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Politica di coesione: il quadro delle opportunità della strategia Europa 2020 - Focus Agenda digitale

di Simona Elmo (*) e Francesco Monaco (**)

L'Osservatorio coesione Ifel-Anci attivo sul monitoraggio periodico della programmazione operativa nazionale e regionale dei fondi Ue, ha avviato nelle scorse settimane un'attività di ricognizione delle opportunità di investimento per gli enti locali collegate ai cosiddetti "Obiettivi tematici" della politica di coesione che, secondo i regolamenti adottati dalla Commissione europea, devono essere perseguiti dagli interventi previsti nei programmi di tutti gli Stati membri.
Nei prossimi mesi saranno resi disponibili, attraverso paper dedicati e studi di caso pubblicati sulla piattaforma web della Fondazione Ifel, gli approfondimenti tecnici condotti su tutte le priorità tematiche della strategia Europa 2020, declinate negli assi di intervento dei programmi nazionali e regionali della politica di coesione.
La lettura sotto questa particolare ottica delle opportunità di investimento, consentirà agli enti interessati di ricostruire settore per settore: consistenza del budget a disposizione, modalità di attuazione degli interventi, collegamenti a piani e programmi nazionali, risultati attesi delle operazioni cofinanziate.

Primo focus: OT 2 Agenda digitale
Il primo approfondimento è condotto sull'Obiettivo tematico 2 dedicato all'attuazione della cosiddetta Agenda digitale. L'Agenda digitale europea (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 19 maggio 2010, intitolata "Un'agenda digitale europea") presentata dalla Commissione europea, è una delle cosiddette 7 iniziative faro della Strategia Europa 2020, ovvero una delle 7 priorità che l'Europa ha individuato per contribuire agli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva di Europa 2020.

Contributo della politica di coesione all'Agenda digitale nazionale
Nell'ambito dell'Accordo di Partenariato dell'Italia per il ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020, la Presidenza del Consiglio di Ministri insieme al Ministero dello Sviluppo economico, all'Agenzia per l'Italia Digitale e all'Agenzia per la Coesione ha delineato la Strategia Italiana per la Crescita Digitale e per la banda ultralarga, ovvero le due Strategie che hanno indirizzato la programmazione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali europei.
Il Quadro programmatico delineatosi per il ciclo di programmazione 2014-2020, non prevede un Pon dedicato all'"Agenda digitale" (OT2), perciò, la politica di coesione contribuisce alla realizzazione dell'Agenda digitale italiana ed europea, attraverso gli interventi programmati nell'ambito di alcuni dei Programmi Operativi Nazionali (in primis, PON Metro, PON Imprese e Competitività e PON Governance, ma anche PON Scuola e PON Legalità,) e nell'ambito dei Programmi operativi regionali cofinanziati dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Priorità di intervento
La focalizzazione degli investimenti è su tre aree di intervento principali: infrastrutture, servizi digitali della Pa, stimolo alla domanda di Ict. Per evitare l'eccessiva frammentazione degli interventi sperimentata in passato, le azioni da realizzare nell'ambito della politica di coesione cofinanziate da Fondi strutturali, dovranno essere rese coerenti con le misure finanziate con le risorse pubbliche ordinarie ed essere realizzate nel quadro complessivo di governance definito a livello nazionale attraverso un luogo di coordinamento (Cabina di regia) che coinvolge, oltre all'Agenzia italiana per l'agenda digitale, le Autorità di Gestione dei Programmi operativi regionali, l'Agenzia per la Coesione, le Autorità di gestione dei Programmai Operativi Nazionali. Peraltro, l'Agenzia italiana per Agenda digitale ha collaborato con Cisis - Centro Interregionale per i Sistemi informatici, (l'organo tecnico delle Regioni per le tematiche dell'agenda digitale) per la definizione delle Agende digitali regionali e nell'aprile 2015 è stata istituita la Commissione speciale Agenda Digitale, in seno alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, che completa il quadro della governance interregionale e crea una linea diretta sul tema tra il livello tecnico e quello politico.
Ad oggi, le Regioni che hanno deliberato le proprie Agende Digitali nonché approvato e pubblicato dei documenti specifici per il digitale sono: Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria, Veneto, Sardegna, Lazio. Le Regioni Abruzzo, Piemonte e Sicilia hanno incardinato le proprie Agende Digitali all'interno di altri documenti programmatici, come la Smart Specialization Strategy; il Friuli Venezia Giulia lo ha incardinato nel "Piano triennale (2014-2016) per l'Ict, l'e-government e le infrastrutture telematiche" e la Regione Liguria nel Programma Triennale di sviluppo della Società dell'Informazione 2012-2014. La Regione Puglia ha di recente approvato il "Piano Smart Puglia", mentre la Valle d'Aosta ha adottato le Linee guida Agenda digitale nell'ambito del Piano pluriennale 2014-2018.

Risorse a disposizione e orientamenti dei Por
Il contributo all'OT 2 della politica di coesione nel suo complesso sarà di 2.103,4 milioni di euro, di cui 257,9 milioni di euro di Fears (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale); 1.845,6 milioni di euro di risorse Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale). Nel quadro dei Programmi Operativi Regionali 2014-2020, gli investimenti nell'ambito dell'OT2 "Agenda digitale" sono cofinanziati dalle risorse del Fesr - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (si veda la tabella).
Le Regioni hanno orientato il proprio operato all'attuazione dell'Agenda Digitale, consolidando una visione sistemica interregionale, con la presentazione nel 2014 di un documento di posizione delle Regioni sull'Agenda digitale nella programmazione regionale dei Fondi strutturali, "Agire le agende digitali per la crescita nella programmazione 2014-2020". Nei Por (a geometria variabile di regione in regione) saranno finanziati interventi per la realizzazione di infrastrutture di connettività e altri servizi infrastrutturali e abilitanti (per esempio, razionalizzazione dei data center e Spid, cloud computing, open data), iniziative di e-goverment e e-procurement e servizi nei settori della sanità, della scuola, della giustizia, del turismo, dei beni ed attività culturali, nonché i servizi alle imprese.
Gli investimenti nei Por Fesr saranno realizzati prioritariamente nell'ambito di un Asse dedicato all' "Agenda digitale"; (con l'unica eccezione del Po Fesr del Friuli che programma gli interventi per l'attuazione dell'OT2 esclusivamente nell'ambito dell'Asse sviluppo urbano, senza prevedere un Asse dedicato).
Tuttavia, trasversalmente, sono programmati anche interventi OT2, negli Assi tematici dedicati a "Ricerca e innovazione", "Imprese e competitività", "Efficientamento energetico e mobilità sostenibile nelle aree urbane".
L'OT2 è poi obiettivo prioritario nell'ambito delle politiche più strettamente territoriali quali l'Agenda urbana (nella declinazione smart city communities) e la Strategia Aree interne (accessibilità ai servizi essenziali); infatti, in molti Por Fesr è disposta una "riserva" di risorse a valere sull'Asse 2 "Agenda digitale" per il finanziamento della cosiddetta Strategia per le Aree interne e degli Investimenti Integrati Territoriali urbani, oppure la declinazione dell'OT2 nell'ambito dell'Asse dedicato allo sviluppo urbano.


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