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Politiche di coesione: i dati dell'ultimo monitoraggio Igrue-RgS sulla programmazione 2007-2013

di Francesco Monaco (*)

Come noto, il periodo a cavallo fra due cicli di programmazione, nella politica di coesione (ed, in generale, in tutte le politiche pubbliche che presuppongono un'attività programmatoria strutturata per cicli di bilancio), è sempre fra i più problematici da affrontare, per le autorità di programmazione, per quelle di gestione e di controllo, per i beneficiari degli interventi (in primis per i Comuni).
In un lasso di tempo - anche relativamente lungo, in verità - che finisce per abbracciare i due ultimi anni del vecchio ciclo (2012-2013) con i primi due del nuovo (2014-2015), devono compiersi una serie di fatti rilevanti e adempimenti che finiscono per determinare, in sostanza, la fisionomia a regime della politica.
Ovviamente la Commissione Ue non fa mancare i suoi orientamenti sulla chiusura del vecchio ciclo, mentre - in rinnovati regolamenti- fissa le regole per il futuro.
Se tutto viene compiuto correttamente la politica può svilupparsi ordinatamente; se c'è qualche intoppo lo sviluppo ne sarà segnato.
Ora, senza entrare nel merito delle valutazioni, che con Ifel faremo - come di consueto - nel rapporto annuale sulla coesione di prossima uscita, vorrei soffermarmi sul tema dell'andamento della spesa; su come sia andato procedendo cioè - fra vecchio e nuovo - il monitoraggio (e la certificazione) dei fondi già spesi (ciclo 2007-2013), mentre si preparano le procedure per l'avvio delle spese, ancora solo programmate (ciclo 2014-2020) e che dal 2016 dovrebbero entrare in fase di piena realizzazione. Questo il nostro convinto auspicio!

Gli ultimi dati di monitoraggio
La Ragioneria generale dello Stato (RgS) ha pubblicato di recente (febbraio 2016) l'ultima batteria di dati di monitoraggio dei fondi strutturali al 31 dicembre 2015: in conformità all'articolo 56, paragrafo 1, del regolamento generale, il termine ultimo di ammissibilità delle spese sostenute dai beneficiari è infatti il 31 dicembre 2015.
Lo sbilanciamento dei tempi (ultimo anno programmatico: 2013; ultimo anno per la spesa: 2015) è effetto della norma che consente di spendere le risorse entro i due anni successivi dall'ultimo anno di programmazione.
Per il ciclo corrente (2014-2020), i due anni sono diventati tre.
Occorre innanzitutto distinguere e procedere con l'analisi per categoria di regione (obiettivo), per fondo e per programma; solo così sarà possibile avere un quadro completo e chiaro, oltre le sintesi giornalistiche, i comunicati stampa e le "medie generali".
I dati, peraltro, sono stati già inseriti nel portale www.opencoesione.it; pertanto è anche possibile "leggere" la spesa per tipologia di progetti, dimensione finanziaria, natura dei beneficiari, tempi di realizzazione, eccetera.
Questi ultimi dati erano attesi, perché – come ricordato - gli ultimi della serie del passato ciclo; da una loro attenta analisi e valutazione potrà generarsi un dibattito franco e informato su quello che ha funzionato nel periodo 2007-2013 e su quello che invece andrà corretto per non ripetere errori del passato e assicurare un successo certificato (miglioramento servizi pubblici, aumento occupazione, riduzione divari competitivi, eccetera) a questa politica.
Auspicabilmente, infine, arriveranno a breve anche i rapporti dei valutatori indipendenti per stabilire efficacia degli interventi, grado di raggiungimento dei target, realizzazione dei risultati attesi.

