposte; l'aumento della disoccupazione soprattutto giovanile; l'aumento della povertà in particolare delle famiglie con figli.
A fronte di un aumento dei bisogni si è assistito, tra il 2003 e il 2012, ad un aumento della spesa complessiva per il funzionamento del welfare locale ma da qualche anno la situazione delle disponibilità finanziarie sembra essersi fatta critica: «il sostentamento del welfare locale si è oramai quasi completamente spostato sui territori…» (M. Giovannetti, C. Gori, L. Pacini, La pratica del welfare locale, Maggioli editore, 2014, pag. 75) ma ciò accade in un momento critico per le finanze locali e il rischio imminente è che nei prossimi anni non si potrà più contare sulla stessa capacità di risposta da parte dei territori.

Il cambio di modello in corso: dal «welfare totalista» al «welfare civile»
Questa situazione sta portando a una «transizione culturale verso un welfare plurale nel quale l'ente pubblico, i soggetti privati, il terzo settore colmano tutti assieme i buchi del welfare totalista lasciati aperti dalla riduzione dei fondi a scopi sociali …» (Stefano Zamagni sul IlSole24 Ore, 2 marzo 2016). In realtà anche l'intervento dei partner privati sconta le difficoltà economiche derivanti dalla crisi e alcuni dati mostrano una contrazione dei Partenariati Pubblico Privati. Secondo Zamagni l'approdo verso cui si dirige il modello di welfare del nostro Paese (guidato anche dall'Europa) è quello del welfare civile: un sistema universalistico e abilitante che favorisce la coesione sociale, aiuta chi ha bisogno e lo sensibilizza a restituire alla società quanto può dare in termini di tempo e competenze. In questo sistema il settore pubblico, la business community e il mondo della società civile interagiscono in maniera sistematica per definire soluzioni efficaci ai bisogni. Questo modello è coerente con i processi di innovazione sociale, con lo sviluppo della sharing economy e con l'evoluzione della nuova partecipazione civica intesa sempre di più come co-design delle politiche e co-gestione dei servizi.

Il ruolo della finanza a impatto sociale
In questo contesto si inserisce la riflessione sul valore della finanza a impatto sociale che può avere un ruolo rilevante nel riavvio del ciclo economico e per la tutela e la valorizzazione dei beni pubblici e dei beni comuni. L'aspetto rilevante che distingue la finanza tradizionale dalla finanza a impatto è l'intenzionalità di generare un effetto positivo quantificabile a livello sociale e ambientale.
I nuovi strumenti di finanza a impatto sociale sono caratterizzati dalla capacità di considerare l'investimento rispetto a una logica che mette sullo stesso livello la natura economica e quella sociale dell'iniziativa in modo da favorire interventi economicamente sostenibili nel tempo in grado anche di creare vantaggi per il territorio e per le comunità. Siamo di fronte a una sorta di terza via che si trova tra la finanza e la filantropia: un mercato ibrido che coinvolge intermediari finanziari ed enti locali, Pmi e grandi imprese, organizzazioni non profit e società civile.
Social bonds e social impact bond (SIB), Social venture capital (SVC) e venture philantropy; Impact investing; Finanziamento da Fondazioni Grant e Fondazioni comunitarie; Microfinanza e microcredito; Crowdfunding e Civic crowdfunding sono alcuni degli strumenti che si possono utilizzare per la realizzazione di progetti, iniziative e servizi che evidenzino la capacità di creare effetti positivi sull'ambiente, che prevedano il coinvolgimento dei cittadini, che lavorino sull'inclusione di alcune categorie svantaggiate, eccetera.

Due esempi: il social impact bond di Peterborough e il civic crowdfunding di Milano
I social imbact bond (SIB) prevedono che il rimborso e la remunerazione del capitale siano condizionati dai risultati raggiunti in termini di riduzione dei costi. L'esempio più noto è quello del SIB del carcere di Peterborough nel Cambridgeshire(UK), lanciato dal ministero della Giustizia inglese in collaborazione con Social Finance Ltd nel Settembre 2010 che ha l'obiettivo di finanziare con £5 milioni un programma di interventi per detenuti condannati a una pena inferiore ai 12 mesi. Il SIB nasce come risposta al problema della recidiva, particolarmente significativo per questo gruppo di detenuti: circa il 60% dei condannati a pene inferiori a un anno, commettono infatti un nuovo reato entro 12 mesi dal rilascio. Social Finance è il soggetto che ha progettato e sviluppato il primo SIB, in circa 18 mesi, e che ha indotto il ministero della Giustizia a sostenere nuovi programmi di riabilitazione per detenuti, proponendo un modello di finanziamento privo di rischi e senza esborso preventivo di risorse pubbliche.
Il civic crowdfunding invece è una forma di raccolta fondi realizzata tramite piattaforme on line dove si chiede ai cittadini di finanziare iniziative a sfondo sociale o culturale. Recente è la prima esperienza italiana realizzata dal Comune di Milanoche ha previsto di realizzare progetti innovativi partendo da piccole donazione dei singoli cittadini. I progetti da finanziare devono avere l'obiettivo di creare una città più accessibile e attenta ai bisogni delle persone con disabilità, agli anziani e alle famiglie. Per 20 mesi il Comune di Milano ha sperimentato un processo collaborativo per condividere e sostenere idee e progetti di persone e organizzazioni volte a intraprendere processi di finanziamento dal basso e condivisi. I progetti che si trovano nella piattaforma, selezionati con una call, riceveranno un contributo dal Comune se riusciranno a ottenere un finanziamento almeno pari alla metà dell'importo complessivo previso per la propria realizzazione.

(*) Dipartimento Studi Economia Territoriale IFEL


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