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Hate speech, la Fondazione Cittalia partecipa al progetto Prism sul contrasto all'odio online

di Simone d'antonio

Il forte dibattito nazionale ed europeo sull'integrazione di migranti e rifugiati in Italia e in Europa non ha solo spostato l'agenda del mondo dell'informazione verso nuove tematiche e approcci al racconto di fenomeni globali ma ha anche aperto il fronte su social network e media digitali a commenti razzisti e più in generale a discorsi d'odio inseribili nel più ampio dibattito nazionale ed europeo sul cosiddetto hate speech.

Il progetto Prism
La Fondazione ricerche dell'Anci Cittalia è attiva nello studio di possibili strategie di contrasto a tale tipologia di fenomeni nell'ambito del progetto Prism, che vede impegnati 12 partner tra università, associazioni e Ong provenienti da cinque paesi diversi (Italia, Francia, Spagna, Romania, Gran Bretagna) con l'Arci come capofila. Nell'ambito delle attività di progetto, Cittalia ha collaborato alla ricerca coordinata dall'Università di Barcellona che ha comparato gli scenari dei paesi considerati dal progetto facendo emergere una serie di raccomandazioni e politiche che saranno presentate a maggio a Bruxelles a istituzioni europee e player del settore, con particolare riferimento alle direzioni nazionali ed europee dei principali social media come Facebook e Twitter.
Attivare percorsi di responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nel fenomeno, incentivare azioni di difesa e tutela delle possibili vittime oltre a incrementare le forme di controllo e di denuncia dell'odio online sono alcune delle azioni suggerite dalla ricerca, che chiede inoltre un rafforzamento delle normative nazionali in materia e una maggiore responsabilizzazione delle figure politico-istituzionali attive a tutti i livelli per ridurre il ricorso a discorsi d'odio.
Il progetto, che coinvolge anche l'istituto Onu per la ricerca su crimine e giustizia Unicri, comprende anche azioni di formazione verso avvocati, giuristi e polizie postali coinvolte nella denuncia e nella repressione del fenomeno nei paesi del progetto. Tra le categorie formate nell'ambito delle azioni del progetto anche i giornalisti, con una serie di incontri di formazione realizzati in Italia e in Europa sul tema delle policy adottate dalla stampa locale e nazionale per arginare i commenti d'odio formulati dagli utenti soprattutto online, mentre a un pubblico più generale saranno invece dedicati eventi di disseminazione che puntano a raccontare fenomeni e casi di studio, oltre che a favorire il dibattito soprattutto tra i più giovani sui rischi legati alle discriminazioni e all'odio online.

La comunicazione innovativa
Il coinvolgimento nel dibattito delle direzioni nazionali e europee di social network come Facebook e Twitter punta a posizionare il progetto, tra i pochi finanziati dalla Commissione europea su questo tema, verso gli approcci più innovativi in materia di contrasto all'odio: tra questi il tema del counter speech, ovvero delle narrazioni di segno opposto che puntano a svelare bufale e intolleranze che circolano online attraverso il racconto di storie positive capaci di smontare ogni forma di razzismo e intolleranza. Ai temi del contrasto all'odio online, a cui è dedicato anche il sito di progetto realizzato sotto forma di blog http://www.prismproject.eu/ e i canali social attivi su Facebook e Twitter che rappresentano dei punti di informazione centrali sul tema a livello europeo e globale, si aggiungerà anche una campagna di comunicazione radio e video che sarà diffusa dai partner di progetto e da network e quotidiani di diversi paesi europei coinvolti come media partner dell'iniziativa.


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