La spesa nelle Regioni dell'obiettivo convergenza
L'obiettivo convergenza, va a sostituire il precedente Obiettivo 1; esso è quindi destinato alle Regioni meno avanzate. Per l'Italia le Regioni ammissibili sono Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, a cui si aggiunge la Basilicata, ammessa a beneficiare di questo obiettivo a titolo transitorio (phasing out).
L'ammontare complessivo (2007-2013) destinato all'Obiettivo Convergenza è di circa 30,94 mld di euro.
Di tale ammontare complessivo, 9,34 mld di euro sono cofinanziati dallo Stato attraverso il "Fondo di Rotazione" di cui alla leggr 187/1883, mentre 17,85 mld sono cofinanziati dal fondo Fesr e 3,75 mld dal fondo Fse.
Il livello di attuazione complessivo dell'obiettivo convergenza è pari rispettivamente, al 90,37% per i pagamenti e al 136,86% per gli impegni.
Per il Fondo Sociale Europeo (Fse) il livello di attuazione complessivo al 31/12/2015 è pari al 93,57% degli stanziamenti totali, essendo stati spesi in valori assoluti 5.863,73 ml di euro, a fronte di 6.864,94 ml di euro di impegni, pari al 109,55% del contributo totale.
Per Fondo Sviluppo Regionale (Fesr), il livello di attuazione complessivo è pari all'89,55% degli stanziamenti complessivi, essendo stati spesi in valori assoluti 22.101,52 ml di euro, a fronte di 35.488,74 ml di euro di impegni giuridicamente vincolanti.
L'esame delle tabelle allegate al documento di monitoraggio RGS consente di verificare il livello di spesa di ciascuna regione.

La spesa delle Regioni dell'obiettivo competitività
L'obiettivo competitività regionale e occupazione va a sostituire i precedenti Obiettivi 2 e 3 della Programmazione 2000/2006. In Italia riguarda tutte le Regioni, tranne quelle della Convergenza, di cui al precedente paragrafo.
L'ammontare complessivo destinato all'Obiettivo Competitività è di circa 15,05 mld di euro.
Di tale ammontare più di 8,70 mld di euro sono cofinanziati dallo Stato attraverso il "Fondo di Rotazione" di cui alla legge 187/1984, mentre 3,15 mld sono cofinanziati dal fondo Fesr e 3,20 mld dal fondo Fse.
Il livello di attuazione complessivo dell'Obiettivo Competitività al 31/12/2015 è, rispettivamente, del 98,46% per i pagamenti, e del 113,79% per gli impegni.
Il livello di attuazione complessivo degli interventi comunitari cofinanziati dal Fse è pari al 95,56% degli stanziamenti complessivi, essendo stati spesi in valori assoluti 7.210,76 ml di euro, a fronte di 8.048,06 ml di euro di impegni giuridicamente vincolanti pari al 106,66% del contributo totale.
Il livello di attuazione complessivo degli interventi comunitari cofinanziati dal fondo Fesr è pari al 101,38% degli stanziamenti totali, essendo stati spesi in valori assoluti 7.607,08 ml di euro, a fronte di 9.076,37 ml di euro di impegni giuridicamente vincolanti.
L'esame delle tabelle allegate al documento di monitoraggio RGS consente di verificare il livello di spesa di ciascuna regione.

La spesa per l'obiettivo cooperazione territoriale europea (Cte)
L'obiettivo «Cooperazione territoriale europea» trae spunto dall'esperienza dell'iniziativa comunitaria Interreg. Esso punta a intensificare la cooperazione su tre livelli: cooperazione transfrontaliera mediante programmi congiunti; cooperazione a livello delle zone transnazionali; reti di cooperazione e di scambio di esperienze sull'intero territorio dell'Unione.
Per l'Italia, l'ammontare complessivo destinato all'Obiettivo Cooperazione Territoriale europea supera i 693 ml di euro. Di tale ammontare più di 157 ml di euro sono cofinanziati dallo Stato attraverso il "Fondo di Rotazione" ex legge 187/1983, mentre 536 ml sono cofinanziati dal fondo Fesr.
Il livello di attuazione complessivo dell'Obiettivo Cooperazione territoriale Europea al 31/12/2015 è pari all'81,41% degli stanziamenti complessivi, essendo stati spesi in valori assoluti oltre 564 ml di euro, a fronte di oltre 773 ml di euro di impegni giuridicamente vincolanti.

Una nota finale
È utile ricordare, a conclusione, che i documenti di chiusura della programmazione 2017-2013 dovranno essere presentati alla Ue entro il 31 marzo 2017 come stabilito all'articolo 89, paragrafo 1, del regolamento generale, compresi quelli relativi alle operazioni sospese a causa di procedimenti giudiziari o ricorsi amministrativi.

(*) Respinsabile Area Politiche di coesione territoriale Anci


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